Il mio primo incontro consapevole con Philip Roth è avvenuto grazie al gruppo di lettura #gliambasciatorideilibri ed è stato "Patrimonio - Una storia vera", pubblicato da Einaudi editore.
Specifico "incontro consapevole" perché molti anni fa, all'inizio dell'università, avevo letto "L'animale morente" senza saperne nulla, e oggi ne ricordo ben poco; avevo poi iniziato "Pastorale americana", ma non ero riuscita ad andare avanti.
Oggi dunque incontro Roth con un testo forse poco rappresentativo, breve e autobiografico, dedicato alla malattia e alla perdita del proprio padre anziano, che porta con sé inevitabilmente un carico di ricordi dell'infanzia e della vita adulta dell'autore, e soprattutto il riconoscimento di quella figura genitoriale così solida che comincia ad andare in pezzi.
Roth si interroga sul patrimonio, come dice il titolo, o per meglio dire sull'eredità che il padre potrà trasmettergli, avendo lui rinunciato a quella finanziaria. Lo fa accompagnando il padre in un percorso doloroso e difficile per entrambi, nell'accettazione di ciò a cui rassegnarsi è impossibile, ma che gli consente anche di percepire la ricchezza che gli resterà, ben maggiore di quella materiale.
"Patrimonio" è un testo intimo e personale, che toccherà inevitabilmente corde molto delicate per chi ha familiarità con i temi che contiene; è un libro toccante, che mi ha anche lasciato una grande curiosità di approfondire le opere letterarie dello scrittore che qui compare soprattutto come uomo e come figlio, ed in futuro ho intenzione di recuperare altri suoi libri.
Quali opere di Roth mi consigliate di leggere?
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