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lunedì 28 settembre 2026

Il baco da seta

Secondo volume della serie di romanzi gialli con protagonisti Cormoran Strike e Robin Ellacott, scritti da J.K. Rowling con lo pseudonimo di Robert Galbraith e pubblicati in Italia da Tea, "Il baco da seta" mi è piaciuto leggermente meno del precedente.

Ambientato nel mondo della letteratura, ha inizio con la scomparsa di uno scrittore che avrebbe appena prodotto un nuovo romanzo, il cui contenuto rappresenta in modi molto poco lusinghieri tante persone della sua vita e del suo ambiente letterario. La sua sparizione viene denunciata dalla moglie che non si reca alla polizia bensì da Cormoran, perché ritiene che si tratti di un allontanamento volontario e desidera che l’investigatore ritrovi il marito, padre della sua figlia disabile [scopriremo in realtà che l’uomo è stato brutalmente ucciso inscenando alcune tra le pagine più cruente della sua narrazione. Anche riguardo la narrazione però scopriremo che non ne è lui veramente l’autore, o meglio lui è l’autore di una precedente versione sostituita con questa, molto più volgare ed offensiva, realizzata dalla sua agente nonché assassina per metterlo nella peggiore luce possibile].

Alcune descrizioni in questo romanzo sono decisamente più disturbanti e oscene rispetto a quelle più tradizionali de "Il richiamo del cuculo" e non hanno fatto proprio al caso mio. Al netto di questo nel complesso sono stata coinvolta dalla trama di questo giallo e ho apprezzato come l’autrice anche qui abbia disseminato piccoli indizi che avrebbero potuto aiutare il lettore a determinare il colpevole sin dall’inizio -cosa che però non ero riuscita a fare.

Ho apprezzato anche l’approfondirsi graduale del rapporto di Robin e Cormoran e il fatto che ci si possa aspettare che la ragazza ricopra un ruolo sempre più importante nelle indagini, dal momento che verrà addestrata come investigatrice. Sempre meno promettente mi sembra invece il suo fidanzamento con un personaggio che trovo discutibile e molto poco di supporto nei confronti delle sue ambizioni...

Quale serie di libri vi tiene compagnia in questo periodo?

martedì 22 settembre 2026

Tutto è possibile

Elizabeth Strout da un paio d’anni è sicuramente tra le autrici di cui vorrei leggere l’intera bibliografia, dopo il colpo di fulmine vissuto con "Olive Kitteridge". Ho terminato ora il quarto titolo dell’autrice, secondo della serie dedicata a Lucy Barton iniziato proprio con "Mi chiamo Lucy Barton".

Più del precedente è composto da una sorta di racconti: nove testi indipendenti l’uno dall’altro, ma dedicati a personaggi che ruotano attorno alla cittadina di Amgash, Illinois, di cui Lucy Barton è originaria. Sono quindi personaggi che in qualche modo le gravitano attorno o lo hanno fatto nel passato e la stessa Lucy compare nel racconto "Sorella", a distanza di parecchi anni rispetto al momento in cui è ambientato "Mi chiamo Lucy Barton", ed incontra nuovamente sua sorella e suo fratello dopo 17 anni di lontananza. L'ho trovato il racconto più coinvolgente dei nove, probabilmente perché a Lucy ci siamo già affezionati nel libro precedente e vederla alle prese con l’impossibile elaborazione dei traumi dell’infanzia che nel libro primo della serie ci era stata accennata è decisamente commovente.

Tra gli altri, i miei personaggi preferiti sono stati Pete, suo fratello soltanto accennato nel primo romanzo e qui finalmente un po’ più approfondito, e il cugino Abel che ricordiamo da bambino frugare affamato nella spazzatura e qui invece un uomo di una certa età che ha raggiunto il successo professionale e ha una famiglia numerosa composta da figli e nipoti e viene reso protagonista di un bizzarro incontro a teatro nel periodo di Natale [l’uomo infatti, tornato a teatro dove la nipotina ha dimenticato il suo cavallo giocattolo, viene quasi preso in ostaggio da un un attore male in arnese desideroso di sfogare i propri sentimenti che non si rende conto di quanto questa situazione possa rivelarsi stressante per Abel che qualche anno prima è stato colpito da un infarto e che proprio nel teatro si sente male.]

Tutto è possibile per i personaggi di questi racconti, per i quali si apre sempre una seconda possibilità di vita, che sia una donna ormai anziana che trova l’amore in Italia con un uomo molto più giovane di lei o chi decide di aprire un bed&breakfast per riscattarsi di un’infanzia di povertà, o chi consulente scolastica derisa per il proprio aspetto mette tutto il suo impegno nell’incoraggiare ragazze in difficoltà economiche a perseguire la strada del college.

L'enorme talento di Elizabeth South rimane quello di dare vita in pochissime pennellate a personaggi memorabili, dotandoli di una loro profondità anche in un brevissimo racconto in cui ognuno è osservato da prospettive differenti all’interno di una comunità di paese dove inevitabilmente le vite si intrecciano. Inutile dirvi che non vedo l’ora di passare al prossimo volume!

Qual è il vostro titolo preferito di Elizabeth Strout?

lunedì 24 agosto 2026

Il richiamo del cuculo

Terminata la Trilogia del mentalista, scritta a quattro mani da Camilla Lackberg e Henrik Fexeus, con un po' di delusione riguardo al suo finale, ho cominciato una nuova serie di gialli: quella con protagonista Cormoran Strike, scritta da J.K. Rowling con lo pseudonimo di Robert Galbraith, pubblicata da TEA.

Introduttivo per quanto riguarda i personaggi ricorrenti, in questo primo volume incontriamo Cormoran, figlio di un cantante famoso con il quale non ha certo un buon rapporto, orfano di madre che ha perso la vita in circostanze sospette attribuite ad un'overdose. Dopo aver riportato una mutilazione nell'esercito dove serviva la divisione investigativa, svolge la professione di detective privato e incontra Robin quando l'agenzia interinale la incarica di fargli da segretaria per una settimana. Giovane promessa sposa, brillante e disponibile, alla ragazza si spalanca un mondo al di fuori della sua confortevole routine quando si trova a collaborare alle indagini sul decesso di una modella, che il fratello non crede si sia suicidata.

[In realtà proprio il fratello, che da bambino si era già macchiato del delitto del fratellino minore che aveva spinto in una cava -è il fratellino a costituire il legame con Strike, di cui era stato compagno di scuola- ad aver ucciso la modella, sorella adottiva, quando aveva capito che la sua eredità sarebbe stata destinata al fratello biologico che Lula aveva da poco ritrovato.]

Ho apprezzato molto come gli indizi emergano uno dopo l'altro in questo racconto, che mantiene sempre alta l'attenzione e che ci presenta due protagonisti irresistibili, nella loro fragilità e nella loro sintonia, che non vedo l'ora di ritrovare nella prossima avventura. Anche l'ambientazione londinese, vivida e presente come un ulteriore personaggio, aggiunge suggestioni alla lettura ed è uno sfondo perfetto per questo giallo ben scritto e ben costruito, anche se dai colpi di scena non sempre inaspettati.

Credo si sia capito che non ho esitato a procurarmi "Il baco da seta", che conto di leggere a breve!

martedì 18 agosto 2026

Il miraggio

"Il miraggio" di Camilla Lackberg e Henrik Fexeus, pubblicato da Marsilio, chiude la Trilogia del mentalista, con protagonisti Mina Dabiri e Vincent Walder. Lo fa con un romanzo voluminoso e avvincente, ma che non ho trovato purtroppo privo di difetti.

Molto appassionante è il caso d'indagine, che ruota attorno a un tumulo di ossa rinvenuto nei sotterranei della metropolitana di Stoccolma: una sepoltura rituale, che ci introduce nel mondo di coloro che vivono, invisibili, nascosti nel sottosuolo. Qui, nelle pagine in corsivo caratteristiche della giallista svedese, incontriamo un Re dalla corona dorata e dalle molte incertezze, pieno d'amore per il suo piccolo principe che vorrebbe proteggere da tutto [ma una volta diventato grande il principe, dopo il suicidio di suo padre, si fa raggirare dal ricco cugino divenendo un omicida], mentre nel presente il ministro della giustizia, nonché ex marito di Mina, sparisce senza lasciare traccia.

[Era stato rapito dal suo portavoce, nonché cugino del principe di cui sopra, che con il nome di Loke si era messo a collaborare da infiltrato con la polizia perché il cugino lo aveva convinto che il suo piano di far esplodere la metropolitana fosse l'inizio di un nuovo ordine mondiale. Nel frattempo avevano ucciso diverse persone, che oltre dieci anni prima avevano salvato da un tentativo di suicidio, per poi far loro cambiare idea offrendo denaro per ottenere il successo ma poi riprendersi come monito quella vita a cui prima avevano voluto rinunciare.]

Anche Vincent non se la passa granché bene, mentre la sua famiglia viene minacciata in prima persona [scopriremo alla fine che era tutta una sua allucinazione e in realtà non è mai esistita, perché dopo il trauma della madre nella cassa magica di quando era bambino la sua personalità si è dissociata per sempre.]

Come sempre in questi thriller si divora una pagina dopo l'altra, ma sarò onesta: i colpevoli di questo caso sono davvero troppo semplici da individuare, anche io che non mi sforzo mai di scoprirli per godermi la lettura li avevo indovinati non appena comparsi in scena. Non ho poi affatto apprezzato l'epilogo dato alla linea narrativa dedicata a Vincent, anche qui in parte prevedibile, d'altro canto fin troppo scontato come escamotage. Insomma avrei preferito che i due autori ci avessero regalato una storia conclusiva un po' più originale, ma ora che ho terminato questa trilogia sono pronta per scegliere la prossima serie di genere a cui dedicarmi, e spero di trovarla altrettanto appassionante!

Quale serie di romanzi state portando avanti?

mercoledì 17 giugno 2026

La setta

Come ormai sapete Camilla Lackberg è tra le mie autrici di gialli preferiti, e in questi ultimi anni ho cercato di modificare la mia abitudine di iniziare serie con un paio di volumi per poi interromperle, e mi sto dedicando ad una alla volta. Ho terminato quella dedicata ai "delitti di Fjallbacka", e ora sto portando avanti la "Trilogia del mentalista" scritta a quattro mani con Henrik Fexeus. 

Il post di oggi è dedicato al secondo volume della serie, intitolato "La setta", che segue "Il codice dell'illusionista" in cui avevamo fatto la conoscenza dei due protagonisti che indagano sui casi da risolvere, Mina Dabiri e Vincent Walder. 

Rispetto al titolo precedente la trama prometteva di essere ancora più nelle mie corde ed infatti così è stato, perché vi si affronta l’argomento del condizionamento mentale e i tanti elementi delle vite private di Mina e di Vincent, che erano soltanto stati accennati nel primo volume, vengono maggiormente sviluppati. Scopriamo infatti di più sulla figlia di Mina, che viene direttamente coinvolta nell’indagine del giorno.
Potrebbe essere una lettura un po’ difficile da digerire per chi è sensibile ai casi in cui sono coinvolti dei bambini, anche se non viene descritta in dettaglio nessuna scena di violenza. 

Anche questo secondo volume della serie mi è piaciuto davvero molto e ho già pronto il terzo dal titolo "Il miraggio" per concludere la trilogia!

Avete qualche serie in lettura al momento?

domenica 17 maggio 2026

Il codice dell'illusionista

Tra le letture che ho cominciato nell’ultimo periodo c’è la trilogia del mentalista, scritta a quattro mani da Camilla Lackberg e Henry Fexeus e pubblicata da Marsilio. Di Lackberg ho già letto tutti i romanzi della serie "I delitti di Fjallbacka" pubblicati finora, una serie di gialli ambientati in una cittadina sulla costa svedese che hanno la caratteristica di alternare i piani temporali tra presente, in cui si svolge l’indagine, e un momento del passato che in qualche modo riguarda il caso in oggetto. 

Avendo molto apprezzato quella serie, avevo inserito tra le prossime serie di genere da recuperare appunto la trilogia del mentalista, per questo quando ho iniziato "Il codice dell’illusionista" ero piuttosto sicura che mi sarebbe piaciuto ed in effetti così è stato.

Anche qui ritroviamo l’alternanza dei piani temporali, sebbene in misura minore rispetto ai casi con Erica e Patrik. Il giallo ha per protagonisti quelli che diventeranno personaggi ricorrenti della trilogia, ovvero Mina Dabiri e Vincent Walder: la prima è una detective, mentre il secondo è un mentalista bravissimo nel decifrare codici nascosti, che viene coinvolto nella risoluzione di diversi omicidi, perché questi presentano degli elementi riconducibili ai giochi di prestigio.

Sin dall’inizio ci accorgiamo che sembrano molti gli elementi che chiamano in gioco proprio Vincent in questa serie di delitti, che nel corso delle indagini si scopriranno avere molto a che vedere con il suo passato [sono stati infatti architettati dalla sorella di Vincent, che non lo ha mai perdonato per aver causato accidentalmente, in un gioco di prestigio finito male, la morte della loro madre quando era bambino. In delle versioni assassine delle magie, la sorella uccide infatti le figlie di quelle che erano state le amiche d'infanzia di Vincent, che lo avevano distratto mentre la madre perdeva la vita all'interno di una cassa difettosa; l'ultima vittima dovrebbe essere proprio lui, ma con l'intervento di Mina, presa in ostaggio prima di lui che dovrebbe essere dunque accusato di tutti gli omicidi, riuscirà a salvarsi mentre la sorella e il suo complice, già in fin di vita per diverse ragioni, sceglieranno di togliersi la vita prima di farsi catturare.]

Sebbene ci siano un po' di punti lasciati in sospeso, soprattutto per quanto riguarda il passato di Mina, "Il codice dell'illusionista" è stata una Lettura che mi ha davvero convinta e appassionata, scritta in modo semplice e scorrevole senza per questo annoiare risultando troppo prevedibile. Insomma un giallo perfetto per l'estate che sta per cominciare, in cui conto mi faranno compagnia i due volumi successivi della serie!

Avete già letto Camilla Lackberg e i suoi gialli?

martedì 14 aprile 2026

Scrittori e amanti

Ho incontrato Casey studentessa all’inizio di "Cuore l'innamorato", alle prese con un primo amore tormentato e una grande amicizia. L’ho ritrovata molto più adulta pagine più tardi, ormai moglie, madre, ormai scrittrice, costretta a fare i conti con il proprio passato e un enorme dolore.

C’è un salto temporale tra i due momenti e quel salto temporale è "Scrittori e amanti" altro romanzo di Lily King, sempre pubblicato da Fazi editore, che ho recuperato immediatamente una volta terminato il primo.

Non è davvero determinante l’ordine con il quale scegliete di leggerli, perché i due libri si completano: in entrambi troverete una protagonista in cui per ragioni ogni volta diverse vi riconoscerete e per la quale sarà impossibile non provare empatia.

In entrambi i romanzi sarete davanti al tema della perdita: qui Casey elabora il lutto della madre da poco scomparsa all’improvviso durante un viaggio in Cile. Intanto scrive il suo romanzo, lavora in un ristorante, è oppressa dei propri debiti studenteschi e oscilla tra le tante incertezze dello sfuggente Silas,  nome che non giungerà nuovo a chi ha letto per primo "Cuore l’innamorato" come me, e Oscar, uno scrittore molto più grande di lei, vedovo e padre di due bambini, dall’ego piuttosto ingombrante.

Rispetto al libro che ho letto per primo, "Scrittori e amanti" è il romanzo che mi ha lasciato una maggiore leggerezza, un senso di speranza e di possibilità per il futuro. Certo conoscevo già il finale di questa storia in qualche modo, ma questo non mi ha affatto rovinato l’esperienza di lettura, anzi mi è sembrato di ritrovare un’amica di cui sentivo la mancanza e della quale leggerei volentieri ben altro ancora. 

Insomma ho amato entrambi questi romanzi per ragioni diverse: mi ci sono sentita a casa, mi ci sono sentita capita e in questa primavera Lily King si afferma come la mia prima grande scoperta dell’anno.

Avete già letto questa autrice?

giovedì 8 gennaio 2026

Olive, ancora lei

Il mio colpo di fulmine principale del 2025 è stata Elizabeth Strout: la lettura di Olive Kitteridge mi ha trasportata in un microcosmo nel Maine dove una protagonista burbera ma dai sentimenti profondi mi ha fatta sorridere, commuovere ed emozionare ad ogni età della vita in cui l'autrice l'aveva descritta, circondata dai suoi familiari e dagli altri residenti del luogo.

Quando di una scrittura mi innamoro così, non resisto a fare incetta di tutti i titoli disponibili, e ora la mia personale biblioteca è ricchissima di titoli di Strout, che guardo con gioia pensando a quanta meraviglia mi attende, e intanto ho iniziato l'anno nuovo con "Olive, ancora lei", dove ritroviamo la nostra amata Olive Kitteridge mentre l'età avanza. 

Ritroviamo Jack, che avevamo incontrato mentre si sentiva male accanto ad una panchina, e ora trascorre anni interi con Olive; ritroviamo il figlio con cui è tanto difficile comunicare, qualche nipotino in più e il tempo che passa, fino a portare la protagonista ad una residenza per anziani dove il mondo di Crosby si restringe ancora, ma non per questo perde di intensità.

Come sempre non siamo davanti ad un romanzo di trama, ma di istanti: è un romanzo di attimi, di racconti dove Olive è a volte al centro della scena e a volte invece è solo di passaggio. Rimangono centrali la poesia della natura, nelle foglie del Maine che cambiano colore, nella dignità estrema che merita ogni momento dell'esistenza, nelle relazioni e negli affetti che si intuiscono senza mai eccedere nelle spiegazioni. 

Per i completisti di Strout, qui già si trovano riferimenti ad opere precedenti: in particolare a "I ragazzi Burgess" e "Amy e Isabelle", che ho intenzione di leggere non appena mi sarò dedicata al ciclo di Lucy Barton, prima di arrivare al recentissimo "Raccontami tutto" che a quanto ho capito rappresenta una sorta chiusura del cerchio, almeno per il momento. Dopo questa lettura comunque sono ancora più desiderosa di andare avanti, perché sono stata conquistata da Olive quanto se non più della prima volta!

Qual è il vostro titolo preferito di Elizabeth Strout?

lunedì 29 dicembre 2025

Madre d'ossa

Quinto e per ora ultimo volume delle avventure del commissario Teresa Battaglia scritte da Ilaria Tuti e pubblicate da Longanesi, "Madre d'ossa" non ha nulla da invidiare ai precedenti -anzi mi ha coinvolta anche più di "Figlia della cenere", che tra i precedenti mi aveva tenuta un po' più a distanza per quanto riguarda l'indagine.

Non consiglierei di leggere "Madre d'ossa" come romanzo a sé, perché è strettamente intrecciato alle storie precedenti, in particolare al caso risolto nella "Ninfa dormiente" e vi ritroviamo un personaggio che ha ricoperto un ruolo di primo piano in "Figlia della cenere" [nientemeno che Giacomo, il serial killer]. 

A partire da quello che appare come il suicidio di un adolescente la cui famiglia ha antiche origini longobarde, Teresa (il cui stato di salute è purtroppo sempre più precario), Massimo e la loro squadra porteranno alla luce sepolture risalenti a diverse epoche e il culto della madre d'ossa, giunto fino al presente e che coinvolge i più alti piani del potere friulano. Come nei romanzi precedenti la storia, qui in particolare quella antica, si intreccia al caso d'indagine e compaiono pagine in corsivo che introducono un punto di vista differente sulla narrazione [quello della madre d'ossa, nient'altro che la vittima ragazzina di un culto simile a quello della kumari indiana, dove però è costretta a mettere al mondo una nuova madre d'ossa che la sostituirà e alla morte una volta venuta questa alla luce, mentre i figli maschi le vengono sottratti e inseriti illegalmente nel circuito delle adozioni].

Come sempre Ilaria Tuti scrive un romanzo avvincente e pieno di riferimenti artistici e culturali che rendono il giallo più ricco e interessante, e mi ha regalato pomeriggi completamente immersa nella lettura. Spero che un nuovo caso di Teresa Battaglia arrivi presto in libreria, ma nel frattempo sono contenta di aver portato a termine un'altra serie di romanzi senza perdermi per strada, e sono pronta a scegliere la prossima!

Avete in corso la lettura di qualche serie?

venerdì 26 settembre 2025

Figlia della cenere

Quarto volume della serie di gialli di Ilaria Tuti con protagonista la commissario Teresa Battaglia, "Figlia della cenere" sempre pubblicato da Longanesi è quello che più di tutti i precedenti fa luce sul traumatico passato della protagonista, che tante volte era stato accennato e questa volta ci viene narrato in maniera esplicita.

Dunque è un romanzo crudo, dove assistiamo a una crescente violenza fisica e psicologica su una donna, perpetrata come troppo spesso accade proprio tra le mura domestiche. La tensione creata dall’autrice è così forte che più volte ho sentito la necessità di interrompere la lettura e intervallarla con un’altra, perché provavo una vera e propria angoscia, che testimonia quanto questo romanzo come i precedenti sia scritto in modo convincente e coinvolgente.

Non c’è solo questo in figlia della cenere, ma come siamo abituati in questi romanzi c’è un giallo legato ad un caso del passato: l’agire di un serial killer che con Teresa negli anni ha instaurato un rapporto significativo, anche dovuto a come le loro strade si sono incontrate 27 anni prima [in questa circostanza infatti Giacomo, che oltre ad essere un assassino era un infermiere era stato colui che dopo la barbara aggressione del marito Sebastiano, che aveva cercato di uccidere Teresa, era riuscito all’ultimo momento a rianimarla e nei 27 anni successivi la donna non ha mai smesso di andarlo a trovare in carcere, dal quale all’inizio di questa storia l’uomo riesce a fuggire compiuto un nuovo omicidio diverso però dai precedenti. Non è mosso questa volta dai traumi dell’infanzia Giacomo, maltrattato dal suo patrigno e rifugiatosi poi nella violenza e nell’arte del mosaico, bensì è stato commissionato da un mandante, il quale conosce molte cose sul suo passato e anche su quello di Teresa e che ci aspettiamo di veder ricomparire nel prossimo volume].

Caratteristica sempre presente della serie sono alcune pagine in corsivo che tornano indietro nel tempo, e questa volta fanno riferimento all’antichità, in particolare agli albori del cristianesimo ad Aquileia e al culto di Iside -argomento estremamente interessante per gli appassionati della materia, ma un po’ meno per me che preferisco narrazioni più contemporanee. In ogni caso è indubbia la documentazione storica dell’autrice e la sua bravura nel riportarla alla luce.

Anche in questa quarta lettura ho trovato il personaggio di Teresa Battaglia umano ed emozionante, una protagonista per la quale si parteggia dalla prima all’ultima pagina, con le sue fragilità che la rendono lontana da un’eroina stereotipata ed infallibile e che non vedo l’ora di ritrovare tra le pagine in "Madre d’ossa" che è già stato pubblicato e che porterà avanti la storia da dove l’abbiamo interrotta con questa lettura.

Avete già letto questa serie di gialli?

A quale volume siete arrivati?

venerdì 18 luglio 2025

Zoo

Quando, anni fa, ho letto per la prima volta la poli-bilogia di Paola Barbato, pubblicata da Piemme, ho iniziato da "Zoo": il più crudo dei tre, quello dove gli elementi dell'orrore non mancano, e la tensione psicologica è alle stelle.

In un capannone abbandonato nella campagna modenese, dove un collezionista affascinato dal circo aveva accumulato dei carrozzoni provenienti da diverse parti del mondo, una mente criminale ha fatto prigionieri degli umani: ha iniziato con due senzatetto, Bella e il Rosso, ma poi si è fatto più coraggioso, intrappolando persone che ritiene colpevoli.

In questo scenario da incubo si risveglia Anna, che l'8 ottobre è uscita per andare al lavoro ma non vi è mai arrivata; Anna che da sempre è prigioniera della propria rabbia, che si rivela un'arma a doppio taglio nel contesto della prigionia e della relazione con le altre vittime del capannone.

Facciamo così la conoscenza di Giulio, del Coccodrillo, di Vasco e Nicola, delle quattro Scimmie (su ogni gabbia c'è il nome di un animale, i cui tratti distintivi ricordano quelli dell'occupante umano), ma anche di due personaggi che abbiamo già incontrato in "Io so chi sei": le vicende dei due romanzi si svolgono infatti in parallelo sul piano temporale, fino a convergere in una conclusione comune che verrà poi sviluppata in "Vengo a prenderti" -frase che chiude entrambi i libri, sebbene minacci un diverso destinatario.

Rispetto a "Io so chi sei", "Zoo" è un romanzo più duro, con un'ambientazione unica, che indaga approfonditamente la tortura della cattività e delle privazioni che porta con sé. Ci si sente in trappola tra queste pagine, si assiste impotenti e inorriditi alle meschinità che si possono compiere verso i propri simili quando è l'unico potere che ci rimane, e ci si sente soffocare nell'aria ferma del capannone, in trappola tra le sbarre che imprigionano i protagonisti. 

Se siete alla ricerca di un thriller da cui sia impossibile separarsi (e non siete troppo impressionabili davanti a scene di una certa durezza), "Zoo" è la scelta perfetta per voi -e a mio parere anche un ottimo punto di inizio per questa storia, che non vedrete l'ora di scoprire come continuerà nel successivo volume.

Qual è l'ultimo thriller che avete letto?

giovedì 22 maggio 2025

Luce della notte

Inserito da Longanesi come terzo volume della serie del commissario Teresa Battaglia dell’autrice Ilaria Tuti, "Luce della notte" dovrebbe piuttosto essere considerato il secondo, in quanto si svolge nel periodo prenatalizio immediatamente dopo la conclusione del caso con cui abbiamo conosciuto la squadra in "Fiori sopra l’inferno".

Per me ritrovare personaggi a cui mi ero affezionata è sempre una grande gioia, e per questo ritrovare Andreas, con cui Teresa costruisce un legame attraverso la lettura ad alta voce (tra l’altro di uno dei miei titoli preferiti di sempre: "La strada" di Cormac McCarthy) è stato un elemento del romanzo che mi ha conquistata sin da subito.

Aggiungiamo inoltre che il caso di indagine ruota attorno ad un tema che mi sta molto a cuore: quello dei migranti, ed in particolare qui della rotta balcanica, citata sia per le rotte di oggi provenienti da paesi come la Siria o l’Afghanistan, ma interessata nel caso dal conflitto nei Balcani degli anni '90 del Novecento.

I bambini sono un elemento centrale di questa storia: c’è Chiara, che vive in cima a una collina e soffre di una patologia per cui non può esporsi alla luce del sole. È la luce della notte del titolo, che porta con sé dei sogni che sembrano incubi, ma che in realtà svelano qualcosa di vero che è stato sepolto troppo lungo: il segreto di un bambino strappato alla madre e di una donna sopravvissuta a Srebrenica.

Si chiude questo libro nella notte di Natale e certo io l’ho letto fuori stagione, ma lo consiglierò anche nei prossimi mesi! Rispetto ai due che avevo già letto questo è un testo più breve, che l’autrice ha scritto per superare una difficoltà ad elaborare una perdita devolvendo in beneficenza i suoi introiti. 

È un testo più breve e qualche ingenuità se vogliamo la si trova (primo tra tutti, direi l’incontro con il mafioso in Slovenia). Tuttavia il cuore di questa storia e i suoi protagonisti sono così puri, così diretti, così solidali l’uno con l’altro e Teresa è un personaggio talmente irresistibile nella sua scorza dura che nasconde la tenerezza ma non riesce a celarla del tutto, che non posso dare un giudizio a prescindere da ciò che trasmette e per questo lo considero un testo che mi ha coinvolto profondamente e mi è piaciuto quanto gli altri due!

Avete già letto questa serie di gialli?

giovedì 30 gennaio 2025

Ninfa dormiente

Secondo volume dedicato ai casi di Teresa Battaglia, la commissario verso la quale avevo provato un vero e proprio colpo di fulmine in "Fiori sopra l’inferno", "Ninfa dormiente" di Ilaria Tuti, sempre pubblicato da Longanesi, è stata un’altra lettura che ho affrontato con estremo coinvolgimento e piacere.

Ci troviamo questa volta in Val Resia, un luogo affascinante per le sue radici storiche e culturali che la rendono un vero e proprio territorio a sé, in cui gli abitanti condividono anche un peculiare patrimonio genetico, oltre che tradizioni millenarie preziose e suggestive.

Come nel precedente volume, anche qui il presente si intreccia alla storia. in particolare alla resistenza e ad un episodio della seconda guerra mondiale in cui un pittore dipinse con il sangue la propria amata Aniza, la "ninfa dormiente" del titolo.

Solo molti anni più tardi il mistero dell’opera d’arte viene a galla e Teresa con la sua squadra si trova a far luce su di esso: sulla scomparsa di Aniza, ma anche su molti misteri che circondano la valle e i suoi abitanti, come il silenzio ostinato del pittore anziano, ma ancora vivo, ritenuto dai più colpevole della morte della giovane donna [di cui in realtà era stata responsabile la sua stessa nipote, la cui nipote giovane donna, a sua volta nel presente, sembra far germogliare in sé le radici potenti e malvagie di quella nonna].

"Ninfa dormiente" è un romanzo sul femminile, sulla divinità di Iside, sulle levatrici sciamane della Val Resia, sul significato del termine maternità, che non è soltanto procreazione ma anche accoglienza degli inermi, come nel rapporto tenero ed intenso fra Teresa e Massimo che la donna vuole ostinatamente liberare dai suoi demoni per renderlo un uomo aperto al futuro.

Ho apprezzato moltissimo l’alternanza tra il passato e il presente, insieme all'ambientazione in un luogo particolare di cui non sapevo nulla prima di questa lettura. L’autrice calibra alla perfezione le pagine dedicate all’indagine, sempre appassionante e ricca di tensione, e quelle in cui ritorna al passato dei suoi protagonisti ricorrenti, che non diventa mai prevaricante, nonostante i traumi del passato di Teresa e di Massimo potrebbero facilmente sfuggire di mano e farla da padrone.

Insomma, il secondo volume di questa saga mi è piaciuto ancor più del primo e non sono affatto pentita di aver già fatto scorta di tutti i successivi! Ora non mi resta che dedicarmi alla visione della serie TV che per quanto riguarda "Ninfa dormiente" è già stata trasmessa.

Qual è l’ultima serie di gialli che avete cominciato?

venerdì 3 gennaio 2025

Signor Malaussène

Quarto volume della saga di Daniel Pennac iniziata con "Il paradiso degli orchi", "Signor Malaussène", sempre pubblicato da Feltrinelli, non deluderà affatto gli estimatori dei volumi precedenti.

Insieme a Benjamin e alla sua numerosa ed eccentrica famiglia torniamo tra i colori, i profumi e i sapori di Belleville, senza farci mancare il giallo: questa volta ruota attorno alle prostitute che suor Gervaise ha allontanato dalla vita di strada, ma che diventano vittime di un killer interessato ad appropriarsi dei tatuaggi a soggetto religioso che lei stessa ha realizzato per coprirne di precedenti.

Ritroviamo Benjamin e Julie in un momento particolarmente importante delle loro vite, in attesa del loro primo bambino: inutile dire che non tutto andrà liscio, come non mancheranno di segnalare le crisi epilettiche del cane Julius, mentre Jéremy mette in scena la storia della famiglia al cinema Zebre e un illusionista torna dal passato di Julie a seminare il panico nel quartiere. 

Difficile riassumere le trame di Pennac, che non sono in fondo l'elemento più importante: quella che spicca è la creatività, il mosaico di personaggi e di avventure, delle improbabili soluzioni trovate per disguidi ancora più surreali. Anche questa volta ho provato il puro piacere della lettura, di un intrattenimento mai noioso, dove la sospensione dell'incredulità viene naturale e si prova per i protagonisti l'affetto che si sente per gli amici. 

Questo avrebbe potuto essere il capitolo conclusivo del ciclo Malaussène, che invece si è popolata poi di diversi altri volumi: non mi resta che scoprire cosa mi aspetta ancora!

A quale volume della serie siete arrivati?

martedì 17 settembre 2024

Middle England

Terzo volume della trilogia di Jonathan Coe iniziata con "La banda dei brocchi", "Middle England", sempre pubblicato da Feltrinelli editore, nasce dall'interesse dell'autore di scrivere un romanzo sulla Brexit e l'Inghilterra del ventunesimo secolo. Anche per intrecciare definitivamente i fili di alcuni dei personaggi che avevamo imparato ad amare (in particolare i fratelli Benjamin e Lois Trotter) è nato questo romanzo, che ho trovato senza dubbio all'altezza dei due precedenti.

Anzi a dire il vero me lo sono goduto anche di più, perché gli anni Duemila, i giochi olimpici di Londra del 2012, il referendum e le dimissioni di Cameron, l'attentato a Jo Cox, il crescente successo di Boris Johnson sono pagine di storia dell'Inghilterra che ricordo bene e che mi è piaciuto riconoscere tra le pagine.

Altrettanto ho apprezzato ritrovare Benjamin e Lois e il loro legame fraterno, che si supportano a vicenda fino ad avviare un progetto comune oltre la Manica e la loro nipote Sophie, il cui recente matrimonio si scontra con le divergenze d'opinione politica. Le loro vicende personali si confrontano dunque con i mutamenti in atto nella Londra dei primi anni 2000, dove la xenofobia sembra dilagare, il politicamente corretto diventa argomento di dibattito e i diritti civili e delle minoranze LGBTQ creano scontri e prese di posizione.

Se avete apprezzato i primi due volumi della trilogia, non potete perdervi questo terzo capitolo, che ci riporta alla mente capitoli non proprio idilliaci della vita politica europea dell'ultimo decennio e al tempo stesso è un romanzo che mescola sapientemente l'ironia, le relazioni e il senso di speranza per il futuro che aveva contraddistinto anche i precedenti.

Avete mai letto i libri dell'autore?

giovedì 18 luglio 2024

Circolo chiuso

Vent'anni dopo "La banda dei brocchi", Jonathan Coe ambienta "Circolo chiuso", in Italia sempre pubblicato da Feltrinelli: titolo che riprende sia l'associazione studentesca degli anni del liceo, sia la chiusura del cerchio tra i due romanzi, con Sophie e Patrick (figli di Lois e di Philip) che si incontrano in vacanza a Berlino, mentre i loro genitori tirano le fila del passato.

Siamo all'inizio del nuovo millennio, e se ne "La banda dei brocchi" avevamo gli scioperi e gli attentati dell'IRA, qui troviamo l'11 settembre, la guerra in Iraq e la caduta di Saddam Hussein, l'Inghilterra di Tony Blair e, su scala più personale, i matrimoni che si infrangono e gli amori interminabili, i progetti falliti e le carriere rampanti.

Benjamin che non ha ancora scritto il suo romanzo ed è più che mai incerto tra separazione, monastero e carriera artistica, Paul che è entrato in politica e si trova una giovane amante [Malvina, che si scoprirà essere figlia di Cecily e Benjamin, quindi innamorata del proprio zio], Claire che, separatasi da Philip, scopre la verità sulla scomparsa di sua sorella Miriam [era stata uccisa per aver assistito ad un omicidio in fabbrica, una vendetta contro un operaio irlandese, nell'epoca degli attentati dell'IRA]. 

La grande capacità di Coe resta quella di raccontare la storia di un Paese attraverso le vite dei suoi personaggi, di coinvolgerci nelle loro relazioni, mescolando i registri narrativi, i dialoghi e le forme testuali, dalla corrispondenza agli articoli giornalistici. Ancora una volta mi ha catturata con il suo racconto, che vi consiglio di recuperare in sequenza al volume precedente, altrimenti (nonostante un riassunto sia presente alla fine di questo romanzo) rischiate di perdervi moltissime premesse e riferimenti. Non vedo l'ora di dedicarmi a "Middle England"!

Qual è l'ultima serie di romanzi che avete iniziato?

domenica 23 giugno 2024

La banda dei brocchi

Ne "La banda dei brocchi", primo volume della trilogia di Jonathan Coe pubblicata da Feltrinelli editore, facciamo la conoscenza di un gruppo di amici, compagni di liceo a Birmingham negli anni '70. Li incontriamo attraverso l'espediente del flashback: la figlia di Lois e il figlio di Philip, durante una vacanza a Berlino, ricordano l'adolescenza dei loro parenti.

Ci sono dunque Benjamin, il fratello di Lois, che scrive e compone musica; Lois, la sua storia d'amore straziante con Malcolm, bruscamente interrotta dalle bombe dell'IRA; il loro fratellino Paul, il provocatore. Poi c'è Doug, figlio di un sindacalista, impegnato negli scioperi e nella politica; c'è Cecily, il grande amore di Benjamin, Steve, l'unico ragazzo nero della scuola. 

Davanti a loro le infinite possibilità della prima età adulta, mentre provano sentimenti intensi, dal trauma all'amicizia, dalla bruciante passione alla rivalità, impegnati nella vita scolastica e in quella personale. 

Coe ci trasporta nell'Inghilterra degli anni '70, prima del governo di Margaret Thatcher, negli scioperi in fabbrica e le contestazioni, il movimento nazionalista e le identità regionali. Scrive un romanzo corale dove cambiano le prospettive, gli stili di scrittura in articoli di giornali del liceo, a volte poesie, a volte citazioni di dizionari e altri testi, ricchissimo di riferimenti musicali e di personaggi mai eccessivi, che non perdono mai credibilità. 

Avevo letto questo romanzo molti anni fa, ma ho deciso di rileggerlo perché solo da poco ho acquistato l'ultimo volume della trilogia, "Middle England", e volevo rinfrescarmi la memoria. È stata una lettura appassionante e molto piacevole, e mi ha invogliata ancora di più a proseguire con i romanzi successivi!

Avete mai letto Jonathan Coe?

giovedì 13 giugno 2024

Re bianco

La trilogia di Juan Gomez-Jurado pubblicata da Fazi editore, iniziata con "Regina rossa" si chiude con "Re bianco", che condivide le caratteristiche dei due volumi precedenti: un ritmo incalzante, una scrittura semplice e diretta, priva di descrizioni elaborate e di paragrafi che si dilungano.

Il punto di forza sono sempre loro, Antonia Scott e Jon Gutierrez, messi alle strette dal crudele Mister White che aleggia sulle loro esistenze già da due romanzi -lo stesso che si è macchiato dell'assassinio di Marcos, lo stesso che porta all'estremo le capacità intellettive di Antonia con la sua manipolazione. La vita di Jon è minacciata in modo particolarmente diretto, e questo porta Antonia più che mai a contatto con i suoi sentimenti, che è tanto abituata a mettere a tacere.

Incontriamo di nuovo anche Sandra, la spietata sequestratrice che abbiamo già sperato tante volte venisse eliminata dal nostro duo di eroi, e ne veniamo a conoscere l'origine [era infatti stata selezionata come un'altra possibile Regina Rossa, ma con una vena di crudeltà e sadismo assente in Antonia e pertanto poi scartata, mentre continuava a covare risentimento perché innamorata di Mentor, che sarà lei stessa ad uccidere in questo libro]. 

"Re bianco" è un romanzo che tiene col fiato sospeso, dove tifiamo per Jon e Antonia fino alla conclusione, dove si svelano a poco a poco tutti gli elementi che hanno portato alla rete di trappole e inganni che per anni ha perseguitato Antonia, e in cui Jon si è trovato coinvolto. Dalla sensibilità dimostrata dall'autore nei riguardi dei suoi lettori già nei volumi precedenti non mi aspettavo un finale diverso... e spero proprio che la trilogia non sarà la fine delle avventure dei nostri due protagonisti!

Qual è l'ultima serie di libri che avete concluso?

giovedì 9 maggio 2024

Lupa nera

"Lupa nera" è il secondo volume della trilogia di thriller spagnoli di Juan Gomez-Jurado pubbblicati da Fazi editore, iniziata con Regina rossa che ho scoperto poco tempo fa guardando la serie televisiva trasmessa su Prime. 

L’autore non ha una scrittura particolarmente ricercata e ad essere del tutto onesti le sue trame non sono nemmeno rivoluzionarie: qui ci troviamo davanti all’omicidio di un mafioso russo e alla scomparsa di sua moglie che tutti cercano e che sta cercando di salvarsi la vita, in un intrigo di malavitosi, trafficanti di droga e di donne e poliziotti corrotti, che non brilla certo per originalità. 

La "lupa nera" del titolo, personaggio che ci aspetteremmo fosse più centrale, compare soltanto alla fine del romanzo e nemmeno nei panni previsti [si tratta infatti di un’altra donna che si nutre di un desiderio di vendetta e ha preso il suo posto, spiegando così il mistero di un cadavere ritrovato nel fiume all’inizio del romanzo]. Perché allora questi questi thriller mi stanno piacendo tanto? 

Innanzitutto per la magnifica coppia composta da John e Antonia, quelli che sono i veri protagonisti e che formano un duo bizzarro quanto capace di intenerire e appassionare: impossibile infatti non tifare per la loro amicizia. Inoltre le trame dell’autore sono scorrevoli e mai noiose, non eccede con le descrizioni dei personaggi, anzi ne sappiamo lo stretto necessario perché la trama vada avanti, grazie ai frequenti dialoghi che non si perdono mai in chiacchiere vuote.

Per di più la nota con la quale conclude questo secondo volume, che di per sé termina con un tremendo cliffhanger, mi ha fatto pensare che Gomez-Jurado sia proprio una brava persona, desiderosa di rassicurare i propri lettori in merito al successivo capitolo -che per fortuna al momento in cui io termino questo è già in mio possesso! 

Insomma da regina nera e dei suoi seguiti non aspettatevi dei romanzi particolarmente letterari o innovativi, ma se siete alla ricerca di una letteratura di intrattenimento che vi renda impossibile chiuderli finché non li avrete terminati, allora questi testi fanno assolutamente al caso vostro!

Qual è l'ultimo thriller che avete apprezzato?

mercoledì 17 aprile 2024

Regina rossa

Ho scoperto questa storia iniziando a guardare la serie TV omonima su Amazon Prime, qualche tempo fa; ormai non c'è bisogno che vi ripeta che quando un prodotto cinematografico mi convince e scopro che si tratta di una trasposizione il mio istinto immediato è recuperare il romanzo!

Per di più, nella mia prima visita dell'anno al mercatino dell'usato, "Regina rossa" di Juan Gomez-Jurado, pubblicato da Fazi editore, mi aspettava su uno degli scaffali: mi è sembrato proprio un segnale inconfondibile!

L'elemento che mi ha conquistata dal primo momento sono i protagonisti di questa storia: Antonia Scott, dotatissima collaboratrice di un misterioso progetto che aiuta a risolvere casi criminali, ma soprattutto Jon Gutierrez, ispettore basco dall'aspetto burbero ma dall'animo buono. 

I due si trovano a lavorare insieme loro malgrado, o meglio per togliersi dai guai in cui si è cacciato per aiutare una vittima in difficoltà Jon viene incaricato di proteggere Antonia, i cui fantasmi sono numerosi e difficili da tenere a bada. L'indagine del volume ruota attorno all'omicidio di un ricco rampollo madrileno e al rapimento di Carla, erede di uno degli uomini più facoltosi della Spagna; la richiesta che il sequestratore, che si fa chiamare Ezequiel, ha posto loro è stata impossibile da esaudire. 

Seguiamo così la prigionia di Carla, ma anche il legame tra Jon e Antonia che si rafforza, e qualche elemento dell'oscuro passato della donna che si rivela piano piano. La scrittura di Gomez-Jurado è estremamente semplice, ricca di dialoghi, suddivisa in capitoli molto brevi e trascinanti; la storia si conclude in maniera non definitiva, lasciando nel lettore una grande curiosità per ciò che verrà rivelato in "Lupa nera", secondo volume della trilogia... inutile dirvi che me lo sono già procurato!

Conoscete questa trilogia?