Il mio primo incontro con l’autrice inglese Hilary Mantel, premiata ben due volte con il Booker Prize per la sua serie di romanzi dedicata alla famiglia Tudor, avviene con "Otto mesi a Ghazzah Street", un romanzo degli anni '80 ambientato in Arabia Saudita pubblicato da Fazi editore.
Dopo diversi anni dall'acquisto, quasi per caso inizio a leggerlo e vi scopro un testo dove è sin da subito evidente la scrittura ben dosata, dal linguaggio ricco, dai dialoghi convincenti, in cui l’atmosfera si fa via via più inquietante, ricordando le atmosfere del noir.
La protagonista è una giovane donna inglese che segue il marito ingegnere nel suo lavoro all’estero, in particolare a Gedda dopo un periodo trascorso nel continente africano. Mentre sino ad allora era sempre riuscita a lavorare come cartografa, in Arabia Saudita si ritrova in una società dove la rigidissima morale governativa impedisce alle donne di lavorare e anche di girare indisturbate per strada.
Mantel è bravissima a farci percepire il senso di cattività provato dalla protagonista, il cui universo sembra ridotto all’appartamento e alle scale del palazzo attraverso le quali incontra le poche vicine. In questa dimensione alienante è facile farsi suggestionare da ogni elemento che sembra sfuggire alla logica, come l’appartamento vuoto sopra di lei da dove sente provenire i rumori, e inquietanti incontri a tarda notte al termine delle cene, quando decide di salire sul tetto a prendere una boccata d’aria.
Sembra dunque di leggere un thriller in questo romanzo, che ho trovato efficace nel suggestionare il lettore, che si immedesima nella protagonista al punto da passare da un’ipotesi all’altra in una dimensione sulla quale non ha alcun controllo. Lo stile dell’autrice mi è piaciuto molto e questo che è stato un primo incontro con i suoi romanzi di certo non sarà l’ultimo -anche perché possiedo già "Cambio di clima"!
Quali titoli di Hilary Mantel avete letto?

