domenica 17 maggio 2026

Il codice dell'illusionista

Tra le letture che ho cominciato nell’ultimo periodo c’è la trilogia del mentalista, scritta a quattro mani da Camilla Lackberg e Henry Fexeus e pubblicata da Marsilio. Di Lackberg ho già letto tutti i romanzi della serie "I delitti di Fjallbacka" pubblicati finora, una serie di gialli ambientati in una cittadina sulla costa svedese che hanno la caratteristica di alternare i piani temporali tra presente, in cui si svolge l’indagine, e un momento del passato che in qualche modo riguarda il caso in oggetto. 

Avendo molto apprezzato quella serie, avevo inserito tra le prossime serie di genere da recuperare appunto la trilogia del mentalista, per questo quando ho iniziato "Il codice dell’illusionista" ero piuttosto sicura che mi sarebbe piaciuto ed in effetti così è stato.

Anche qui ritroviamo l’alternanza dei piani temporali, sebbene in misura minore rispetto ai casi con Erica e Patrik. Il giallo ha per protagonisti quelli che diventeranno personaggi ricorrenti della trilogia, ovvero Mina Dabiri e Vincent Walder: la prima è una detective, mentre il secondo è un mentalista bravissimo nel decifrare codici nascosti, che viene coinvolto nella risoluzione di diversi omicidi, perché questi presentano degli elementi riconducibili ai giochi di prestigio.

Sin dall’inizio ci accorgiamo che sembrano molti gli elementi che chiamano in gioco proprio Vincent in questa serie di delitti, che nel corso delle indagini si scopriranno avere molto a che vedere con il suo passato [sono stati infatti architettati dalla sorella di Vincent, che non lo ha mai perdonato per aver causato accidentalmente, in un gioco di prestigio finito male, la morte della loro madre quando era bambino. In delle versioni assassine delle magie, la sorella uccide infatti le figlie di quelle che erano state le amiche d'infanzia di Vincent, che lo avevano distratto mentre la madre perdeva la vita all'interno di una cassa difettosa; l'ultima vittima dovrebbe essere proprio lui, ma con l'intervento di Mina, presa in ostaggio prima di lui che dovrebbe essere dunque accusato di tutti gli omicidi, riuscirà a salvarsi mentre la sorella e il suo complice, già in fin di vita per diverse ragioni, sceglieranno di togliersi la vita prima di farsi catturare.]

Sebbene ci siano un po' di punti lasciati in sospeso, soprattutto per quanto riguarda il passato di Mina, "Il codice dell'illusionista" è stata una Lettura che mi ha davvero convinta e appassionata, scritta in modo semplice e scorrevole senza per questo annoiare risultando troppo prevedibile. Insomma un giallo perfetto per l'estate che sta per cominciare, in cui conto mi faranno compagnia i due volumi successivi della serie!

Avete già letto Camilla Lackberg e i suoi gialli?

Fratelli nella notte

Qualche anno fa avevo letto un romanzo breve di Cristiano Cavina, "Ottanta rose mezz’ora", pubblicato da Marcosymarcos. Sin da subito avevo avuto l’impressione di aver scelto il titolo sbagliato per iniziare, opinione sostenuta anche da Giulio che dell’autore ha letto l’opera omnia.

Ci ho riprovato con "Fratelli nella notte", pubblicato da Feltrinelli, titolo che ho scelto quest’anno per onorare il 25 aprile dal momento che si apre come una storia di resistenza ambientata tra i partigiani dell’Appennino tosco-emiliano. 

Il giovanissimo Mario infatti appena diciannovenne per sfuggire alla cartolina di leva prende la sua prima decisione da uomo e si arruola alla brigata partigiana della zona con il nome di Tarzan, sebbene non abbia alcuna intenzione di utilizzare le armi. Ben presto però viene ferito in battaglia e così in quella notte del 1944, mentre una parte del suo corpo sembra scivolare fuori dallo squarcio creato da una granata tedesca, il piccolo Mario rischia la vita in una buca di fango al fianco di un compagno, mentre una staffetta giovane ancor più di lui nella notte va a cercare suo fratello.

Il fratello è Giovanni, di quindici anni maggiore, il nonno di Cavina con il quale ha vissuto per molto tempo e Tarzan dunque è suo zio: due uomini di poche parole cresciuti con i ritmi della campagna, abituati alla fatica e al silenzio. Due uomini che in pochissime pagine l’autore ci fa conoscere, e riesce a farci intenerire per i tanti fallimenti della vita di Giovanni, per le parole che i due fratelli non si sono mai detti e per quell’atto di coraggio di una notte che ad uno di loro ha salvato la vita.

Decisamente un ottimo modo per riconciliarmi con l’autore, "Fratelli nella notte" è stato uno dei miei fortunati incontri ai mercatini e una lettura perfetta in un particolare e fondamentale giorno dell’anno!

Quali altri titoli di questo scrittore mi consigliate?

martedì 5 maggio 2026

Otto mesi a Ghazzah Street

Il mio primo incontro con l’autrice inglese Hilary Mantel, premiata ben due volte con il Booker Prize per la sua serie di romanzi dedicata alla famiglia Tudor, avviene con "Otto mesi a Ghazzah Street", un romanzo degli anni '80 ambientato in Arabia Saudita pubblicato da Fazi editore.

Dopo diversi anni dall'acquisto, quasi per caso inizio a leggerlo e vi scopro un testo dove è sin da subito evidente la scrittura ben dosata, dal linguaggio ricco, dai dialoghi convincenti, in cui l’atmosfera si fa via via più inquietante, ricordando le atmosfere del noir.

La protagonista è una giovane donna inglese che segue il marito ingegnere nel suo lavoro all’estero, in particolare a Gedda dopo un periodo trascorso nel continente africano. Mentre sino ad allora era sempre riuscita a lavorare come cartografa, in Arabia Saudita si ritrova in una società dove la rigidissima morale governativa impedisce alle donne di lavorare e anche di girare indisturbate per strada.

Mantel è bravissima a farci percepire il senso di cattività provato dalla protagonista, il cui universo sembra ridotto all’appartamento e alle scale del palazzo attraverso le quali incontra le poche vicine. In questa dimensione alienante è facile farsi suggestionare da ogni elemento che sembra sfuggire alla logica, come l’appartamento vuoto sopra di lei da dove sente provenire i rumori, e inquietanti incontri a tarda notte al termine delle cene, quando decide di salire sul tetto a prendere una boccata d’aria.

Sembra dunque di leggere un thriller in questo romanzo, che ho trovato efficace nel suggestionare il lettore, che si immedesima nella protagonista al punto da passare da un’ipotesi all’altra in una dimensione sulla quale non ha alcun controllo. Lo stile dell’autrice mi è piaciuto molto e questo che è stato un primo incontro con i suoi romanzi di certo non sarà l’ultimo -anche perché possiedo già "Cambio di clima"!

Quali titoli di Hilary Mantel avete letto?

La magia dei momenti no

Lo scorso anno ho incontrato Alison Espach con la lettura di "Appunti sulla tua scomparsa improvvisa", un romanzo piuttosto doloroso che racconta la perdita di una sorella: aveva toccato diverse corde molto profonde in me e così ho desiderato recuperare "La magia dei momenti no", sempre pubblicato da Bollati Boringhieri.

Questa è stata una lettura molto piacevole: mi ha fatta soffrire di meno, nonostante le premesse possano sembrare drammatiche. La protagonista Phoebe infatti dopo un doloroso divorzio si reca in un lussuoso hotel del Rhode Island con vista sull’oceano con l’unico obiettivo di togliersi la vita.

Qui però inciampa in Lila, che sta per sposarsi, e tutti gli invitati al matrimonio che si terrà proprio quella settimana e nel quale Phoebe inevitabilmente viene coinvolta. [Ci vuole poco a renderci conto che le intenzioni della protagonista cambieranno sin da subito e che l’entrare a contatto con persone diverse da quelle che nel suo giro non le erano state abbastanza di stimolo la renderà di nuovo aperta al suo futuro.]

"La magia dei momenti no" è un romanzo perfetto per quando ci si sente abbattuti e privi di risorse; non posso definirlo certo un libro imprevedibile, e diversi punti della trama mi sono sembrati un po' telefonati nel complesso, però si rimane davvero incollati alle sue pagine. Sembra di assistere ad una puntata dopo l’altra di una coinvolgente serie televisiva -credo che sarebbe davvero perfetto per una trasposizione!- e ne rimane un profondo senso di benessere e di speranza una volta terminata la lettura. Per questo ve lo consiglio per quando avrete bisogno di un’iniezione di positività e di energia, per trovare una riserva di sorrisi in una storia che mi ha fatto compagnia per ore di grande serenità!

Avete già letto questa autrice?

mercoledì 29 aprile 2026

Cos'è successo a Ruthy Ramirez?

Il romanzo "Cos'è successo a Ruthy Ramirez?" di Claire Jimenez mi è stato regalato alla fine dell’anno scorso. Mi aveva incuriosita perché la narrativa di Bollati Boringhieri spesso riserva belle sorprese, questo in particolare è stato il mio primo incontro con la collana Black Note dedicata al genere giallo o thriller. Purtroppo devo ammettere che rispetto alla narrativa generale non ne sono rimasta altrettanto convinta.

Romanzo d’esordio dell’autrice, premiato con il Pen Faulkner Award nel 2024, è ambientato nella comunità portoricana di New York in una famiglia dove due sorelle e una madre devono ancora elaborare la perdita della terza figlia, scomparsa senza lasciare traccia quando era ancora adolescente. Un giorno mentre guardano un discutibile reality show in televisione compare una ragazza incredibilmente simile a come la loro Ruthy potrebbe essere dopo tutti quegli anni, e si convincono di doverla andare a incontrare per ricongiungersi con lei e scoprire finalmente che cosa fosse capitato.

[In realtà scopriremo che quella ragazza non è affatto Ruthy Ramirez, che è stata assassinata da un malintenzionato il giorno stesso della sua scomparsa e contrariamente agli inevitabili sospetti si era trattata di un’aggressione da parte di uno sconosciuto.]

Nel romanzo ci sono diversi spunti interessanti, a partire dal fatto che è un testo polifonico in cui nei capitoli si sviluppano i diversi punti di vista e che avrebbe avuto parecchie cose da raccontare dalla violenza spettacolarizzata nei programmi televisivi -un argomento di cui ho già letto con "La vita facile" e prima di allora in "Catene di gloria", libri decisamente più riusciti di questo. Tratta poi temi molto dolorosi come quello degli abusi sui minori, che però vengono sviluppati molto meno di quanto avrebbero potuto, per non parlare della conclusione che ho trovato a dir poco frettolosa.

Nonostante avesse sulla carta tutte le carte in regola per piacermi, purtroppo il mio incontro con Claire Jimenez non si è rivelato un successo...

Qual è stata la vostra ultima lettura deludente?

Le sorelle Blue

Quando ho iniziato "Le sorelle Blue" di Coco Mellors, pubblicato da Einaudi, ho sentito subito di essere nel mio elemento, anche più che con il suo romanzo d'esordio "Cleopatra e Frankenstein" che ho letto qualche tempo fa.

Sin dall'introduzione ci vengono presentate Avery, un'avvocata con un'abitazione signorile e una moglie terapeuta, Bonnie, un'ex pugile che si è riciclata come buttafuori, Lucky, una giovane modella, tutte e tre impegnate ad elaborare il lutto per la quarta sorella, Nicky, scomparsa il quattro luglio di un anno prima. 

Mellors conosce bene la dipendenza, argomento che aveva già trattato nel suo primo libro e qui riprende e declina in ancor più sfumature, dall'alcol alle sostanze, dalla violenza fisica al furto con destrezza. Ogni mezzo sembra quello giusto per tacitare il proprio dolore, per negare le carenze affettive sofferte nell'infanzia, per rimpiangere chi ci è stato prematuramente sottratto: "Le sorelle Blue" è un romanzo molto amaro, con pagine di grande sofferenza, ma anche sostenuto dal legame che accompagna le protagoniste sin dalla loro nascita e che si rivela molti anni più tardi il loro faro nella notte.

È un romanzo più maturo del precedente, polifonico, in cui i punti di vista si alternano nei vari capitoli contribuendo a una caratterizzazione delle sorelle molto riuscita, che genera empatia nei loro confronti sin dall'inizio. Ho di gran lunga preferito questo secondo libro dell'autrice al primo, e ve lo consiglio se come me amate le storie familiari e cercate atmosfere simili a quelle del romanzo "Mai stati così felici" di Claire Lombardo o "Tre sorelle" di Therese Anne Fowler!

Qual è l'ultima storia di famiglia che avete amato?

Una questione di famiglia

Ho acquistato "Una questione di famiglia" in occasione della presentazione con l’autrice Claire Lynch alla libreria Baak di Bologna: prima di allora il romanzo era stato nei miei radar, ma date le quantità di uscite interessanti e la mole dei miei acquisti mensili per il momento non vi era ancora rientrato. Sono molto contenta che l’evento mi abbia dato la spinta per affrontare questa lettura, che oggi sono qui a consigliarvi!

Sebbene si tratti di un romanzo breve e scorrevole, è basato su anni di studi dell’autrice, che prima di quest’opera aveva realizzato un saggio sull’argomento: la perdita dei diritti parentali delle madri omosessuali nell’Inghilterra degli anni '80.

È proprio questo che capita a Dawn nel 1982, quando incontra Hazel e se ne innamora. Una volta confessato questo sentimento al marito Heron, quest’ultimo, anche consigliato ed influenzato da chi lo circonda, lotta per ottenere la custodia esclusiva della figlia Maggie, che crescerà convinta che la madre l’abbia abbandonata per fuggire con un amante.

Incontriamo in "Una questione di famiglia" Maggie già adulta negli anni 2000, moglie e madre di due figli, ancora molto vicina a suo padre sebbene il loro rapporto si basi su un segreto che -inutile dirlo- emergerà nel corso della narrazione.

Vi consiglio questa lettura non per un solo motivo: innanzitutto perché è un tema che non si incontra di frequente in letteratura e qui è corredato di elementi di realtà, come le domande poste in tribunale alla giovane madre. In secondo luogo perché l’autrice evita qualunque spettacolarizzazione della vita dei suoi protagonisti e ne narra le quotidianità nel loro semplice avvicendarsi, i rapporti tra familiari, le conversazioni di ogni giorno, in una maniera in cui è facile riconoscersi e che non suona mai forzata o artificiale.

Il romanzo di Claire Lynch mi ha colpita molto: ho sentito di aver imparato qualcosa leggendolo e grazie all’ottima caratterizzazione mi sono decisamente affezionata ai suoi protagonisti, perciò vi suggerisco di non esitare a recuperarlo come inizialmente invece avevo fatto io!

Qual è l’ultima presentazione di un libro a cui avete assistito?