Non ricordo quali fossero state le ragioni che più di un paio di anni fa mi avevano spinta all'acquisto di "Ultima fermata Delicious" di James Hannaham, pubblicato da Rizzoli, dal sito di Libraccio; non ricordo dove ne avessi sentito parlare prima di allora.
Lo leggo oggi, come prima tappa in Texas per il percorso #panamericanbookway organizzato da @laviaggialettrice, che mi sta facendo riscoprire titoli sepolti da tempo nella mia libreria: e non potrei essere più soddisfatta dell'operato della me del 2023!
"Ultima fermata Delicious" ha un inizio ad effetto, in cui incontriamo il protagonista, Eddie, in fuga da un luogo che impareremo a conoscere fin troppo bene, nel quale ha subito un terribile incidente di cui capiremo molto più avanti le circostanze. Dopo una breve panoramica su cosa gli accadrà da quel momento in poi, ci ritroviamo in un testo completamente diverso, che alterna capitoli ambientati in un passato più lontano e in uno più ravvicinato, dove molto spesso la voce narrante è a dir poco inaspettata: a parlare è il crack, che racconta da un punto di vista per me inedito il fenomeno della dipendenza, di cui la madre di Eddie è vittima da quando è rimasta vedova.
Hannaham scrive un libro sul razzismo, che ha tolto la vita al padre di Eddie, ma soprattutto sulla schiavitù moderna: quella che ci fa pensare ai campi agricoli dove i lavoratori vengono sfruttati con il ricatto del permesso di soggiorno in terra nostrana, mentre qui, in bilico tra il Texas e la Louisiana, il crack è la carota tesa davanti agli occhi di tanti disperati, inconsapevoli di quanto bastone dovranno subire in cambio.
"Ultima fermata Delicious" è un romanzo di formazione, ma anche dell'America degli ultimi, un romanzo su come le sostanze tengano in pugno le persone e su come questa debolezza possa venire sfruttata per il profitto. È un romanzo di cui ho apprezzato molto anche la scrittura, oltre al ritmo incalzante e la tensione che tiene attenti pagina dopo pagina fino alla conclusione, e che sono molto contenta di aver recuperato, anche se non ricordo cosa mi avesse spinta a farlo.
Hannaham ha pubblicato più di recente un altro titolo che mi sembra molto interessante, in libreria per Clichy, che per ora ho aggiunto alla mia lista desideri resistendo all'acquisto almeno per il momento -ma conto di farlo entrare in libreria in futuro.
Qual è l'ultima voce afroamericana che avete scoperto?





