Ho letto pochissimo in questa settimane, per mancanza di tempo e di concentrazione. Poi nella mia libreria ho pescato per il mio recente viaggio a Parigi una pubblicazione de l'Orma editore la cui prima edizione risale agli anni '60 in Francia: "Elise o la vera vita" di Elise Etcherelli, e mi sento di aver rispettato pienamente il detto "pochi ma buoni".
La protagonista di questo romanzo non ha in comune con l’autrice soltanto il nome proprio, bensì anche l’infanzia da orfana negli anni di guerra e il passato di operaia alla catena di montaggio, centrale nella sua narrazione. Siamo negli anni '60 dapprima nella provincia francese e poi a Parigi; lontano dalla capitale Elise e suo fratello minore Lucien, mentre crescono con la nonna in condizioni economiche molto modeste, sognano la vera vita, quella che li realizzerà, che romperà la monotonia e l’oppressione del sentirsi ai margini della storia.
Durerà nove mesi la vera vita di Elise, la vita a Parigi nel lavoro di fabbrica alla catena di montaggio, addetta al controllo delle automobili. Sarà la vera vita nel mezzo delle proteste contro la guerra d’Algeria, mentre si pensa soltanto alle perdite dei francesi, perché il razzismo dilaga a Parigi e non certo di buon occhio è vista la frequentazione della ragazza con l’algerino Arezki.
È un romanzo profondamente politico e sociale quello di Etcherelli, che riflette sulla catena, sui diritti dei lavoratori, sull’importanza delle proteste e delle manifestazioni e racconta il razzismo che è tutt’altro che un lontano ricordo -per esempio nel modo in cui i diritti dipendono da un contratto di lavoro, un pezzo di carta che decide se qualcuno può restare o deve andarsene.
La voce narrante è potente e diretta, schietta nelle sue riflessioni, nel suo prendere via via coscienza di concetti sempre più complessi e al tempo stesso nel suo rimanere ancorata alla realtà, alla necessità di guadagnarsi da vivere di non perdersi nell’ideologia come troppo spesso accade al fratello e i suoi amici.
Sono passati più di sessant’anni dalla pubblicazione in Francia di questo romanzo, che è stato d’ispirazione anche alla vincitrice del Nobel per la letteratura Annie Ernaux, e ancora oggi c’è molto da leggere tra queste pagine, in mesi in cui le proteste nelle città francesi non mancano e in cui la storia più che mai sembra ripetersi.
L’ho trovato un libro stimolante e profondo, importante per comprendere il passato e per guardare il presente con consapevolezza. Se insomma come me attraversate un periodo in cui la lettura non riesce ad essere la vostra priorità e siete indecisi sul titolo che possa valere il vostro scarso tempo, allora con questo andrete sul sicuro!
Qual è il vostro titolo preferito pubblicato da L'Orma?






