Il mio secondo incontro con la casa editrice Accento è stato "Ilaria nella giungla" di Ilaria Camilletti, nominato tra le iniziali numerose proposte per il Premio Strega 2026 e consigliato dall'editore Alessandro Cattelan in una puntata del podcast "Parlarne tra amici" di Daria Bignardi.
Ne ero incuriosita ma confesso di averlo avvicinato con aspettative non troppo alte, in parte dovute alla giovanissima età dell'autrice, in parte perché leggo di rado letteratura italiana contemporanea non ritenendola troppo nelle mie corde.
Devo ammettere però di essermi proprio goduta la lettura! Ilaria ha appena sostenuto la maturità, non ha le idee chiare sul proprio futuro e si trova un lavoro estivo all'Oasi, uno sgangherato bar di Ostia, "la giungla", dove condivide i propri turni con un affresco di personaggi dalle provenienze ed esperienze di vita più disparate. Qui le si avvicina Davide, il figlio adolescente del proprietario, isolato nei suoi videogiochi e nelle ricerche per la scuola, alle prese con la sua infatuazione per una misteriosa ragazzina che allestisce un mercatino nei dintorni.
La forza di "Ilaria nella giungla" sta nella spontaneità: i dialoghi sono genuini, passano dal colpirci con riflessioni condivisibili al farci sorridere di un'ironia che sdrammatizza la fatica del quotidiano, i personaggi più adulti che circondano Ilaria rendono bene la multiculturalità della ristorazione in Italia e la protagonista convince dalla prima all'ultima pagina. Forse le pagine dalla voce di Davide esprimono un punto di vista un po' troppo maturo per l'età del ragazzino, ma nel complesso il romanzo è un esordio che funziona, che mi ha divertita e mi ha fatto passare qualche ora davvero molto piacevole, perciò mi sento di consigliarvelo.
Qual è l'ultima casa editrice che avete scoperto?






