Ho letto nel tempo tutti i romanzi di Paola Barbato, autrice a cui mi ero già affezionata già quando alle porte dell'adolescenza con una delle sue storie scoprii il fumetto di Dylan Dog che mi avrebbe accompagnata per i decenni a venire. Mi rimaneva soltanto "Cuore capovolto", pubblicato da Neri Pozza, e finalmente è arrivato il momento giusto per lui!
L'ho trovato uno dei più contemporanei tra i suoi testi, in quanto è quello che maggiormente si concentra sulla dimensione dei social network e delle nuove tecnologie. L’avvio infatti di questa storia è un ragazzino che frequenta le scuole medie, Leonardo, che viene sorpreso a spedire una propria fotografia di nudo a quello che sembra essere un sito oscuro e ambiguo chiamato "La rete dei cuccioli". Su di esso si procede per livelli, dal pulcino al criceto fino ad animali come il puledro o l’agnello in base agli incarichi che gli iscritti si rendono disponibili a svolgere -inutile dire che dietro a definizioni tanto innocue si possono celare atti molto meno rassicuranti. È questo che scopre il poliziotto Alberto, addetto alla divisione informatica, che in breve tempo si ritrova invischiato in prima persona all’interno di questa rete.
[Si scoprirà poi che Leonardo, che sembrava il responsabile di un atto orribile, cioè aver commissionato senza riflettere la morte del proprio padre, in realtà lo stava proteggendo dalla moglie che lo tradiva e aveva deciso di liberarsi di lui in questo modo, mentre il figlio infiltratosi anche lui nella Rete dei cuccioli faceva di tutto perché il suo diabolico piano non potesse andare a segno. Incontriamo in questa storia anche un uomo estremamente disperato, le cui figlie sono state rapite per via dei suoi debiti, che si rende disponibile per ogni sorta di incarichi e il cui suicidio davanti ad Alberto sarà proprio la molla che farà scattare l'agente fino a rendergli impossibile il pieno controllo delle proprie azioni.]
In "Cuore capovolto", dove in diversi passaggi crediamo di aver capito tutto ma come sempre l’ultimo capitolo stravolgerà le carte in tavola dovrei esserci abituata, conoscendo Paola barbato, ma ogni volta mi sorprendo ci troviamo davanti alle bassezze che si possono compiere al di là dello schermo di un computer, ma questa lettura ci fa molto riflettere anche sulle conseguenze reali del mondo virtuale e inutile dirlo sui tanti pericoli che si celano nei luoghi più impensati della rete
Come sempre ci troviamo davanti ad un libro in cui si resta incollati alle pagine, in cui le avventure di Alberto e di suo marito Emanuele (personaggio che inizialmente ho detestato, ma che poi ho molto apprezzato nella sua incapacità di manifestare amore nei modi più convenzionali) non ci lasciano tregua fino al loro epilogo. Ora la mia libreria è sguarnita di titoli di Barbato da leggere e quindi non vedo l’ora che venga pubblicato il prossimo!
Qual è il vostro titolo preferito dell’autrice?






