Aurora è arrabbiata. Questa è la prima caratteristica che coglierete leggendo l’esordio di Nicole Trevisan pubblicato da Fandango Libri, che si apre con una scena estremamente dolorosa e vivida: il ritorno della ragazza da Roma al suo paese d’origine nell’entroterra veneto, in occasione del funerale di Andrea, quello che è stato il suo primo amico, che ha perso la vita in un incidente ciclistico.
La rabbia la divora, è una sorta di marchio che si porta dietro dall’infanzia e rimane con lei, mentre priva del nutrimento il proprio corpo, lascia dietro di sé una relazione aperta che non vorrebbe tale, mentre accetta un impiego da parte di Isabella, l’unica del quartetto di amici che sembra aver raggiunto gli obiettivi della vita, mentre delude sistematicamente i propri familiari e non risparmia loro alcun giudizio.
Aurora è furiosa e autodistruttiva, in un’elaborazione del lutto e delle altre forme di perdita che attraversa, e il lettore è trascinato in una spirale di malessere e disillusione, da cui non sembra esserci via di scampo. “Malefica” è un viaggio all’inferno nella mente di Aurora, nella sua solitudine e nei suoi pensieri oscuri, che ci assorbono completamente; nella sua intelligenza e nella sua mania di controllo, che ci fanno sorridere con un po' di amarezza pensando a come potrebbe trascorrere meglio il proprio tempo, invece di schiacciare gli avversari sui siti di scacchi online con il suo alter ego dal nome d'ispirazione russa.
La scrittura di Nicole Trevisan è potentissima e magnetica, ci cala nel contesto provinciale con la sua nebbia e le sue ambizioni, ci fa viaggiare in auto con i suoi fantasmi e struggere di rimpianto e nostalgia. L’ho trovato un ottimo esordio, che in più passaggi mi ha messa alla prova emotivamente, e che vi consiglio di recuperare.
Qual è l’ultima scrittrice italiana che avete scoperto?






