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giovedì 19 ottobre 2017

Io prima di te

Per molto tempo, aggirandomi tra gli scaffali delle biblioteche e delle librerie, questo libro mi è capitato davanti ed ho scelto volutamente di lasciarlo dov'era. Da un breve accenno online infatti avevo dedotto che sarebbe stata una lettura triste, con una storia d'amore finita male; non sapevo nulla di più, ma mi sembrava sufficiente.
Poi, come a volte capita, è arrivato il suo momento: la curiosità era aumentata, e ho pensato di non aver motivo di resistere, nonostante sapessi già come sarebbe andata a finire...
 



Titolo: Io prima di te
Autrice: Jojo Moyes
Anno della prima edizione: 2012
Titolo originale: Me before you
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 391
 



Louisa Clark è una ragazza inglese di ventisette anni, la cui vita si svolge in un paesino di piccole dimensioni. Di famiglia modesta, che risente della crisi per via del licenziamento del padre, dopo il diploma ha trovato lavoro come barista; tuttavia, proprio a causa della crisi economica, il gestore del bar è costretto a cessare l'attività e così Louisa si trova d'un tratto disoccupata. Il centro per l'impiego le propone allora il ruolo di assistente familiare presso una famiglia benestante del luogo, e Louisa si presenta al colloquio del tutto impreparata, ma nonostante ciò ottiene il posto. Con sua grande sorpresa scopre che colui del quale si occuperà non è un uomo anziano, come si sarebbe aspettata, bensì un giovane di trentacinque anni, Will, tetraplegico a causa di un incidente.
 
In un libro autobiografico del quale vi ho parlato qui (Mi hai cambiato la vita, di Abdel Sellou), il protagonista trovava un modo per ricominciare a vivere nonostante le proprie condizioni fisiche. Un altro famoso tetraplegico letterario è il detective Lincoln Rhyme, dalla penna di Jeffery Deaver, che nonostante la propria lesione al midollo prosegue come può la propria attività in polizia.
Non è questo il caso di Will, che invece non si è affatto rassegnato alla propria situazione, abituato alla vita avventurosa che conduceva prima: la sua intenzione infatti è quella di mettere fine alle proprie sofferenze, nonostante le emozioni positive che Louisa riesce a suscitare in lui dopo un iniziale momento di diffidenza.
Louisa infatti si dedica a Will con tutte le sue energie, e con passione; progetta attività ricreative che possano fargli di nuovo desiderare di svegliarsi al mattino, scende a compromessi con i disturbi che lo affliggono, lascia che Will si fidi di lei ed a sua volta si apre grazie a lui a nuove prospettive. Inutile dire che tra i due scocca in breve la scintilla dell'innamoramento...

Sam Claflin ed Emilia Clark in una scena del film
"Io prima di te", di T. Sharrock (2016)

Louisa è un personaggio tenero, creativo e un po' impacciato. Non sa imporsi, e così ha finito per essere sottovalutata dalla sua intera famiglia, che in sostanza non ha difficoltà a farsi mantenere da lei ma porta in palmo di mano Treena, sua sorella, considerata il genio di casa nonostante sia rimasta incinta senza averlo affatto pianificato. Louisa è prigioniera di molte paure, in particolare di un trauma del proprio passato che non ha elaborato e le ha tolto il coraggio di fare esperienze al di fuori del suo piccolo mondo; vive nel ripostiglio di casa, senza nemmeno una finestra, consegna ai genitori i propri risparmi ed il suo fidanzato (lo stesso da sette anni) ha interessi del tutto diversi dai suoi.
 
Quando incontra Will, il suo mondo cambia. Anche se il personaggio di Will finisce a parer mio per essere spesso supponente, nel suo continuo dare consigli a Louisa su come dovrebbe vivere, dove dovrebbe andare, cosa dovrebbe leggere o guardare (insopportabile l'abitudine di chiederle di commentare le notizie del giorno...), le loro due solitudini risultano in qualche modo complementari e il sarcasmo di Will è per Louisa lo stimolo di cui aveva bisogno.
L'amore tra i due nasce lentamente, da un abito rosso ad un concerto, da un paio di calze a righe gialle e nere in un pacchetto regalo; l'eccentrico gusto in fatto di abbigliamento di Louisa ci accompagna pagina dopo pagina, rendendola più concreta. Si tratta di un amore composto da piccole cose: pomeriggi al sole, gite poco distanti, musica classica e film francesi con i sottotitoli. Potrebbero ispirare grande tenerezza, ed in effetti lo fanno; tuttavia non è mai sceso il nodo che sentivo in gola al pensiero del timer, ticchettante, a scalare il tempo rimasto a Louisa e Will.

Questo è senza dubbio un romanzo che fa piangere. Nonostante me lo aspettassi sin dall'inizio non sono riuscita a trattenermi dal versare calde lacrime sull'ultima parte della lettura, davanti al dolore di Louisa, così forte, così ben descritto.
Non è però soltanto un commovente romanzo d'amore, ma anche un libro che affronta un argomento delicato e controverso come il suicidio assistito praticato nelle cliniche svizzere. Oltre che con il proprio dolore Louisa dovrà confrontarsi anche con i pregiudizi delle persone disposte a difendere il "diritto alla vita" in qualunque circostanza (dimenticando forse il diritto alla scelta...), tra cui la sua stessa madre.

Emilia Clark e Sam Claflin in una scena del film
"Io prima di te", di T. Sharrock (2016)

Da questo popolarissimo libro è stato anche tratto un film, con l'altrettanto (se non di più) famosa attrice che gli amanti di Game of Thrones riconosceranno subito come Daenerys, la madre dei draghi -qui nelle vesti di un personaggio decisamente più umile. Ho deciso di vederlo appena terminata la lettura e l'ho apprezzato: gli attori sono convincenti, la colonna sonora adattissima, la trasposizione fedele.
La sceneggiatura (della stessa Jojo Moyes) è stata alleggerita di qualche elemento, come l'evento traumatico capitato a Louisa ed anche alcuni dei più seccanti atteggiamenti di Will, ed anche il finale è reso in maniera meno straziante; la sostanza tuttavia resta inalterata e soddisferà i lettori.

Vi è inoltre un seguito alle avventure di Louisa, "Dopo di te", che vi racconterò a breve! Nel 2018 inoltre è prevista l'uscita in inglese del terzo romanzo della serie, che di certo leggerò quando sarà disponibile.

lunedì 9 ottobre 2017

A spasso con Bob

Ci sono storie che fanno bene all'anima. Storie che ci raccontano di seconde occasioni, di rinascite e di incontri che ci salvano la vita. Questa è una di quelle storie, e vi dirò di più: è anche una storia vera.
 
 
 
 
Titolo: A spasso con Bob
Autore: James Bowen
Anno della prima edizione: 2013
Titolo originale: A Street Cat Named Bob
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 238
 
 
 
 
James ha un'infanzia scomoda ed un'adolescenza inquieta, sballottato com'è dalla madre tra l'Inghilterra e l'Australia, impossibilitato a sentirsi a casa nell'uno o nell'altro luogo per via delle permanenze troppo brevi. Una volta cresciuto, arrabbiato col mondo e perennemente insoddisfatto, si rifugia nella musica che suona per le strade ma soprattutto nella droga, nell'eroina che gli annebbia la mente, che gli fa perdere il controllo e lo fa vagare per la città di Londra, dove si riduce a vivere per strada, trascinandosi da una dose all'altra.
 
Gli anni passano e le sue condizioni peggiorano. James è un ragazzo in gamba, per quanto disperato; cerca di rimettersi in carreggiata, fa del suonare agli angoli delle vie e agli ingressi delle metropolitane il proprio mestiere, entra in un programma di disintossicazione e gli viene assegnato un alloggio nell'edilizia popolare che è decisamente migliore del dormire all'addiaccio o nei dormitori della città. Nonostante tutto, per quanto ci provi, a James continua a mancare una motivazione sufficiente ad impegnarsi, una ragione che lo spinga davvero a restare pulito.
Un giorno però, quando ritorna a casa, trova sul portone un gatto rosso, giovane e malconcio, con una brutta infezione e diverse ferite. James ha sempre amato gli animali, e non può ignorare la sofferenza della creatura, così si occupa della sua guarigione pur avendo in mente di restituirlo ad un possibile padrone oppure alla sua libertà quando si sentirà meglio.
 
I piani di Bob, questo il nome che James sceglie per il gatto, sono però del tutto diversi. Quando James cerca di rimetterlo in libertà, gli fa chiaramente capire di avere altri progetti: inizia infatti a seguirlo dappertutto, autobus compresi, e a dormire ai piedi del suo letto ogni notte, per niente intenzionato ad allontanarsi da lui. Dopo un'iniziale resistenza, James si arrende all'evidenza dei fatti e comincia ad interpretare l'incontro con Bob come un segno inviato dal destino per cambiare vita: il legame tra i due infatti si instaura immediatamente e Bob accompagna James anche sui luoghi di lavoro, dove attira l'attenzione molto più del suo umano.
 
Bob e James Bowen
James Bowen è stato davvero un senzatetto ed un artista di strada per le vie di Londra; sono stati i video girati dai turisti e poi pubblicati in rete a rendere popolare questa bizzarra coppia. Sì, anche Bob esiste veramente, ed è un adorabile gattone rosso insolitamente mansueto, che si presta oggi a talk show e firmacopie con una grazia innata (su questa pagina Facebook potete seguire le loro avventure), e che nell'incontro con James ha probabilmente trovato la propria anima gemella umana.
 
Questo romanzo è una lettura semplice e godibile, particolarmente consigliata agli amanti degli animali e dei gatti in particolare, che potranno comprendere meglio la profondità del legame tra Bob e James e quanto un esserino dotato di baffi, quattro zampi e una coda possa cambiare la vita di una persona, dandole un motivo per alzarsi la mattina.

Inoltre si tratta di un romanzo sul potere delle seconde opportunità: su come sia possibile ricominciare, anche quando si sono perse le speranze. E certo, se si ha un amico al fianco, un amico come Bob, l'impresa è senz'altro più semplice: e questo può farci riflettere sul potere salvifico degli animali che ci vivono accanto.
 
Dalla storia di Bob e di James è stato anche tratto un film, ricco di musica e strade di Londra e dalla trama un po' più movimentata rispetto a quella del romanzo (spuntano infatti un amico tossico ed una ragazza di cui James si innamora, i rapporti familiari sono più approfonditi...). Per quanto non proprio una trasposizione fedele dell'autobiografia, l'ho trovato molto piacevole!
Di "A spasso con Bob" è stato pubblicato anche un seguito, intitolato "Il mondo secondo Bob", che sono appena riuscita a procurarmi e leggerò prossimamente.

lunedì 25 settembre 2017

Mi hai cambiato la vita

Ho scoperto l'esistenza di questo libro per caso, in un passaggio in biblioteca dopo il lavoro, come mi capita spesso. Conoscevo già la storia che racconta, perché avevo visto tempo prima il film "Quasi amici", così ho deciso di prendere in prestito il volume per confrontarli.


 

Titolo: Mi hai cambiato la vita
Autore: Abdel Sellou
Anno della prima edizione: 2012
Titolo originale: Tu as changé ma vie
Casa editrice: Salani
Pagine: 221

 
 
 
In "Quasi amici", i protagonisti sono due: Philippe e Driss. Philippe è un uomo francese rimasto vittima di un incidente che lo ha reso tetraplegico; Driss invece è un ragazzo di origini africane che, pur di tenersi il sussidio di disoccupazione, si presta ad un colloquio come badante. Contro ogni previsione, Philippe lo assume, cambiando così la vita di entrambi.

In questa autobiografia quello che ci viene narrato è il punto di vista di "Driss", il cui vero nome però è Abdel. La storia che ci racconta inizia ben prima dell’incontro con Philippe Pozzo di Borgo: inizia in Algeria dove Abdel nasce (non è infatti senegalese come l’attore Omar Sy, bensì arabo di origini algerine) e da dove viene allontanato per essere affidato agli zii, con i quali crescerà a Parigi.
Qui Abdel è un bambino lasciato a se stesso, non per disattenzione o mancanza di affetto ma perché Amina e Belkacem, i suoi zii-genitori, non sanno di dover fare in altro modo. È un “cucciolo di leone lasciato imparare a cacciare”, lasciato a rubacchiare in giro merce di valore crescente (dapprima dolciumi e giocattoli, poi apparecchi elettronici ai turisti, abiti alla moda e scarpe griffate nei negozi), fermato dalla polizia e subito rilasciato fino alla maggiore età, quando sconta un po’ di carcere per furto e da qui inizia il suo percorso di inserimento lavorativo.
Più che un rapporto tra datore di lavoro e dipendente, quella con Philippe diventa presto una profonda amicizia -e chiunque abbia visto il film di Eric Toledano di certo lo ricorda molto bene. Le licenze creative su quest’argomento sono limitate -la moglie di Philippe era ancora in vita quando Abdel ha preso servizio presso di loro, di automobili Abdel ne distrugge diverse…, ci viene raccontato qualche episodio in più: una vacanza con la famiglia, un viaggio in monastero... Ma insomma la sostanza, fatta di fiducia, ironia, arricchimento e comprensione reciproca resta immutata dalla realtà allo schermo.
Abdel Sellou e Philippe Pozzo di Borgo
Abdel tuttavia va oltre e ci racconta anni successivi alla trasposizione; il suo matrimonio e i suoi figli, qualche tentativo imprenditoriale non troppo riuscito, il matrimonio di Philippe con una donna marocchina con cui si trasferirà in Nord Africa e adotterà due bambine. Quest’ultima parte è quella lascia un po’ meravigliati rispetto alla linearità del Philippe che era stato presentato, ma d’altra parte la vita è ben più complessa di quello che un film potrà mai raccontare.
 
La biografia è un genere che non leggo spesso, ma in questo caso sono stata attratta dal riferimento al film che mi aveva divertita molto pur essendo tutt'altro che sciocco, e non sono rimasta delusa dalla lettura.
Ho scoperto inoltre l'esistenza della "versione di Philippe", anche lui autore di un’autobiografia dal titolo "Il diavolo custode", che racconta questa singolare amicizia dal punto di vista del datore di lavoro.

sabato 1 aprile 2017

Una notte ho sognato che parlavi

In un post di qualche giorno fa, Jonathan Safran Foer ci raccontava due paternità opposte nel suo romanzo "Molto forte, incredibilmente vicino". Oggi è Gianluca Nicoletti, un giornalista e un papà, a raccontarci una storia: in questo caso però si tratta della sua.
 
 
 
 
Titolo: Una notte ho sognato che parlavi
Autore: Gianluca Nicoletti
Anno della prima edizione: 2013
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 192
 
 
 
 
 
Gianluca ha due figli, Filippo e Tommaso. Quando è stato scritto questo libro avevano sedici e quattordici anni, un'età in cui i figli acquistano -e rivendicano- solitamente una maggiore indipendenza dai propri genitori.
Nel caso di Gianluca e di  Tommy invece il loro legame negli anni è diventato sempre più stretto, come un bozzolo in cui sentirsi addirittura intrappolati: Tommy è infatti un ragazzo autistico, e con questa misteriosa condizione è suo padre Gianluca che si misura più di tutti, in un ruolo che lui stesso definisce, oltre che di padre, di badante.
 
Tommaso e Gianluca Nicoletti

Non aspettatevi un romanzo tenero, un romanzo che idealizzi l'autismo o i ragazzi con qualche disabilità. La storia del mondo secondo Tommy che ci racconta Gianluca è reale, analizza il modo in cui Tommy considera (o non considera) le persone o le situazioni che lo circondano, la sua capacità di dimostrare affetto al proprio padre ma anche la sua incapacità di comunicare i propri stati d'animo in maniera tradizionale. 
Tommy non è un ragazzo dai talenti geniali come talvolta capita nelle molteplici manifestazioni dei disturbi dello spettro autistico, a quattordici anni Tommy è un bambino in un corpo gigante, e suo padre è colui che sa prendersene cura meglio di chiunque altro, contenendone gli accessi d'ira e comprendendone i più piccoli gesti.
 
Neanche la paternità è idealizzata in questo libro. Gianluca ci racconta di non aver mai desiderato dei figli, e di non aver mai vissuto in modo particolarmente intenso il proprio ruolo di padre fino a che non gli è per così dire toccato in sorte. Il suo destino gli ha messo tra le braccia Tommy, che più cresce e più ha bisogno della sua presenza, contrariamente alla norma. Proprio questa è la preoccupazione principale di suo padre, che aspira a realizzare un progetto che garantisca una certa autonomia e soprattutto la serenità al figlio e ad altre persone autistiche una volta raggiunta l'età adulta.
 
Stasera andrà in onda su Sky un documentario che Gianluca Nicoletti ha realizzato insieme a suo figlio, intitolato "Tommy e gli altri", per trattare il tema dell'autismo adulto -dopo i 18 anni la responsabilità ricade interamente sulla famiglia ed il sostegno dello Stato da minimo si fa inesistente. Qui trovate la programmazione completa sui canali Sky, mentre sul canale TV8 il documentario sarà visibile domenica 2 aprile alle ore 23:00.

giovedì 23 marzo 2017

Tutto per una ragazza

"La verità era che avevamo bisogno di un genitore, non di un figlio."




Titolo: Tutto per una ragazza
Autore: Nick Hornby
Anno della prima edizione: 2007
Casa editrice: Guanda
Pagine: 274





Sam ha quasi sedici anni e la passione per lo skate. Il suo migliore amico è Tony Hawk, skater di fama mondiale con il poster del quale intavola lunghe conversazioni; la parte migliore è che Sam riceve da Hawk le risposte che cerca, citando per ogni propria domanda una frase adatta dalla biografia dello skater -che ha imparato praticamente a memoria.
Sam ha anche due genitori, entrambi giovanissimi: lo hanno infatti concepito all'età di sedici anni, e dopo un matrimonio dettato più dalle circostanze che dall'amore ora sono divorziati da tempo.
 
Una sera Sam conosce Alicia, sua coetanea, e tra i due scatta un'immediata scintilla che dà vita ad un intensissimo primo amore in cui anche un'ora di separazione sembra una tortura. Tuttavia, come scrisse il buon vecchio William "questi amori violenti hanno fini altrettanto violente", ed in effetti Sam e Alicia si stancano presto l'una dell'altro, specialmente lui, nostalgico della pista da skateboard e dei suoi amici.
 
Lasciarsi a sedici anni dovrebbe essere, seppur doloroso, piuttosto semplice; ma di certo non lo è se la tua fidanzata, il giorno del tuo sedicesimo compleanno, è alle prese con un test di gravidanza. Ed è esattamente questo che succede a Sam, il quale si trova catapultato in futuro tutt'altro che desiderato (anche attraverso dei flashforward che movimentano la narrazione in prima persona da parte di Sam ora diciottenne).
 
Barbara Ramella e Ludovico Tersigni in una scena del film
"Slam - Tutto per una ragazza" di Andrea Molaioli (2017)
 
Nick Hornby è un prolifico autore inglese, autore dei famosissimi "Alta fedeltà" e "Un ragazzo". In quest'opera, il cui titolo originale (molto più calzante) è "Slam", ha il grande pregio di parlare delle gravidanze precoci con ironia, attraverso un protagonista tenero e goffo che riproduce suo malgrado gli errori dei propri genitori.
Un altro elemento apprezzabile è che Hornby evita di rendere idilliaca la situazione di Sam ed Alicia descrivendoci amore genitoriale, paffuti neonati e lieti fine, ma trasmette molto concretamente il senso di fallimento che i protagonisti provano davanti al veder crollati i propri progetti per il futuro -e questo, letto da un pubblico di adolescenti, potrebbe far riflettere un attimo di più sull'importanza della contraccezione usata come si deve.
 
Molti dei romanzi di Nick Hornby sono diventati film di successo.
Oggi esce nei cinema "Slam", una produzione italiana per la regia di Andrea Molaioli, che trasforma Sam in Samuel, Alicia in Alice e la città di Islington in quella di Roma (una simile operazione risale al 2012, quando Lucio Pellegrini aveva portato sul grande schermo un breve racconto di Hornby, "E' nata una star").
Per prepararci al meglio alla visione abbiamo voluto rinfrescarci la memoria della versione cartacea!