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martedì 15 settembre 2026

Harjunpaa e il figlio del poliziotto

La mia libreria è così piena di libri mai iniziati che i progetti di lettura mi fanno ricordare alcuni di loro a distanza di anni dal loro acquisto, e altrimenti chissà per quanto tempo sarebbero rimasti lì dimenticati!

È stato il caso di "Harjunpaa e il figlio del poliziotto" di Matti Yrjänä Joensuu, pubblicato da MeridianoZero un giallo finlandese del 1983 che avevo recuperato a un mercatino ancora con il prezzo in lire e che è stata la mia prima tappa per il percorso Polar Book Express organizzato da laviaggialettrice!

Con protagonisti Harjunpaa, l'agente incaricato delle indagini, e due ragazzini dalla vita difficile: uno è vittima della violenza del padre, anche lui membro delle forze dell’ordine, e l’altro invece, figlio di una prostituta, è pieno di rabbia. 

Si tratta del quinto volume di una serie di gialli piuttosto popolare in Finlandia, da cui è stata tratta anche una serie televisiva. Qui l’unico volume che è stato tradotto è proprio questo, che funziona bene anche come titolo a sé stante: non rimangono delle questioni incomprensibili e non ci troviamo a porci grandi domande su cosa sia successo prima del momento narrato, anche se tra le righe si percepisce che i personaggi ricorrenti possano avere avuto uno sviluppo negli altri volumi. 

Ci viene descritta Helsinki molto lontana dagli ideali di ordine e di perfezione che siamo abituati ad associare al Nord Europa, anzi dove le bande giovanili imperversano seminando il terrore e compiendo atti di violenza ripetuti e frequenti. È il caso appunto dei due protagonisti che si macchiano di ben due omicidi non vi è a riguardo alcun mistero infatti il romanzo si concentra piuttosto sull’indagine compiuta dai poliziotti e sulle loro azioni per porre fine a questi atti efferati.

[Se alla fine Leo, quello che possiamo considerare la mente della coppia senza quale difficilmente Mikael sarebbe diventata un’assassino, viene arrestato, rimanendo spavaldo e sprezzante, Mikael commette il suicidio che gli sembra preferibile alla vita che ha sempre condotto e al pagare le conseguenze delle proprie azioni con il padre violento, che ha già portato alla morte del fratello maggiore.]

Non posso dirvi che sia stata una lettura particolarmente memorabile, ma al tempo stesso l’ho trovato scorrevole, da leggere d'un fiato come gran parte dei gialli. Sono contenta che finalmente abbia avuto il suo momento dopo anni ad attendere nella mia libreria, anche se a questo punto credo che gli troverò un’altra casa, dove potrà per qualche ora fare compagnia ad un altro lettore.

Avete già iniziato il vostro percorso nell’artico? Da quale nazione avete scelto di partire?

mercoledì 31 luglio 2024

Il libro dell'estate

Tove Janson è un’autrice finlandese particolarmente famosa per aver creato i Mumin, piccoli personaggi protagonisti di strisce a fumetti per l’infanzia. È stata però autrice anche per un pubblico più adulto e di questa produzione fa parte "Il libro dell’estate", che trovate in libreria pubblicato da Iperborea e che più che un romanzo è un insieme di aneddoti relativi all’estate trascorsa su un’isoletta della Finlandia da una bambina di nome Sofia, suo padre e sua nonna. 

L’isola è un elemento di ispirazione autobiografica, perché proprio su un’isola remota e di piccolissime dimensioni la scrittrice trascorse le vacanze della sua infanzia e anche parecchio tempo della sua vita dedicata alla scrittura.

Non è contestualizzato nel tempo questo racconto, ma non si fa alcun riferimento alla tecnologia ed è la natura la terza protagonista insieme alle due donne appartenenti a generazioni così diverse: con loro il bel tempo, le tempeste improvvise, il germogliare delle piante e delle coltivazioni, l’avvicendarsi delle creature animali dalle più piccole alle più grandi. 

Molti di questi brevi capitoli sono ricchi di dialoghi che avvengono interamente tra la bambina la nonna e qualcuno degli altri abitanti del luogo, mentre il padre ha un ruolo più pratico, impegnato a svolgere lavori come governare la barca, dedicarsi alla pesca, alle riparazioni, alle attività quotidiane ma senza mai preferire una parola che venga riportata sulla pagina.

Nel complesso ad essere suggestiva è indubbiamente l’ambientazione, e anche la piccola protagonista è, anche se non sempre simpatica, molto realistica nel descrivere i tumulti dell’infanzia, le passioni ardenti, la testardaggine e il desiderio di avventura che la saggia nonna sa incoraggiare mantenendo sempre un equilibrio e sostenendo la crescita della personalità della nipotina.

Si tratta di una lettura molto breve, che vi consiglio soprattutto tra un romanzo più impegnativo ed un altro e per immergervi in un contesto lontano dalla frenesia cittadina facendovi trasportare in quella che per noi è davvero un’altra dimensione.

Qual è l’ultimo titolo del catalogo Iperborea che avete letto?

venerdì 25 novembre 2022

L'anno della lepre

Uno dei primi romanzi dell’autore finlandese Arto Paasilinna è “L’anno della lepre”, pubblicato nel 1975 e considerato il primo titolo di genere umoristico-ecologico. In Italia è pubblicato da Iperborea.


Titolo: L'anno della lepre
Autore: Arto Paasilinna
Anno della prima edizione: 1975
Titolo originale: Jäniksen vuosi
Casa editrice: Iperborea
Traduttore: Ernesto Boella   
Pagine: 204


Il protagonista è Vanaten, un uomo insoddisfatto della propria esistenza, stanco del proprio matrimonio e poco appassionato al proprio lavoro di giornalista. Un giorno, in auto con un collega, investe un cucciolo di lepre: invece di ignorare l’accaduto, si inoltra nel bosco finché non ritrova l’animaletto (salvo, ma con una zampa spezzata) e da quel momento in poi decide di prendersene cura, abbandonando tutto ciò che caratterizzava la sua vita fino ad allora.

Seguiamo così Vanaten in un’avventura attraverso la Finlandia e i suoi paesaggi, descritti in modo da immaginarceli perfettamente: laghetti, fitti boschi, distese innevate a perdita d’occhio. Vanaten diviene una sorta di “yes, man” che si fa trascinare dalla piena degli eventi, che passa da un lavoro temporaneo all’altro, da un incontro bizzarro al successivo, da una disavventura a quella che lo attende dietro l’angolo, riscoprendo se stesso nella relazione con la natura che lo circonda e nella lepre da cui non si separa mai.

“L’anno della lepre” è molto lontano dai titoli che leggo di solito, e devo ammettere che le letture umoristiche non sono propriamente quello che ricerco, anche se Paasilinna qui ha fatto sorridere anche me (ho amato in particolare il capitolo del salvataggio della mucca). È un romanzo scorrevole, diviso in capitoli brevi e ricchi di avventure, di dialoghi e di azione.

Vanaten non è un personaggio privo di contraddizioni, il suo scoprirsi animalista salvando la lepre viene poi messo in dubbio dalla caccia all’orso e all’assassinio di un corvo -capitoli che, lo confesso, non ho apprezzato.

Nel complesso però è stata una lettura piacevolmente originale, in cui ho amato soprattutto l’aspetto del rapporto con la natura e le descrizioni dell’ambiente che mi hanno davvero trasportata in Finlandia con il protagonista -e il leprotto, naturalmente!

Avete letto questo titolo?

Mi consigliate un libro che parli del rispetto per l’ambiente?