La mia libreria è così piena di libri mai iniziati che i progetti di lettura mi fanno ricordare alcuni di loro a distanza di anni dal loro acquisto, e altrimenti chissà per quanto tempo sarebbero rimasti lì dimenticati!
È stato il caso di "Harjunpaa e il figlio del poliziotto" di Matti Yrjänä Joensuu, pubblicato da MeridianoZero un giallo finlandese del 1983 che avevo recuperato a un mercatino ancora con il prezzo in lire e che è stata la mia prima tappa per il percorso Polar Book Express organizzato da laviaggialettrice!
Con protagonisti Harjunpaa, l'agente incaricato delle indagini, e due ragazzini dalla vita difficile: uno è vittima della violenza del padre, anche lui membro delle forze dell’ordine, e l’altro invece, figlio di una prostituta, è pieno di rabbia.
Si tratta del quinto volume di una serie di gialli piuttosto popolare in Finlandia, da cui è stata tratta anche una serie televisiva. Qui l’unico volume che è stato tradotto è proprio questo, che funziona bene anche come titolo a sé stante: non rimangono delle questioni incomprensibili e non ci troviamo a porci grandi domande su cosa sia successo prima del momento narrato, anche se tra le righe si percepisce che i personaggi ricorrenti possano avere avuto uno sviluppo negli altri volumi.
Ci viene descritta Helsinki molto lontana dagli ideali di ordine e di perfezione che siamo abituati ad associare al Nord Europa, anzi dove le bande giovanili imperversano seminando il terrore e compiendo atti di violenza ripetuti e frequenti. È il caso appunto dei due protagonisti che si macchiano di ben due omicidi non vi è a riguardo alcun mistero infatti il romanzo si concentra piuttosto sull’indagine compiuta dai poliziotti e sulle loro azioni per porre fine a questi atti efferati.
[Se alla fine Leo, quello che possiamo considerare la mente della coppia senza quale difficilmente Mikael sarebbe diventata un’assassino, viene arrestato, rimanendo spavaldo e sprezzante, Mikael commette il suicidio che gli sembra preferibile alla vita che ha sempre condotto e al pagare le conseguenze delle proprie azioni con il padre violento, che ha già portato alla morte del fratello maggiore.]
Non posso dirvi che sia stata una lettura particolarmente memorabile, ma al tempo stesso l’ho trovato scorrevole, da leggere d'un fiato come gran parte dei gialli. Sono contenta che finalmente abbia avuto il suo momento dopo anni ad attendere nella mia libreria, anche se a questo punto credo che gli troverò un’altra casa, dove potrà per qualche ora fare compagnia ad un altro lettore.
Avete già iniziato il vostro percorso nell’artico? Da quale nazione avete scelto di partire?

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