Tra le letture che ho cominciato nell’ultimo periodo c’è la trilogia del mentalista, scritta a quattro mani da Camilla Lackberg e Henry Fexeus e pubblicata da Marsilio. Di Lackberg ho già letto tutti i romanzi della serie "I delitti di Fjallbacka" pubblicati finora, una serie di gialli ambientati in una cittadina sulla costa svedese che hanno la caratteristica di alternare i piani temporali tra presente, in cui si svolge l’indagine, e un momento del passato che in qualche modo riguarda il caso in oggetto.
Avendo molto apprezzato quella serie, avevo inserito tra le prossime serie di genere da recuperare appunto la trilogia del mentalista, per questo quando ho iniziato "Il codice dell’illusionista" ero piuttosto sicura che mi sarebbe piaciuto ed in effetti così è stato.
Anche qui ritroviamo l’alternanza dei piani temporali, sebbene in misura minore rispetto ai casi con Erica e Patrik. Il giallo ha per protagonisti quelli che diventeranno personaggi ricorrenti della trilogia, ovvero Mina Dabiri e Vincent Walder: la prima è una detective, mentre il secondo è un mentalista bravissimo nel decifrare codici nascosti, che viene coinvolto nella risoluzione di diversi omicidi, perché questi presentano degli elementi riconducibili ai giochi di prestigio.
Sin dall’inizio ci accorgiamo che sembrano molti gli elementi che chiamano in gioco proprio Vincent in questa serie di delitti, che nel corso delle indagini si scopriranno avere molto a che vedere con il suo passato [sono stati infatti architettati dalla sorella di Vincent, che non lo ha mai perdonato per aver causato accidentalmente, in un gioco di prestigio finito male, la morte della loro madre quando era bambino. In delle versioni assassine delle magie, la sorella uccide infatti le figlie di quelle che erano state le amiche d'infanzia di Vincent, che lo avevano distratto mentre la madre perdeva la vita all'interno di una cassa difettosa; l'ultima vittima dovrebbe essere proprio lui, ma con l'intervento di Mina, presa in ostaggio prima di lui che dovrebbe essere dunque accusato di tutti gli omicidi, riuscirà a salvarsi mentre la sorella e il suo complice, già in fin di vita per diverse ragioni, sceglieranno di togliersi la vita prima di farsi catturare.]
Sebbene ci siano un po' di punti lasciati in sospeso, soprattutto per quanto riguarda il passato di Mina, "Il codice dell'illusionista" è stata una Lettura che mi ha davvero convinta e appassionata, scritta in modo semplice e scorrevole senza per questo annoiare risultando troppo prevedibile. Insomma un giallo perfetto per l'estate che sta per cominciare, in cui conto mi faranno compagnia i due volumi successivi della serie!
Avete già letto Camilla Lackberg e i suoi gialli?

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