La letteratura latinoamericana non è il mio pane quotidiano, ma "La seconda venuta di Hilda Bustamante" di Salomé Esper, pubblicato da SUR, ha esercitato su di me un fascino a cui è stato impossibile sottrarmi.
In un paesino dell'Argentina del Novecento (non viene specificato, ma viene da supporlo per la nazionalità dell'autrice e per la totale assenza di riferimenti alla tecnologia contemporanea), la settantottenne Hilda è deceduta ormai da un anno, lasciando l'amato marito Alvaro, la nipotina Amelia a cui non la lega alcuna parentela di sangue e le sue amiche del circolo di preghiera, quando si risveglia qualche metro sottoterra e come se nulla fosse infrange tutti i vetri della città per poi tornarsene a casa.
Una trama surreale, ne convengo, un realismo magico che lascia spiazzati, mentre Alvaro e Amelia non provano altro che pura gioia nell'accoglierla di nuovo, mentre le Devote interpretano l'avvenimento come una nuova messianica resurrezione, mentre Hilda stessa non sa spiegarsi quanto accaduto.
Come descrivere questo libro? Un romanzo breve e dolceamaro sull'elaborazione del lutto, sui sentimenti che accompagnano una perdita, sulla difficoltà di accettare la separazione dai nostri cari: nulla di più reale insomma, in questa chiave fantasiosa che non ha bisogno di razionalità né di spiegazioni scientifiche.
Non riesco ad essere oggettiva nella valutazione di questo libro, perché ha toccato delle corde molto personali, ragione per cui lo ho acquistato d'impulso in libreria. In diversi passaggi mi sono commossa, in molti altri ho preso fiato proiettando alcuni dei fatti narrati nella mia esperienza, ed è stato doloroso e tenero al tempo stesso.
Se siete alla ricerca di una storia originale ma anche quotidiana, dove i sentimenti non mancano e l'autrice li racconta in una chiave bizzarra e coinvolgente, allora questo libro che è così breve da leggerlo in poche ore fa decisamente al caso vostro.
Qual è l'ultimo titolo latinoamericano che avete letto?