martedì 29 ottobre 2024

La sposa del mare

"La sposa del mare" di Amity Gaige, pubblicato da NN Editore, è un titolo di cui sentivo il richiamo da tempo e quando mi sono finalmente deciso a recuperarlo mi sono trovata davanti ad un romanzo a dir poco sorprendente, composto come se fosse una cronaca, ma stratificato, che unisce e alterna le diverse voci narranti.

Ha per protagonista la famiglia Parlow: Michael, Juliet e i loro figli bambini Sybil e George. Il matrimonio di Michael e Juliet è in crisi, lei ha interrotto un dottorato in poesia dedicato ad Anne Sexton ed è ancora tormentata dalla violenza che ha subito in tenerissima età. Un giorno Michael decide di stravolgere la loro vita partendo per un viaggio di almeno un anno in barca a vela, un’esperienza che li allontanerà da un mondo del quale non condivide più i valori e che si spera tornerà ad unire la loro famiglia.

Già dall’inizio del romanzo capiamo che qualcosa non è andato come previsto e percepiamo un'atmosfera tesa, quasi da genere thriller [Scopriamo che Juliet è rimasta vedova alla sua porta bussa più di una volta la polizia, cercando notizie di un uomo che suo marito aveva incontrato mesi prima e dal quale si era sentito decisamente oppresso].

Questo effetto si ottiene perché non vi è solo la narrazione in prima persona di Juliet nel presente, che rivela un segreto alla volta, ma vi si mescola il diario di bordo di Michael a testimoniare le avventure della famiglia sulla barca, il loro rapporto sempre più stretto con il mare e anche la voce della piccola Sybil, sia durante il viaggio sia una volta ritornata negli Stati Uniti alle prese con l'ambientarsi di nuovo in un contesto così diverso.

L’autrice costruisce un romanzo complesso, che spiazza il lettore nell’essere così dettagliato e realistico,  al punto che si fatica a credere che si tratti di una storia inventata, e vi inserisce passaggi così carichi di emozioni che mi hanno portata sorprendentemente sul punto delle lacrime.

Questa è una storia di viaggi per mare, di decisioni che cambiano la vita e di sfortuna, quella sfortuna su cui non si ha controllo, che devasta un destino che avrebbe potuto riservare grandi gioie e altre avventure da vivere insieme, e che lascia protagonisti e lettori desiderosi di nascondersi dentro un armadio a muro, girandosi tra le mani le pagine di un diario e chiedendosi come sia stato possibile che tutto andasse in pezzi in questo modo. 

È un romanzo che farà provare grande empatia a coloro che hanno vissuto una perdita e che fa riflettere sulle crisi di coppia e sull’incomunicabilità che porta ad allontanarsi, perché non si trovano le parole e non perché siano mancando i sentimenti. 

Mi aspettavo una storia di avventura, di intrattenimento: mi sono trovata davanti ad un testo di rara profondità, dalla pianificazione impeccabile e dalla grande varietà stilistica. Mi è piaciuto moltissimo e non posso che consigliarvelo.

Avete mai letto un romanzo ambientato su una barca?

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