martedì 11 marzo 2025

Tutta la vita che resta

Alla sua uscita, lo scorso anno, non credevo che "Tutta la vita che resta", l'esordio di Roberta Recchia per Rizzoli, sarebbe stato nelle mie corde; poi gli innumerevoli pareri positivi mi hanno convinta, l'ho ricevuto in regalo per San Valentino, ed eccoci qui.

Lo dico subito: mi è piaciuto. Non l'ho trovato un romanzo perfetto, credo ci siano delle ingenuità, degli elementi d'accumulo non necessari quasi a voler trattare ancora un tema in più, ancora un altro, che distolgono inutilmente dal cuore della storia. La storia, però, resiste agli urti.

Nell'estate del 1980, in una località balneare del Lazio, la sedicenne Betta Ansaldo viene aggredita e uccisa nella notte; con lei c'è la cugina Miriam, sua coetanea ma tutto l'opposto, timida e riservata, al punto che preferirà tacere per anni e farsi consumare dal peso insopportabile di quel segreto.

Attorno a questo nucleo, di femminicidio e di omertà, di giudizi morali e di disattenzione, c'è una famiglia: il grande amore salvifico tra Stelvio Ansaldo e Marisa; la freddezza glaciale della nonna Letizia, per cui la moralità e l'opinione altrui contano più degli affetti; Miriam che si consuma, quando la sua strada incrocia quella di Leo, un ragazzo di borgata dal cuore buono.

La linea narrativa di Leo e Corallina (quella quota LGBTQ+, con anche un tocco ulteriore di tragedia, che per quanto mi riguarda sembra un po' messa lì per forza, quasi a distrarre) è quella che ho trovato meno convincente, per quanto decisiva nello sbrogliare la matassa -funzionale, quindi, forse un po' eccessiva. 

Con la conclusione l'autrice mi ha riconquistata, quel cerchio che unisce Leo e Stelvio, i cocci che si ricompongono, la vita di prima non tornerà mai più, ma c'è la vita che resta a cui fare ritorno. 

Non è un romanzo perfetto l'esordio di Recchia ma è genuino, racconta alla pancia, ai sentimenti, e ci sono dei passaggi che emozionano, che fanno spuntare le lacrime; ci sono gli uomini che aggrediscono, che uccidono, ma anche quelli che restano, quelli che lottano per la verità, che si meritano l'amore.

È una storia degli anni '80, che potrebbe ancora essere oggi; e anche solo per questo è un romanzo che non posso fare altro che consigliarvi, come già avete fatto voi nei miei confronti.

Qual è l'ultima scoperta di narrativa italiana che avete fatto?

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