martedì 24 settembre 2024

Un giorno di fuoco

"Un giorno di fuoco" è una raccolta di racconti per la quale Beppe Fenoglio avrebbe voluto il titolo di "Racconti del parentado,  che in questa edizione Einaudi troviamo come sottotitolo e ne esprime molto bene la natura. È la prima opera dell'autore pubblicata postuma, nel 1963. 

Queste storie appartengono al ramo paterno della famiglia dello scrittore, con i suoi personaggi si prestano alla narrazione delle avventure che se non sono state direttamente vissute dallo scrittore bambino gli sono state trasmesse oralmente.

"Un giorno di fuoco", che è stato scelto per dare il titolo a questa raccolta, è il racconto con la quale comincia e che forma con le stesse caratteristiche già incontrate ne "I ventitré giorni della città di Alba" una struttura circolare con il racconto in chiusura, che si svolge anch’ esso attorno ad un personaggio preso da assedio in una casa [e che termina con un esito infausto per l’uomo]. Se nel primo abbiamo una sorta di brigante piemontese, Pietro Gallesio, verso cui lo zio Fenoglio non nega di provare una certa ammirazione, nell’ultimo invece c’è un uomo disposto a tutto pur di non ripagare i propri debiti.

Non è questo l’unico elemento speculare della raccolta: vi sono infatti anche le piogge, che troviamo ne "La pioggia e la sposa", racconto già noto a chi ha affrontato "I ventitré giorni della città di Alba" dove aveva già trovato giustamente spazio, ma anche le piogge di Superino, compagno d’infanzia di Fenoglio, del quale scopriremo poi la fine tragica annegato nelle acque del fiume dopo aver scoperto di essere stato concepito da una relazione tra un prete e una maestra del luogo.

Tra i racconti ho preferito, oltre "La pioggia e la sposa" che avevo già amato nella precedente raccolta, "Ma il mio amore è Paco" che ruota attorno ad un altro discutibile personaggio disposto a giocarsi tutto con le carte, indebitandosi senza speranza di ritorno.

Come sapete sto recuperando in ordine cronologico le opere di questo autore italiano e questa mi è piaciuta anche e soprattutto inserita nella cornice della sua interessantissima produzione, nonostante non vi si ritrovino i temi a me tanto cari della guerra partigiana sulle Langhe.

Qual è l’ultimo testo del Novecento italiano che avete letto?

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