Per chi è riuscito a leggere “Dobbiamo parlare di Kevin” di Lionel Shriver prima che diventasse introvabile l’argomento di “La spinta” di Ashley Audrain, pubblicato da Rizzoli, non sarà nuovo.
Blythe, discendente di due generazioni di donne che non hanno vissuto serenamente la maternità [sua nonna si è suicidata e sua madre l’ha abbandonata], si innamora negli anni dell’università e poco prima dei trent’anni dà alla luce Violet. Nonostante abbia desiderato la gravidanza e voglia con tutta sé stessa essere una madre esemplare, relazionarsi con Violet non è semplice, i primi mesi dopo il parto sono estenuanti e con il passare degli anni alcuni comportamenti della bambina sembrano emettere il suono di veri e propri campanelli d’allarme.
Quando facciamo la sua conoscenza, Blythe è in un’auto, fuori dalla nuova casa dell’ex marito Fox, e ne osserva le dinamiche familiari, in particolare osserva Violet, il suo sguardo tagliente attraverso i vetri.
È nella voce di Blythe che il lettore ripercorre la quindicina di anni precedenti, ricostruendo gli eventi che hanno portato alla separazione [il secondo figlio di Blythe e Fox, Sam, è morto per essere stato investito quando la sorella aveva spinto il passeggino in strada -da qui, “la spinta”; prima ancora aveva fatto cadere dallo scivolo un bambino, che era morto in seguito all’impatto; e il romanzo termina in maniera aperta, lasciandoci solo immaginare la disgrazia capitata a Jet, il nuovo fratellino concepito dal tradimento del padre con la segretaria e poi nuova compagna Gemma] in un crescendo di tensione e di rivelazioni.
“La spinta” è un romanzo psicologico dal ritmo serrato di un thriller, che indaga la maternità e le tante sfide a cui una madre è posta quotidianamente davanti, la sua solitudine; è un libro angosciante, impossibile da posare finché non lo avrete terminato, al punto che l’ho divorato in unico fine settimana per la curiosità di conoscerne lo sviluppo.
Non posso definirlo un testo imprevedibile, e non vi troverete una scrittura ricercata o uno stile memorabile, ma se siete alla ricerca di un romanzo che vi tenga incollati alle pagine dall’inizio alla fine questa può essere la scelta perfetta!
Qual è l’ultimo libro che avete letto tutto d’un fiato?

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