lunedì 15 ottobre 2018

Non è te che aspettavo

È molto difficile affrontare un tema come la disabilità senza risultare retorici o sdolcinati. 
Sulla sindrome di Down avevo già letto, diverso tempo fa, il romanzo autobiografico di Giacomo Mazzariol intitolato "Mio fratello rincorre i dinosauri": una lettura molto adatta ai più giovani, che mi era piaciuta ma non avevo trovato completamente nelle mie corde. Molto di più lo è stata invece la graphic novel di cui vi parlo oggi.




Titolo: Non è te che aspettavo
Autore: Fabien Toulmé
Anno della prima edizione: 2014
Titolo originale: Ce n'est pas toi que j'attendais
Casa editrice: Bao Publishing
Traduttore: Francesco Savino
Pagine: 246




LA STORIA


Fabien è il giovane padre francese di Louise, cinque anni, e l'amorevole marito della brasiliana Patricia. Insieme vivono nel nord-est del Brasile finché Patricia rimane incinta per la seconda volta e la famiglia decide di fare ritorno in Francia. Qui nasce Julia, e sconvolge immediatamente l'esistenza di Fabien; innanzitutto ha un problema cardiaco, ma ciò che Fabien teme in particolare è la sindrome di cui è portatrice: la Trisomia 21.



COSA NE PENSO


Il pregio maggiore di questa graphic novel è la sincerità. Alla nascita di Julia, Fabien prova un vero e proprio rifiuto nei suoi confronti; sin da bambino ha provato un certo fastidio nei confronti della disabilità, ed accettare la sua condizione di padre di una bambina trisomica gli pare impossibile. Non nasconde nulla ai lettori, Fabien: confessa anche i suoi peggiori sentimenti, il desiderio addirittura che quella bambina non sopravviva ai problemi di salute che la affliggono.
Tuttavia il tempo passa e tavola dopo tavola Julia diviene parte della famiglia, una parte sempre più fondamentale. Mentre la sorellina Louise non ha mai avuto alcuna difficoltà ad amare Julia, Patricia e Fabien hanno dovuto impararlo, lasciare che l'amore crescesse in loro mentre la loro bambina cresceva -ed è con un grande amore che si conclude questa graphic novel, che della Trisomia 21 mostra difficoltà ma anche prospettive per il futuro.


L'opera di Toulmé è suddivisa in capitoli, ognuno dei quali utilizza un unico colore di sfondo per le sue tavole: verde, rosso, azzurro o giallo pastello. Dal punto di vista grafico, le linee sono semplici e pulite e danno vita a personaggi espressivi e realistici. In fondo al volume troviamo inoltre dopo tanti disegni anche qualche fotografia della piccola Julia, davanti a cui è davvero impossibile non intenerirsi: pagina dopo pagina, abbiamo imparato ad amarla anche noi lettori. 

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