mercoledì 21 gennaio 2026

Acido solforico

Non leggevo Amelie Nothomb dai tempi delle superiori, in cui aveva affrontato "Diario di rondine" -di cui a distanza di ormai una ventina d’anni non ricordo nulla, e che anche all’epoca mi aveva lasciata abbastanza tiepida tanto da non recuperare altro dell’autrice. Negli anni, però, ho sentito molto parlare della sua produzione e così quando al mercatino dell’usato ho trovato "Acido solforico" in questa edizione Guanda di una ventina di anni fa non ho esitato a recuperarla, anche perché l’argomento del sadismo legato ai reality show ha sempre un forte potere attrattivo su di me.

Su questo tema l’anno scorso avevo letto "Catene di gloria" di Nana Kwame Adjei-Brenyah, un romanzo SUR potentissimo e che non fa sconti al lettore, e da poco mi è stato regalato e ho già letto "La vita facile", decisamente meno cruento, ma comunque concentrato sul tema del consumismo e della programmazione televisiva.

In "Acido solforico" l’argomento è molto forte: viene organizzato infatti un reality dal titolo "Concentramento" ed è facile intuire che cosa avviene al suo interno: protagonisti rapiti contro la loro volontà si trovano a ricoprire il ruolo di prigionieri o di kapò e nel primo caso l’unico sviluppo può essere la loro morte dopo aver subito innumerevoli torture, proprio come all’interno di un lager.

Detta così ci aspettiamo un romanzo crudo e potente. Tuttavia, dopo pochi capitoli di introduzione, quello che mi sono trovata tra le mani è più che altro il racconto del potere salvifico di una delle prigioniere, Pannonique, che con la sua bellezza sembra in grado di convertire chi la circonda. Questo purtroppo sfocia in fin troppi dialoghi moraleggianti e in uno scontro tra il bene e il male troppo scontato rispetto a quanto avrebbe potuto invece essere originale questa narrazione. Insomma, le premesse sono davvero ottime, ma lo svolgimento ha davvero lasciato a desiderare!

Sono curiosa di sapere però che cosa ne pensate, soprattutto se conoscete l’autrice più approfonditamente di me: so che è apprezzatissima, ma dopo questa lettura credo che potrebbe non fare al caso mio!

Qual è il titolo di Nothomb che avete preferito?

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