Come sapete, in questa pagina appaiono molto raramente testi che non siano di narrativa. Leggo Primo Levi dagli anni della scuola, e nel tempo ho ripreso in mano diverse volte la sua trilogia ideale composta da Se questo è un uomo, La tregua e I sommersi e i salvati. Tra i passaggi che del primo più mi sono rimasti impressi ci sono sempre stati quelli dedicati alla figura di Lorenzo, operaio libero, che lavorava in lager e gli salvò la vita, portandogli ogni giorno una porzione di zuppa che condivideva con l'amico Alberto -Lorenzo, il cui nome fa parte di quello di entrambi i figli di Levi, Renzo e Lucia Lorenza, simbolo dell'importanza che ebbe quell'uomo piemontese per il padre.
Non ho quindi esitato a recuperare "Un uomo di poche parole", la biografia di Lorenzo Perrone (all'anagrafe Perone, con una R sola) pubblicata da Laterza editore che lo storico Carlo Greppi ha messo insieme con ogni fonte che ha trovato, dagli archivi comunali di Fossano, alla vasta bibliografia di Levi, alle interviste con i nipoti di Lorenzo ancora in vita.
Lorenzo, Giusto tra le Nazioni, un uomo onesto, buono di cuore, che l'esperienza del lager aveva spezzato, togliendo la voglia di vivere da quel lavoratore che camminava per chilometri e chilometri al confine francese, che da "Suiss" tornò sulle sue gambe senza accettare passaggi, che da Suiss inviò cartoline per dare notizie della vita di Primo alla famiglia nascosta -Lorenzo che in queste pagine torna in vita e si rivela, ricordandoci come qualcuno all'orrore si oppose, perché non poteva fare altro, persistenza dell'umanità.
Greppi racconta tanto di Primo Levi in questo testo, che invoglia ad approfondire le sue tante opere, ma anche altri testi citati lungo il percorso (tra quelli che già possiedo ho preso nota de "I giusti" di Jan Brokken), e racconta Lorenzo a cui prima d'ora non era stato dato tanto spazio autonomo -e di certo lo ha sempre meritato.
Oggi nel Giorno della Memoria ho voluto ricordarlo con questo consiglio di lettura, perché i lager ci sono ancora seppure in altre forme, e di esseri umani come Lorenzo abbiamo ancora un estremo bisogno.
Quale titolo consigliereste per la giornata di oggi?

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