Sviluppatosi a partire da un racconto pubblicato sul New Yorker, "Le cinque ferite" dell’autrice statunitense di madre messicana Kirsten Valdez Quade, pubblicato da La nave di Teseo, è un romanzo di quasi 500 pagine ambientato attorno a una morada nel New Mexico -una comunità di penitenti cristiani di cui fa parte Amadeo, il padre di Angel, un uomo con il vizio dell’alcol che non riesce a tenersi un lavoro.
Angel è un'adolescente rimasta incinta all’età di 15 anni, che partorisce Connor nello stesso anno in cui la nonna Iolanda (su cui grava la responsabilità economica dell’intera famiglia) si ammala di tumore al cervello ed Angel lascia la casa di sua madre dopo essersi accorta degli atteggiamenti inappropriati del fidanzato di lei nei suoi confronti.
Attorno alla famiglia Padilla ci sono dunque ospedali, l’istituzione di Smart Stars che cerca di creare le basi per l’educazione delle ragazze madri ed il sostegno della crescita dei loro bambini e soprattutto in questo libro c’è una storia familiare, piena di fragilità e di fallimenti, in cui Amadeo compie un errore dopo l’altro, in cui Angel tiene tutti a distanza per la paura di essere abbandonata e in cui Iolanda va incontro ad un destino crudele, perdendo sempre più pazzi di se stessa e cercando finché può di non rivelarlo a nessuno.
È un romanzo molto amaro "Le cinque ferite": il titolo si ispira al rituale di una processione in cui i penitenti si flagellano e la processione quaresimale apre e chiude questo racconto, in cui ci affezioniamo ai suoi protagonisti in una storia che ho trovato estremamente nelle mie corde, perché i suoi personaggi così imperfetti sono costruiti in maniera realistica e coerente davanti al dolore delle perdite, ma anche resilienti e determinati a non arrendersi e a riprovarci facendo del proprio meglio.
Mi ha richiesto tempo questo libro, perché ha toccato delle corde personali e alcune volte non sono stata sicura che sarei riuscita a portare a termine alcuni capitoli: il declino di Iolanda e la sua sofferenza sono raccontati in modo estremamente vivido e per chi è sensibile al tema potrebbero essere molto difficili da terminare. Tuttavia, nel complesso è un romanzo che consiglio assolutamente a chi come me più di tutto ama le storie familiari e le storie di formazione, perché qui c’è il percorso di una ragazza che sembra partire con una terribile mano di carte, ma che non per questo si dà per vinta e attorno a lei pieni di errori da farsi perdonare ci sono personaggi umani che vi dispiacerà lasciare andare una volta terminato questo volume.
Qual è l’ultimo romanzo familiare che avete letto?

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