venerdì 20 febbraio 2026

La fila indiana

Per la prima tappa messicana della #panamericanbookway organizzata da @laviaggialettrice, nella mia libreria ho scelto "La fila indiana" di Antonio Ortuno, pubblicato da SUR.

Romanzo polifonico che non risparmia al lettore scene di violenza e crudeltà, racconta la difficilissima situazione dei migranti centro- e sudamericani una volta superato il confine messicano nel loro percorso alla volta degli Stati Uniti. 

Lo fa attraverso la voce di Irma, un'assistente sociale che si trova a collaborare con la Commissione Nazionale Migrazione, un organismo corrotto fino al midollo, che rende pubblici comunicati di impegno e solidarietà e invece si allea alle peggiori bande criminali per eliminare fisicamente i migranti invece di sostenerli. Compaiono poi il suo ex marito e padre della sua bambina, un uomo rancoroso, razzista, pieno di rabbia che è pronto a sfogare sui più deboli; poi i comunicati della Conami stessa, il punto di vista di chi vi è invischiato, e il racconto dell'esperienza di una migrante, dalla violenza subita lungo il viaggio, ai tentati omicidi di cui è vittima (il romanzo si apre con un rogo doloso davvero difficile da digerire) e il suo desiderio di vendetta.

Quello di Ortuno è un romanzo coraggioso, che nella narrativa esprime la dualità del Messico e dei suoi cittadini, razzializzati dagli statunitensi ma profondamente razzisti verso i migranti provenienti da sud del confine. Vi ho trovato diversi spunti di riflessione molto interessanti, ma devo ammettere che la violenza che contiene è davvero tanta, le scene crude sono parecchie e non mi sentirei di consigliarlo ai lettori più sensibili.

Avete mai letto autori messicani?

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