venerdì 11 agosto 2017

Sette minuti dopo la mezzanotte

La trama di questo romanzo si deve a Siobhan Dowd, una pluripremata autrice per ragazzi prematuramente scomparsa a causa di un tumore. Di suo ho letto lo scorso anno "Il mistero del London Eye", che a dire il vero non mi era piaciuto, ma dopo questa lettura ho deciso di dare una seconda possibilità a qualche altra sua opera.
 


Titolo: Sette minuti dopo la mezzanotte**[vedi nota a piè di pagina!]
Autore: Patrick Ness (da un soggetto di Siobhan Dowd)
Titolo originale: A monster calls
Anno della prima edizione: 2011
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 222
 




Conor ha tredici anni e un papà lontano fisicamente ed emotivamente (-a quella che supponiamo sia Inghilterra, per la nazionalità dell'autore e dell'ideatrice e perché i personaggi sono anglofoni, si è infatti trasferito negli Stati Uniti. La solitudine di Conor però è dovuta non all'assenza del padre, ma alla malattia della madre: sin dall'inizio ci accorgiamo delle gravi condizioni di salute in cui la donna versa, troppo debole per le più quotidiane azioni.
 
Come se non bastasse, fuori dalle mura di casa permeate dal dolore e dalle medicine, Conor è vittima dei bulli della scuola e viene tenuto a distanza da quelli che erano i suoi amici, per i quali sembra diventato invisibile da quando sono venuti a sapere della malattia di sua madre. Di notte, Conor ha un incubo ricorrente, del quale si rifiuta di parlare. Finché una notte, alle 12:07, il grande albero del giardino (un tasso, per la precisione) viene a svegliarlo per fare un patto con lui: racconterà a Conor tre storie, ma poi sarà il ragazzino a raccontarne una a lui, e la storia che gli racconterà sarà proprio l'incubo che lo perseguita.
 
Una scena del film "Sette minuti dopo la mezzanotte"
di J. A. Bayona (2016)
 
Siobhan Dowd, l'ideatrice di questa storia, doveva purtroppo conoscere bene il dolore e la malattia, e la sensazione della morte incombente -la stessa che non le ha dato il tempo di completare la stesura del libro, di cui questi elementi sono i fili conduttori.
Nonostante abbia i toni della fiaba, per via dell'elemento "mostruoso" (anche se quest'albero mutaforma non mi è sembrato, devo ammetterlo, tanto mostruoso quanto affascinante!) e per le fiabe stesse che l'albero racconta a Conor, con protagonisti streghe, principi e guaritori, resta l'elaborazione del lutto il tema principale.
 
Ne risulta un romanzo straziante, dall'atmosfera magica ed intrigante (mi ha ricordato molto la lettura, ormai lontana nel tempo, de "Il segreto del bosco vecchio" di Dino Buzzati), ma al tempo stesso ineluttabile. Vi è tra le pagine una profonda comprensione dei sentimenti umani davanti alle grandi tragedie della vita, prima tra tutti la rabbia, il rifiuto di accettare ciò che sta capitando ai nostri cari.
L'elemento dell'albero-mostro svolge il ruolo di una guida nel processo di elaborazione, aiuta Conor a sfogare le emozioni che invece reprime, ci ricorda -nel caso ne avessimo bisogno- l'importanza fondamentale delle storie nel comprendere quello che la vita ci costringe ad affrontare.
 
Nonostante ne avessi lette recensioni entusiaste, questo romanzo (proposto ad un pubblico di lettori adolescenti, ma assolutamente adatto ad una fascia di età superiore) mi ha molto meravigliata. Certo lascia una sensazione di lacrime in fondo alla gola, certo non lo consiglierei a chi è alla ricerca di una lettura rilassante per svagarsi nel caldo dell'estate: tuttavia è un libro profondo, sull'importanza dei sentimenti e persino degli incubi che parlano al nostro inconoscio, ed è riuscito ad emozionarmi davvero.
 
**L'unica critica che mi sento di fare è quella alla traduzione del titolo: i "sette minuti dopo la mezzanotte" fanno di certo riferimento alle numerose apparizioni notturne dell'albero-mostro, che si verificano proprio a quell'ora; tuttavia esso si manifesta anche alle 12:07 di giorno in un diverso episodio. La traduzione pertanto mi lascia un pochino perplessa...

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