mercoledì 27 maggio 2026

Mi chiamo Lucy Barton

In questo periodo sto portando avanti la lettura di due serie: innanzitutto quella dei gialli di Camilla Lackberg e Henrik Fexeus pubblicata da Marsilio di cui ho scritto pochi giorni fa, ma anche la produzione di Elizabeth Strout continua ad essere di mio grande interesse. Dopo aver terminato la coppia di romanzi dedicata a Olive Kitteridge, personaggio grazie al quale mi sono innamorata dell’autrice, ho deciso di iniziare la più numerosa serie di romanzi che ha per protagonista Lucy Barton, tutta pubblicata da Einaudi.

Il primo volume di questa serie si intitola proprio "Mi chiamo Lucy Barton" ed è un romanzo breve, dove la nostra nuova eroina viene introdotta in un confronto con la propria madre che non vede da moltissimo tempo e che è l’occasione per elaborare per la protagonista numerosi episodi della sua infanzia che l’hanno fatta molto soffrire. 

Infatti la sua infanzia in Illinois è stata caratterizzata da privazioni dovute alla povertà, ma anche da un’incomunicabilità di fondo dei genitori, che sebbene abbiano voluto loro bene non sono mai stati in grado di dimostrarlo ai figli. L’incontro con la madre avviene in un momento particolare, quando Lucy si trova ricoverata in ospedale per molte settimane e su richiesta del marito la madre viene a farle compagnia, cosa che non aveva mai fatto prima di allora. Sebbene sempre con dei modi piuttosto bruschi, elemento che ci può ricordare Olive Kitteridge con cui Strout ha vinto il premio Pulitzer, la madre le dimostra il proprio rispetto e la propria vicinanza.

Strout è maestra della scrittura, capace di trasmettere concetti profondi in pochissime parole, con una estrema semplicità di linguaggio, in un testo che oscilla tra il farci sorridere e il farci commuovere e dove le osservazioni sul mondo sono sempre estremamente argute e mai banali. Non mi aspettavo nulla di diverso, ma "Mi chiamo Lucy Barton" è stata un’ulteriore conferma di quanto mi piaccia la penna di Elizabeth Strout e di quanto continuerò a leggere i suoi libri prossimamente.

Qual è il vostro romanzo preferito dell’autrice?

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