mercoledì 9 ottobre 2024

Il dolce domani

"Il dolce domani" di Russell Banks, che ho acquistato con una collana dedicata alla letteratura americana uscita in edicola, è un romanzo corale ambientato nel nord dello Stato di New York, dove una considerevole fetta della popolazione vive in condizioni di povertà. 

Pubblicato nel 1991, al centro di questo libro vi è l’incidente con il quale uno scuolabus precipita in una scarpata dove viene fatta confluire dell’acqua, causando l’annegamento di numerosi bambini e una gravissima lesione al midollo spinale della più promettente tra le giovani cheerleader. 

Sono diversi i punti di vista che l’autore fa narrare in prima persona, in un progredire temporale che si allontana via via dall’incidente, che osserviamo come spettatori nel primo capitolo narrato da Dolores che dello scuolabus è l’attenta autista. Abbiamo poi Billy, vedovo e padre di due gemelli che perderà nell’incidente, le uniche persone che gli erano rimaste da amare. Segue Mitchell, avvocato che accorre sul luogo dell’avvenimento mosso da una sorda rabbia legata più alla tossicodipendenza della figlia che a quanto è avvenuto, deciso a far ottenere ai parenti delle vittime un risarcimento in denaro. La quarta voce è Nicole, l’adolescente rimasta paralizzata in seguito all’incidente del pullman e che con la sua voce porta alla luce un segreto ben più scomodo della sua adolescenza di successo, sport e coetanei: niente di meno che le molestie sessuali subite dal padre, che in seguito al suo rimanere paralizzata non riesce più a imporre il proprio controllo su di lei. Infine ritorna Dolores, che è rimasta all’oscuro della testimonianza di Nicole che mente sul suo conto pur di mettere fine a quei processi e restituire alla comunità di Sam Dent una sorta di normalità, in una circolarità di grande effetto che saprà trasmettere anche l'idea del "dopo".

È un romanzo piuttosto breve quello di Banks, e vi confesso che avrei voluto molte più pagine, avrei scavato più a fondo nella vita di Nicole, nei ricordi degli anni felici di Billy e di sua moglie, nel matrimonio di Dolores e del marito invalido a seguito di un ictus. nelle esistenze di provincia oppresse dalla difficoltà economica e dalle scarse risorse del luogo, che Banks racconta così bene.

È comunque nella sua brevità un romanzo riuscito, che porta alla luce un frammento dopo l’altro. una rivelazione dopo l’altra dove la verità non la conosce nessuno, o meglio ognuno conosce la propria. È stato il mio primo incontro con questo scrittore americano, ma sono già certa che non sarà l’ultimo, perché ho apprezzato molto la sua scrittura e la sua capacità di costruire una trama per nulla prevedibile e mai noiosa.

Qual è l’ultimo romanzo americano che avete letto?

Sylvia Beach

Non è un mistero che uno dei miei luoghi preferiti in assoluto nella città di paesi sia la libreria Shakespeare and Company sulla Rive Gauche, un luogo che sono sicura fa innamorare tutti i lettori che vi mettono piede! Non potevo quindi non recuperare il fumetto "Sylvia Beach"  scritto da Emilia Cinzia Perri e illustrato da Silvia Vanni, pubblicato da Bao Publishing, che racconta la storia della fondatrice dell’originaria Shakespeare and Company: si trovava in Rue de l’Odeon e fu in attività dagli anni '20 al 1941 quando fu costretta a chiudere perché la sua titolare in quanto cittadina americana fu confinata in un campo di prigionia.

Questo fumetto è una vera e propria biografia narrata in prima persona da Sylvia Beach, che racconta la propria ad un’aspirante collaboratrice. Ripercorriamo così tutte le tappe dalla fondazione della libreria, dai ritrovi di scrittori famosi o sul punto di diventarlo, come Paul Valery, Andre Gide, Hemingway, il tormentato momento della pubblicazione dell’Ulisse di Joyce che Silvia sostenne con moltissimo impegno ricavandone però non poche difficoltà, e poi l’avvento della seconda guerra mondiale che stravolse le sorti della libreria, la cui eredità sarà raccolta negli anni '50 da George Whitman che riporterà il nome nella sua attività a pochi passi da Notre Dame.

È un fumetto pieno di eventi appassionanti, che tengono incollati alle pagine soprattutto chi è incuriosito dalla storia alla base di un luogo ancora oggi così magico. Colorato in tinte piuttosto cupe, dove predominano i marroni e i grigi, trasmette comunque una grande forza e perseveranza; in alcuni momenti il realismo lascia spazio a piccoli tocchi di fantasia, come Sylvia capace di volare quando si emoziona per qualcosa, o gli abbonati soprannominati "bunnies" rappresentati come deliziosi coniglietti. Ho apprezzato molto queste particolarità che interrompono il radicamento nella storia di questo fumetto, la cui lettura è stata per me una bellissima esperienza .

Avete mai visitato la libreria Shakespeare and Company?

domenica 6 ottobre 2024

T

Ero incuriosita da "T" di Chetna Maroo dal momento in cui Adelphi lo ha pubblicato in Italia: sarà per la copertina che trovo super attraente, sarà perché le storie familiari sono sempre le mie preferite. Ho avuto un colpo di fortuna trovandolo disponibile nella mia biblioteca di quartiere, e ora che l'ho terminato sono contenta di aver aspettato ad acquistarlo, perché non ne sono stata conquistata al punto di desiderarne una copia personale.

Le protagoniste di "T" sono Gopi, Khush e Mona, tre sorelle di origine pakistana che vivono in Inghilterra con il padre, da poco rimasto vedovo. Attorno a loro gravano le aspettative della comunità di connazionali, tra cui quelle della zia che non ritiene lo squash, sport a cui il padre allena tenacemente le sorelle, in particolare Gopi, un passatempo appropriato per delle ragazze.

Ci sono elementi davvero interessanti in questa storia: l'opprimente solitudine del padre, che scrive agli amici lettere di cui nessuno conosce il contenuto, che teme le sue figlie al punto di aver paura che possano "divorarlo". Ben descritta è anche Mona, la sorella maggiore, che da un lato cerca di farsi carico della gestione familiare anche dal punto di vista economico, d'altra parte è un'adolescente che vorrebbe socializzare e godersi la propria età. Anche Gopi mi ha suscitato grande tenerezza, divisa tra la tensione tipica dell'adolescenza, l'attrazione per il coetaneo con cui si allena sul campo da squash, le difficoltà di comunicazione in famiglia. 

Un enorme ruolo ha lo sport in questo racconto, prende quasi il sopravvento sul resto data la brevità del romanzo, il cui finale non è risolutivo quanto avrei sperato, come se avessimo assistito ad un'istantanea della vita delle ragazze, e le lasciassimo al loro destino. 

"T" è un romanzo d'esordio ben scritto e interessante, che caratterizza sia l'elemento sportivo sia le origini delle protagoniste attraverso tradizioni e sapori; tuttavia mi sarei aspettata che potesse scavare un po' più in profondità.

Qual è il più recente titolo  Adelphi che avete letto?

Svaniti nel nulla

"Svaniti nel nulla" di Tom Perrotta, pubblicato da Edizioni E/O, è uno di quegli acquisti fatti al mercatino dell'usato e dettato principalmente dal prezzo irrisorio, abbinato ad una quarta di copertina accattivante. 

Le premesse del romanzo sono ottime: un giorno di ottobre, all'improvviso, una parte della popolazione mondiale sparisce per non fare più ritorno. Ovviamente coloro che rimangono cercano di dare all'evento una spiegazione, dallo scientifico al religioso, nonostante sia un'impresa impossibile; tre anni più tardi partecipiamo alle vite di alcuni residenti di una cittadina americana che fanno ancora i conti con l'elaborazione delle scomparse avvenute vicino a loro.

Incontriamo Nora, il cui marito e i due figli sono tra gli scomparsi; Jill, la cui migliore amica è sparita all'improvviso mentre le era accanto, e la cui madre ha deciso di unirsi ad una sorta di setta che attraverso il voto del silenzio e l'incombente presenza pubblica si prefigge lo scopo di ricordare quanto la salvezza sia impossibile. Anche Tom, il fratello di Jill, si è unito a una setta, il cui guru si ritiene attraverso la poligamia e la procreazione l'unico in grado di salvare l'umanità -ma giorno dopo giorno diventa sempre più chiaro quanto si tratti di un impostore.

Le sette e le loro dinamiche sarebbero state l'elemento di maggior interesse in questa storia, che purtroppo le annega in centinaia di altre pagine di vita quotidiana, dinamiche domestiche, riflessioni sulle relazioni e sui ricordi che diventano via via davvero noiose. L'evento della scomparsa in sé sbiadisce in secondo piano, non venendo mai approfondito, perdendo anche il potenziale angosciante che avrebbe avuto per rendere la storia sui toni dell'horror o del distopico.

Insomma, per quanto mi riguarda "Svaniti nel nulla" è stata una lettura parecchio deludente! So che ne è stata tratta anche una serie HBO, che però non è reperibile al momento, quindi sono curiosa:

Avete letto questo libro o visto la serie? Qual è la vostra opinione in merito?

E qual è l'ultimo libro che non vi ha proprio convinti?

giovedì 3 ottobre 2024

La valle dell'Eden

Come si trovano le parole per scrivere de "La valle dell'Eden" di John Steinbeck (che ho letto nella più recente traduzione Bompiani)? Difficilissimo raccontarvi questo capolavoro, che risale al 1952 e che una volta chiuso mi ha fatto provare nostalgia.

Di evidente ispirazione biblica, a partire dal titolo ripreso dalla Genesi fino alla duplicità delle coppie di fratelli le cui iniziali richiamano Caino e Abele, è una storia di famiglia profondamente radicata nella valle del Salinas, in California.

Per primi ci sono i Trask, il sensibile Adam e l'astuto Charles figli di un padre incapace di dimostrare affetto; poi l'angelico e idealista Aron e il più complesso Caleb, figli di Adam. Nel mezzo ci sono gli Hamilton, un modo per Steinbeck di legare il testo alla storia della sua famiglia: John si rappresenta infatti come nipote del patriarca Samuel, personaggio indimenticabile, mai ricco in denaro ma sempre in idee e affetti, genuino, fondamentale per tutti coloro che lo incontrano, compensato nel suo idealismo dalla solida concretezza della moglie Liza. Ci sono poi Lee, di origini cinesi, le cui riflessioni sull'identità risuonano ancora attuali dopo più di mezzo secolo e il cui legame con Adam e i gemelli mi ha commossa; infine, non ultima per importanza, Cathy: l'anima nera di questa storia.

"La valle dell'Eden" è un grande romanzo che non pesa per nulla: coinvolge, emoziona, a volte fa arrabbiare, altre commuove. Ci si lega ai suoi protagonisti (io, soprattutto a Caleb, Samuel e Abra), non si possono abbandonare i loro percorsi di vita; Steinbeck è un grande narratore e qui scrive quella che ha considerato il suo romanzo della vita -e lo rende tale anche per il lettore.

Qual è il vostro Steinbeck preferito?

venerdì 27 settembre 2024

Mustafà nel paese delle meraviglie

Acquistato per il suo prezzo irrisorio al mercatino dell’usato, principalmente spinta dal fatto di non aver mai letto nulla ambientato in Kuwait, "Mustafa nel paese delle meraviglie" di Ghazi Abdel-Qadir, pubblicato nella collana Il battello a vapore di Piemme, si è rivelata una lettura molto interessante: il suo autore è di origini palestinesi, ma essendo nato nel 1948 è stato costretto giovanissimo a lasciare la sua terra.

Emigrato proprio in Kuwait, dove molti palestinesi si sono trovati a svolgere come forza lavoro le mansioni più umili e faticose dopo l’espansione economica della nazione dovuta alla presenza del petrolio, anche all’autore è toccato un simile destino fino a che non ha potuto spostarsi in Germania dov’è diventato professore e ha scritto numerosi libri per l’infanzia. 

Ne fa parte questo breve testo che racconta le vicende di un ragazzino di origini libanesi che negli anni '90, durante la guerra civile emigrò in Kuwait con la sua famiglia. Presto per una tragedia si trova solo con il padre, uomo distrutto dal dolore e dalla fatica che anestetizza con il consumo di alcool: proprio per questo viene arrestato, in quanto nonostante lui sia cristiano il consumo di alcolici è vietato nel paese dove si trova, a maggioranza musulmana ed estremamente intollerante nei confronti dei lavoratori migranti -che non ottengono la cittadinanza e sono spesso costretti a umiliazioni e ricatti per ottenere un lavoro e il permesso di soggiorno.

Mustafà si trova così a doversi arrangiare: il padre in carcere, la casa e i loro averi sottoposti a sequestro, senza soldi e senza alcun posto dove andare né qualcuno su cui contare. Lo seguiamo nelle difficili peripezie dove il ragazzino trova un modo per sopravvivere e fa di tutto per far scarcerare suo padre, purtroppo con alterne fortune e molte disavventure.

È un romanzo pensato per ragazzi dell'età di scuola media inferiore, e in quanto tale l’ho trovato estremamente interessante poiché dipinge la realtà di un paese del quale sappiamo ben poco e che viene criticato davvero fortemente, al punto che la conclusione stessa della vicenda prevede che il protagonista e suo padre uniti cercheranno altrove un posto dove stare meglio dal momento che secondo l’uomo (dalla cui bocca parla con ogni probabilità l’autore) la dittatura del petrolio rende il Kuwait una nazione piena di persone avide e disoneste. 
Non è facile che in un romanzo per ragazzi si trovino posizioni politiche così forti e decise oltre ad elementi classici della narrazione per l'infanzia, come il potere della solidarietà e dell'amicizia, e per questo ho trovato quest’opera sorprendente.
Per di più mi ha consentito di leggere un romanzo ambientato in Kuwait, dove non ero mai stata con le mie letture!

Qual è l'ultimo romanzo per ragazzi che avete letto?

giovedì 26 settembre 2024

Shubbek Lubbek

Shubbek Lubbek di Deena Mohamed è il più bel fumetto che incontro da molto tempo! Pubblicato da Coconino Press, è quasi incredibile pensare che si tratta di un'opera d'esordio, dopo l'esperienza dell'autrice nella creazione di comic online -in particolare con protagonista Qahera, un'eroina impegnata nella lotta alla misoginia e all'islamofobia.

Qui realizza un'opera complessa e ricchissima, ambientata in un Egitto distopico in cui da oltre un secolo i desideri sono in vendita e, in base alla loro categoria, possono influire in modo più o meno significativo sulle vite dei loro proprietari.

Tre sono le storie in "Shubbek Lubbek", tenute insieme dalla cornice di Shukri, il commerciante che tra gli altri articoli in vendita ha proprio tre desideri di prima classe.

Sarà Aziza la sua prima cliente, che però per la sua umile estrazione sociale sarà sospettata di furto -o perlomeno sarà questo il pretesto e la detenzione che subirà. Poi è il turno di Nur, studentessa di buona famiglia in Scienze dei Desideri all'università americana del Cairo, prigioniera di una depressione di cui non comprende le cause. Infine c'è Shawqiyya, anziana cliente gravemente malata, che Sukri vorrebbe guarire con l'ultimo desiderio rimasto senza conoscerne il passato [ne ha già infatti utilizzato uno per rivivere daccapo la propria vita, dopo che a seguito di un matrimonio infelice aveva perso entrambi i suoi figli e ucciso il marito, che non le aveva permesso di usare il desiderio per salvarli].

Il fumetto di Mohamed alterna l'arabo e l'inglese, tavole a colori e in bianco e nero, infografiche che contestualizzano i desideri e la loro storia, momenti taglienti ed ironici ad altri molto toccanti. È un'opera che in chiave simbolica parla dell'Egitto di oggi, e al tempo stesso ci trasporta in un mondo alternativo e convincente, abitato da personaggi a cui ci affezioniamo. Per me è stato un vero colpo di fulmine!

Qual è l'ultimo fumetto che avete amato?