Visualizzazione post con etichetta norvegia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta norvegia. Mostra tutti i post

lunedì 12 ottobre 2026

Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?

"Max, Micha e l’offensiva del Tet", pubblicato da Sellerio, è stato senza dubbio il libro dell’estate. La mia curiosità a riguardo era molto alta ma dato che per un po’ è stato difficile da reperire ho colto l’occasione per recuperare prima il romanzo d’esordio di Johan Harstad, "Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?", pubblicato da Iperborea. 

Il primo modo di definirlo che mi viene in mente una volta terminato è: un libro che fa bene. Non perché si trattino temi lievi o superficiali, anzi il nostro protagonista Mattias vive un momento di profonda crisi all’inizio di questa storia: è un giovane giardiniere norvegese che perde il lavoro e la cui relazione sentimentale termina dopo tanti anni, quando lui è ancora convinto che finiranno per sposarsi. Mattias sceglie la strada dell’invisibilità: canta benissimo, ma non vuole farlo davanti agli altri; sfugge qualunque occasione che potrebbe puntare i riflettori su di lui, fino ad un viaggio alle isole Faroe dove accompagna il suo migliore amico e dove finirà per rimanere molto più a lungo di quanto avrebbe mai potuto pensare. 

Qui viene accolto in una sorta di struttura psichiatrica senza nemmeno rendersene conto: un luogo dove il tempo si è fermato, dove si realizzano pecore in legno incollandovi sopra della lana. Sono isole dove gli alberi non crescono, ma dove in questa struttura protetta piantano radici le persone. Mattias si ritrova, sognando i Caraibi, prendendo coscienza dei propri punti di rottura, stringendo finalmente dei legami con persone che come lui hanno tanti cocci da rimettere insieme; vuole ancora nascondersi Mattias, essere il secondo, mai il protagonista come il suo eroe Buzz Aldrin (il quale, comunque, non mancò di vedersela brutta dopo le sue missioni nello spazio) ma piano piano in questa terra inospitale e sempre meno abitata Mattias si riscopre, e si accorge di come davvero non ci si possa salvare da soli.

È un libro poetico quello di Harstad, che sa strappare un sorriso anche nei momenti più difficili, che ci avvolge in lunghi elenchi in prima o seconda persona singolare, torrenti di parole e sensazioni che trascinano il lettore in un crescendo di coinvolgimento.

Si vuole bene a Mattias dalla prima all’ultima pagina, si comprendono le sue fragilità e si pensa, anche, alle proprie: e quando questo succede, il libro diventa immediatamente uno dei miei preferiti del momento.

Harstad è stato una gran bella scoperta, e sono proprio felice di essermi già accaparrata il suo tanto chiacchierato mattone!

Avete già letto qualcosa di questo autore così popolare al momento? 

mercoledì 3 dicembre 2025

La porta delle stelle

Ogni anno cerco di dedicarmi a qualche lettura natalizia nel periodo di dicembre, e sono quasi sempre storie che scaldano il cuore e trasmettono positività e buoni sentimenti (come è successo con i racconti di Louisa May Alcott pochi giorni fa). Non mi aspetto di trovarvi però romanzi particolarmente memorabili o degni di nota, ed invece "La porta delle stelle" di Ingvild Rishoi, pubblicato da Iperborea, mi ha proprio stupita.

Ambientato ad Oslo, questo libro breve richiama direttamente le opere di Astrid Lindgren già a partire dal nome della bambina protagonista, Ronja. Lei e la sorella Melissa sono orfane di madre e vivono con il padre, un uomo pieno di buone intenzioni ma dipendente dall'alcol, che per questo perde un lavoro dopo l'altro e trascorre il proprio tempo a "La porta delle stelle", che non è un luogo fiabesco come mi aspettavo bensì l'osteria locale, a scolarsi una birra dopo l'altra.

Ronja sogna un grande albero di Natale per la loro casa, e una baita nel bosco in mezzo alla neve dove vivere in modo più lieto e sereno, lontano dalla povertà e dai servizi sociali. Per guadagnare qualcosa allora, e per sostituire il padre licenziato per l'ennesima volta, Melissa trova un impiego in una vendita di alberi e decorazioni natalizie.

Il supporto alle due sorelle viene sempre dall'esterno, e mai dalla casa dove dovrebbero sentirsi sicure: il custode della scuola che viene dai Balcani e regala a Ronja il suo pranzo, che lei divide con uno scoiattolo; Tommy, il collega di Melissa, che le aiuta a ottenere maggiori introiti; Aronsen, l'anziano vicino che si presenta alla recita di Santa Lucia. 

È un universo di piccoli gesti che mi hanno più volte commossa, ma che non diradano del tutto la malinconia che pervade questa lettura, fino alla tempesta di neve delle ultime pagine che in qualche modo ci aspettiamo sin dall'inizio, in bilico tra il sogno e la realtà, tra le eroine della Lindgren e la tristezza della Piccola fiammiferaia. 

Tutt'altro che un confortevole e prevedibile racconto di Natale, "La porta delle stelle" sarà probabilmente la mia preferita tra le letture a tema di quest'anno!

Avete già letto qualche storia natalizia?

giovedì 21 dicembre 2017

L'uomo di neve

Un'atmosfera invernale ci avvolge e ci trasporta in questo thriller di Nesbo in una Norvegia fredda ed innevata, dove i crimini abbondano. Avevo alte aspettative nei confronti di questo romanzo, dal quale è stato anche tratto un film che non ho ancora visto; devo dire che non mi ha colpita quanto avrei sperato, e basandomi sulle critiche che si trovano online mi pare un po' sopravvalutato.
 
 
 
Titolo: L'uomo di neve
Autore: Jo Nesbo
Anno della prima edizione: 2010
Titolo originale: Snømannen
Casa editrice: Piemme
Pagine: 529
 
 
 
 
Il protagonista di questa storia è il detective norvegese Harry Hole, qui alla sua settima avventura: ha problemi di alcolismo, un carattere istintivo e coraggioso, una ex che ama ancora molto ed un intenso rapporto con Oleg, il figlio adolescente di lei.
All'inizio del romanzo, Harry riceve una lettera da parte di uno sconosciuto dove gli viene annunciato che si verificheranno dei decessi ad opera del misterioso Uomo di Neve, ed in effetti è proprio ciò che accade. Madri di famiglia cominciano a scomparire dopo che davanti alle loro abitazioni vengono avvistati pupazzi di neve. Di alcune di loro vengono ritrovati i corpi, di alcune soltanto parte di essi e gli omicidi presentano diverse somiglianze con crimini avvenuti anni prima.
 
Un'immagine dal film L'uomo di neve
di T. Alfredson (2017)
L'indagine di Hole è ricca di colpi di scena, diverse sono le ipotesi sul possibile colpevole - la rivelazione dell'identità di quest'ultimo è stata decisamente inaspettata per me, ma bisogna tener conto del fatto che io non riesco mai ad indovinarlo in anticipo...
Siamo davanti ad un thriller che ruota attorno alle infedeltà coniugali, ai test del DNA ed al significato della parola "famiglia", che ha davvero poco a che fare con il patrimonio genetico.
Questo aspetto è senza dubbio molto interessante, ma il romanzo presenta diversi limiti: innanzitutto la caratterizzazione dei personaggi secondari (Oleg, la madre Rakel, la collega di Harry Hole Katrine...) è piuttosto piatta, escono ed entrano dalla scena in maniera non proprio convincente e non sono riuscita a provare veri sentimenti nei loro confronti. L'unico ad essere a tutto tondo è Harry, e questo è un vero peccato. Inoltre il ritmo non mi è parso ugualmente incalzante nel corso dell'intera lettura, che ha iniziato ad appassionarmi davvero solo dalla metà in poi.
Nel complesso non lo ritengo uno dei thriller migliori che abbia mai letto, né uno che ricorderò particolarmente a lungo; nonostante ciò ha un protagonista molto convincente del quale mi piacerebbe leggere altre avventure in futuro (magari questa volta in ordine di pubblicazione, perché mi è parso necessario per cogliere alcuni particolari anche in questa storia).