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lunedì 16 marzo 2020

Lettori ai tempi del Coronavirus

Questo è un post contenitore, che potrà aggiornarsi nel corso dei prossimi giorni; ho deciso di raccogliere qui le iniziative virtuali e non finalizzate a rendere la permanenza in casa di noi Collezionisti di Storie più stimolante.

LIBRI CARTACEI

  • Alcune librerie d'Italia hanno deciso di far fronte alla chiusura obbligatoria grazie alle consegne a domicilio. A questo link trovate un elenco suddiviso per regione dove potrete trovare quella più vicina a casa vostra da sostenere con un acquisto!

EBOOKS
  • Le edizioni Adelphi mettono a disposizione una copia gratuita dell'avventuroso romanzo "In cerca di guai" di Mark Twain (più famoso per essere il "papà" di Tom Sawyer e Huckleberry Finn): potete scaricarlo qui.
    Vi segnalo inoltre che iscrivendovi alla loro newsletter riceverete un ebook in regalo, a scelta tra "Suite Francese" di Iréne Nèmirovsky e "Moby Dick" di Herman Melville.
    Su tutti gli store trovate fino al 22 marzo in regalo anche l'ebook di "Doppio sogno" di Arthur Schnitzler. 
  • Sul sito di Edicola Ediciones potete scaricare gratuitamente l'ebook di "Tony Nessuno" di Andrés Montero: non esitate a metterlo nel vostro carrello su questa pagina, perché è un romanzo veramente spettacolare -e di cui vi parlerò tra qualche tempo qui sul blog! 
  • Sul sito delle edizioni Fazi, da questa pagina, è possibile scaricare gratuitamente l'ebook "Un incantevole aprile" di Elizabeth von Arnim (fino al 22 marzo). 
  • Le edizioni Garzanti regalano un ebook di Andrea Vitali, dal titolo "Una finestra vista lago", che potete scaricare qui. 
  • LonelyPlanet è una popolare casa editrice che si occupa di guide turistiche: acquistare la loro guida è la prima cosa che faccio dopo aver prenotato un viaggio! Per questo periodo propone una guida dal titolo "Viaggiare dal divano", che contiene una selezione di 500 film, libri e musiche che ci faranno viaggiare con la fantasia -e ci suggeriranno qualche prossima destinazione. Potete scaricare la vostra copia gratuita a questo link. 
  • L'Orma editore vi permette di scaricare un ebook al giorno dal loro sito. Potete recuperare anche quelli dei giorni precedenti, sempre collegandovi a questa pagina. 
  • Il Saggiatore ha ideato un'iniziativa dal titolo "Solidarietà digitale" che trovate qui: ogni due giorni potrete scaricare gratuitamente un titolo dal loro catalogo. Attenzione però: dopo 24 ore il libro cambia e quello del giorno prima torna al suo prezzo originale. 
  • Il sito Bookrepublic vi regala un ebook a vostra scelta tra una decina di possibilità di diverse case editrici. Ci sono titoli di saggistica, narrativa generale e di genere; potete scaricare il vostro preferito qui seguendo le istruzioni indicate.

AUDIOLIBRI
  • La piattaforma Storytel consente una prova gratuita del suo catalogo di audiolibri per 30 giorni invece delle canoniche due settimane. Potete iscrivervi a questo link se non siete ancora registrati! 
  • Emons audiolibri vi permette l'ascolto gratuito online di Peter Pan di James M. Barrie letto da Alessio Boni. Potete ascoltarlo collegandovi a questa pagina.

FUMETTI
  • La casa editrice Bonelli mette a disposizione, da lunedì 23 marzo, 14 albi a fumetti: sono nello specifico i numeri 1 delle loro famose serie, da Tex a Dylan Dog, da Nathan Never a Julia. Ognuno sarà disponibile per il download a questo indirizzo, ma solo per 24 ore, quindi ricordatevi di controllare ogni giorno! 
  • Coconino Press vi permette di leggere online un fumetto al giorno tra quelli del loro catalogo. Non è possibile scaricarli per la lettura offline. Per rimanere aggiornati sui titoli messi a disposizione, controllate sulla loro pagina Facebook seguendo l'hashtag #unaquarantenadifumetti.
  • Lo Spazio Bianco, sito italiano dedicato al mondo del fumetto, raccoglie in una pagina in continuo aggiornamento fumetti disponibili gratuitamente per il download, messi a disposizione da autori e case editrici. Controllate ogni giorno a questo indirizzo!

RIVISTE
  • Dodici numeri delle riviste Nuova Ecologia e Quale Energia sono leggibili online cliccando sulle copertine in questa pagina. 
  • Un numero della rivista trimestrale Hystrio dedicata al teatro e agli spettacoli è scaricabile qui. 
  • Tre mesi di riviste del gruppo Condé Nast sono disponibili scaricando le relative applicazioni ed inserendo i codici che trovate su questa pagina. Sono disponibili: Vanity Fair, Vogue, Wired, GQ, La cucina italiana, AD e Traveller. 
  • Tre mesi della rivista Gambero rosso sono disponibili scaricandone l'applicazione sul proprio dispositivo e seguendo le istruzioni che trovate qui. 

lunedì 6 gennaio 2020

Buoni propositi per il 2020

Il bilancio delle mie letture del 2019 è stato molto positivo: ho saputo scegliere facendomi influenzare di meno dalle ultime novità sponsorizzate in ogni dove, e ho seguito di più i miei veri gusti ed interessi.
Come uno dei miei propositi per il 2020 vorrei impegnarmi ancora di più a stare ad una certa distanza dai fenomeni del momento, lasciando che le mie letture siano davvero ispirate a ciò che è rilevante per me, e non tanto per la casa editrice con le migliori tecniche di marketing.




Rileggendo i propositi che mi ero posta per lo scorso anno, mi accorgo che ben poco è cambiato, ed i criteri di lettura che vorrei orientassero il 2020 sono gli stessi a cui ho voluto attenermi negli ultimi dodici mesi.
Vorrei infatti scoprire i titoli che si sono accumulati a decine sugli scaffali delle mie numerose librerie, a causa di acquisti più o meno impulsivi (al mercatino dell'usato che vende i libri ad un paio di euro confesso di non saper resistere). Vorrei dare a questi libri la precedenza soprattutto sui prestiti in biblioteca, che sono una splendida risorsa ma spesso lasciano per troppo tempo in attesa quelli che mi porto a casa e abbandono alla polvere, perché tanto non hanno una data di scadenza entro la quale restituirli.

Ho intenzione poi di riscoprire e rileggere autori che ho continuato ad amare nel corso degli anni, per approfondire la loro produzione rispolverando la memoria di letture ormai concluse da molto tempo e in parte dimenticate. 
A braccetto con questo proposito c'è quello di guardare le storie, ovvero di trovare il tempo per le trasposizioni delle opere che ho letto e che mi sono piaciute; amo poter fare il confronto tra i romanzi e i film o le serie TV che ne vengono tratti, ma troppo spesso ne rimando la visione.

Mantengo dallo scorso anno anche il proposito di non farmi spaventare dal numero di pagine dei libri: all'inizio del 2019 mi ero proposta di leggere "L'ombra dello scorpione" e ci sono riuscita (ve ne parlerò prossimamente), ma titoli come "I miserabili" e "Le mille e una notte" restano ancora nei miei obiettivi futuri.

Vorrei anche trovare il coraggio di liberare spazio, di alleggerirmi dei libri che non mi hanno convinta o non mi interessano più in favore di quelli che invece desidero leggere o conservare per il loro contenuto o la loro forma. Questa selezione mi costerà molta fatica, lo so già, ma è una decisione che prima o poi dovrò prendere per ammirare poi i miei scaffali con piena soddisfazione. 

Come ultimo proposito mi propongo di essere costante nell'annotare le mie impressioni di lettura su questo blog, in modo da lasciarne traccia nel tempo e da raccogliere i miei pensieri una volta terminati i singoli volumi: ho scoperto che scriverne mi dà l'opportunità di riflettere di più su ciò che ho letto, di individuare gli aspetti che più mi hanno colpito e di ripensarci a distanza di tempo. 

sabato 28 dicembre 2019

Il meglio del 2019

Nel 2019, rispetto agli anni precedenti, ho scelto le mie letture con maggiore attenzione -anche se nel 2020 ho intenzione di impegnarmi ancora di più nella selezione. Il risultato di queste scelte più ponderate è stato l'aver letto moltissimi libri che mi hanno colpita, emozionata, soddisfatta: e la diretta conseguenza di ciò è stata l'estrema difficoltà di selezionare dieci per questa sorta di classifica dei preferiti dell'anno.



Inizio con due titoli italiani che sono stati tra le più grandi sorprese del 2019. Il primo è "Resto qui" di Marco Balzano, un romanzo intenso, con una protagonista femminile davvero ben costruita, che racconta una pagina di storia di cui non conoscevo nulla se non il campanile al centro del lago di Resia: la storia di Curon e della costruzione di una diga che ha finito per cancellare paesi interi.






Il secondo titolo italiano è "Carnaio" di Giulio Cavalli, finalista al Premio Campiello di quest'anno, che ha saputo raccontare le migrazioni contemporanee in una chiave molto diversa da quelle a cui siamo già abituati. Attraverso un racconto che assume le tinte dell'orrore Cavalli racconta gli abissi di cui l'umanità è capace, e non si discosta poi così tanto dalla realtà...




Il terzo libro assolutamente imperdibile è opera di un autore che anche nel 2018 avevo inserito tra le migliori letture dell'anno: si tratta dello statunitense Kent Haruf, che ambientava le proprie opere a Holt, nello stato del Colorado. Mentre l'anno scorso mi ero innamorata della sua Trilogia della pianura, in particolare di "Canto della pianura", ad avermi rubato il cuore nel 2019 è stato "Le nostre anime di notte": un romanzo poetico e delicato, dove l'intensità dei sentimenti è così forte da sentirsi parte della storia insieme ai suoi protagonisti.


Due romanzi della lista hanno poi qualcosa in comune: il tema del razzismo negli Stati Uniti, in particolare nell'epoca in cui la schiavitù non era ancora stata abolita o la sua abolizione era un fenomeno estremamente recente.
Sono infatti afroamericani i protagonisti di "Amatissima" di Toni Morrison, capolavoro dell'autrice premio Nobel recentemente scomparsa, e di "Canta, spirito, canta" di Jesmyn Ward, secondo volume della Trilogia di Bois Savage -preceduto da "Salvare le ossa", titolo che avevo inserito tra i migliori del 2018.
In comune questi due romanzi non hanno soltanto l'etnia dei protagonisti e l'argomento della questione razziale, ma anche il realismo magico che fa coesistere personaggi vivi e vegeti ad altri da tempo scomparsi, che però non abbandonano le loro vite e si mettono in qualche modo in comunicazione con loro.

Il tema del razzismo è presente anche nel sesto romanzo di questo articolo (che non è in alcun modo una classifica), "Metà di un sole giallo" dell'autrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie. Oltre a raccontare le storie di una famiglia, in particolare di due sorelle molto diverse tra loro, il grande pregio di questo romanzo è saper dare voce alla lotta per l'indipendenza del Biafra ed alla carestia con cui la Nigeria sterminò la sua popolazione per costringerla alla resa. Chimamanda Ngozi Adichie è un'autrice di cui ho già letto e apprezzato diverse opere (trovate qui la recensione del suo romanzo d'esordio, "L'ibisco viola", e qui quella del breve saggio "Dovremmo essere tutti femministi"), ma "Metà di un sole giallo" è di certo quella che mi ha convinta di più.




Decisamente meno impegnativo per quanto riguarda la tematica è "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafón, che non ho letto per la prima volta quest'anno ma ho riletto in occasione di un viaggio a Barcellona. Diversi anni fa, in occasione della sua uscita, lo avevo acquistato al supermercato e lo avevo letto in pochissimo tempo; questa rilettura che ha accompagnato la mia vacanza però lo ha reso più magico, di certo grazie alla vista della città che nel romanzo di Zafón è quasi un ulteriore personaggio, più che un semplice sfondo dove ambientare le vicende. In più il Cimitero dei libri dimenticati è il sogno di ogni lettore... anche se non credo avrei saputo limitarmi alla scelta di un volume soltanto!

In contrasto alla mole piuttosto voluminosa de "L'ombra del vento", ottavo romanzo preferito del 2019 è il brevissimo "Destinatario sconosciuto": un racconto lungo che risale agli anni '30 del Novecento, scritto durante l'ascesa del Nazismo in Germania. In pochissime pagine l'autrice Katherine Kressman Taylor racconta attraverso le lettere di Martin e Max come l'ideologia nazista era in grado di infiltrarsi nei rapporti umani e rovinare anche le amicizie più solide e di lunga data. Non aspettatevi però soltanto un romanzo epistolare: ciò che rende memorabile questo sottile libriccino è il colpo di scena con cui la scrittrice lo chiude magistralmente, lasciando il lettore a dir poco senza parole. Comprendete da voi che non posso aggiungere nulla, o vi rovinerei irrimediabilmente la lettura...

Gli ultimi due titoli di questo elenco non sono romanzi. Il nono è infatti una raccolta di
racconti, dalla penna di quello che è stato il mio autore del cuore quando ero adolescente e che ho provato il desiderio di riscoprire da adulta: J.D. Salinger.
Nel 2018 vi avevo consigliato tra i migliori fumetti dell'anno "Il mio Salinger", che aveva risvegliato in me l'urgenza di recuperare l'opera omnia dello scrittore; quest'anno eccoci qui con i "Nove racconti", una prova di incredibile talento che dà voce ad una varietà di personaggi, spesso bambini o giovani adulti. Compaiono qui per la prima volta alcuni membri della famiglia Glass, che saranno approfonditi in lavori successivi; ma soprattutto emerge la capacità di caratterizzare protagonisti e storie con poche, impeccabili frasi.

Ultimo ma non per importanza "Dimmi come va a finire" di Valeria Luiselli, autrice di origine messicana che ha riscosso nel 2019 grande attenzione con il suo ultimo romanzo "Archivio dei bambini perduti" (di cui vi parlerò a breve). 
In questa opera breve ed incisiva la scrittrice ed interprete rielabora il questionario composto da quaranta domande che nel suo incarico al tribunale deve porre ai minori non accompagnati che varcano la frontiera tra Messico e Stati Uniti. Crea così un libro che non è soltanto letterario, ma è lo spunto per riflettere sulle politiche statunitensi e sulle assurdità che ricadono sui migranti più indifesi. È difficile trovare le parole per commentare questo saggio sui generis, che ad ogni pagina è un vero e proprio pugno allo stomaco: per gli amanti dei libri che si occupano dell'attualità, ma anche per tutti i semplici cittadini del mondo questa è davvero una lettura necessaria.

giovedì 26 dicembre 2019

Il peggio del 2019

Eccoci arrivati alla fine dell'anno e con lei arriva il momento dei bilanci: iniziamo dalla "brutta notizia", tenendoci la parte migliore per la prossima settimana, e ricapitoliamo le peggiori letture del 2019.


Tra i libri che mi hanno convinta di meno ci sono libri assolutamente dimenticabili, che si leggono in fretta quanto poi ci passano di mente. Il primo è un thriller, letto ormai quasi un anno fa e del quale conservo già un ricordo sbiadito: "Girl in Snow" di Danya Kukafka. Nonostante sia proposta come una lettura per adulti, mi è sembrata più adatta ad un pubblico giovane e poco esperto; la storia ha molti punti deboli e ci sono di certo molti libri da preferirgli se state cercando una lettura di genere.







Secondo dei libri veloci da leggere e veloci da dimenticare è "Dopo l'onda" di Sandrine Collette, a cui devo riconoscere un ritmo appassionante ma anche un frettoloso svolgimento della storia, con una caratterizzazione dei personaggi che lascia molto a desiderare.

Seguono due titoli nei confronti dei quali avevo forse aspettative troppo alte, perché scritti da autori che di solito apprezzo moltissimo: si tratta in primis di Marco Balzano (scrittore che ho scoperto con "Resto qui", fino ad ora quello che ho preferito) e del suo "Pronti a tutte le partenze". Il limite che ho incontrato è quello di trovare il protagonista e narratore piuttosto antipatico, ed anche il fatto che i personaggi che gli ruotano attorno non siano affatto ben caratterizzati, ma restino piatti e privi di tratti che li contraddistinguano.
Il secondo autore del cuore che mi ha riservato una cocente delusione è stato Stephen King con il suo "L'uomo in fuga": le premesse -un reality che costringe il protagonista a fuggire mentre il mondo intero gli dà la caccia in cambio di laute ricompense- erano ottime, ma lo sviluppo lo ha reso più un romanzo d'azione che un distopico e non è riuscita a convincermi.


In comune con "L'uomo in fuga", "Le risposte" di Catherine Lacey ha un inizio davvero promettente: si tratta in questo caso di un esperimento in cui diverse ragazze vengono investite del ruolo di fidanzate per un uomo ricchissimo, ognuna con compiti specifici, in modo da soddisfarne nel complesso le esigenze. Purtroppo nell'andare avanti con la storia, questa sembra perdersi per strada e creare un progressivo distacco invece che aumentare il coinvolgimento; ed ho finito per perdere interesse.




Altri due libri quest'anno mi hanno piuttosto annoiata, entrambi opere d'esordio: si tratta di "Mia regina" di Jean-Baptiste Andrea, e "L'educazione" di Tara Westover. Entrambi hanno per protagonisti dei personaggi giovani, ma mentre il primo è più che altro il racconto di un'avventura il secondo è la biografia di una ragazza che attraverso l'istruzione prende le distanze dalla sua famiglia, che aveva fatto di tutto per tenerla a distanza dalla società. Non si tratta di testi privi di spunti, ma li ho trovati un po' ripetitivi e non sono riusciti a conquistarmi -anzi, nel corso della lettura non vedevo l'ora di portarli a termine.



Per ultimo in questa classifica delle delusioni devo nominare "Ottanta rose mezz'ora" di Cristiano Cavina, autore con il quale credo di avere cominciato dall'opera sbagliata: ne ho infatti apprezzato molto lo stile, scorrevole e accattivante, ma ho detestato con tutto il cuore il protagonista del suo più recente romanzo, che incarna una concezione di amore che proprio non sono riuscita a tollerare. Credo che però vorrò dargli in futuro una seconda possibilità! 

giovedì 10 gennaio 2019

Buoni propositi 2019

Il 2018 è stato un anno molto positivo dal punto di vista delle letture: ho evitato più spesso dell’anno precedente di farmi attrarre dal titolo in cima alle classifiche, di quello presente in tutte le foto di Instagram o negli espositori delle librerie. Naturalmente non sempre ci sono riuscita, e la pubblicità più o meno occulta ha avuto ancora una notevole influenza su di me; ho cercato però di selezionare con più attenzione i titoli ai quali dedicare il mio tempo.
Ho letto titoli che mi sono piaciuti molto, nel 2018 -in proposito ho già pubblicato il post dedicato alle migliori letture di narrativa dell’anno, e quello dedicato ai migliori romanzi illustrati. Spero che il 2019 mi porti letture ancora migliori, e come lo scorso anno ho deciso di impegnarmi a rispettare alcuni buoni propositi per fare sì che un anno di letture soddisfacenti si spalanchi davanti a me.


Innanzitutto nel 2019 voglio riscoprire. I miei scaffali straripano di libri non ancora letti, acquistati in seguito a desideri improvvisi, folgoranti innamoramenti nei negozi dell’usato, irresistibili offerte online. I libri non ancora letti mi circondano eppure troppo spesso lascio che si ricoprano di polvere per anni; sono assolutamente convinta che ogni libro abbia il suo momento giusto, ma ho intenzione di impegnarmi affinché i momenti giusti arrivino un po’ prima di quanto non sia avvenuto fino ad oggi.
 
Già nei buoni propositi per il 2018 avevo inserito rileggere. Questa intenzione resta valida, perché nel tempo cambio come lettrice, e trovo nei libri significati che non mi si erano rivelati alla primo incontro con loro. In più rileggere le storie che più ho amato mi fa sentire confortata e mi dà una grande serenità, perciò voglio mantenerla come una buona abitudine, specialmente nei momenti più stressanti.
 
Il mio terzo proposito per il 2019 è vincere la paura dei libri lunghissimi. Ci sono infatti romanzi voluminosi, come “Il petalo cremisi e il bianco”, "L'ombra dello scorpione", “I miserabili”, “Le mille e una notte” che da anni vorrei avere il coraggio di iniziare a leggere, eppure quel gigantesco numero di pagine ogni volta mi fa desistere, mi intimorisce al punto da far ricadere la mia scelta su un altro titolo più sottile.
 
Infine ho intenzione di avvicinarmi un po’ di più al mondo della letteratura italiana contemporanea, che spesso tendo a snobbare per pregiudizio ma che credo abbia diverse opere interessanti da regalarmi se la mia mente sarà sufficientemente aperta.
 
Naturalmente anche quest’anno terrò traccia delle mie letture su questo blog e sulla pagina Facebook, e spero vogliate trascorrere i prossimi dodici mesi in mia compagnia, facendo con me collezione di storie!

giovedì 3 gennaio 2019

I migliori romanzi grafici del 2018

Come mi proponevo all'inizio dell'anno, nel 2018 ho letto molti romanzi grafici in più rispetto ai dodici mesi precedenti. Ho avuto qualche difficoltà nell'orientarmi a scegliere, ricadendo spesso così sui titoli più conosciuti del momento; in ogni caso, seppure procedendo per tentativi, diverse scoperte mi hanno piacevolmente sorpresa ed emozionata.
 
Il preferito dell'anno è senza ombra di dubbio "Il mio Salinger" di Valentina Grande e Eva Rossetti: oltre ad essere meravigliosamente illustrato, trasportando il lettore nelle scene rappresentate (in particolare a New York), ha avuto il magnifico potere di riportare alla luce dentro di me l'amore per J.D. Salinger -autore che avevo divorato nell'adolescenza ma da allora non trovavo il coraggio di riscoprire.
Per gli estimatori di Salinger, è imperdibile; per tutti gli altri, farà nascere in voi un grande amore. Non potete non leggerlo -se non vi ho ancora convinti, potete approfondire qui.
 
 
 
Un altro capolavoro che ho letto e ammirato è stato "Blankets" di Craig Thompson: un romanzo di formazione che affronta molteplici temi ma nel quale è anche inevitabile, ogni tanto, riconoscersi. Si tratta di una lettura avvolgente, caratterizzata da un'ambientazione invernale e dal tratto dell'autore che è ricco e inconfondibile; qui ne ho scritto più nel dettaglio, intanto non fatevelo scappare.
 
 
 
 
 
Un'altra opera dedicata ad uno scrittore è "Una stella tranquilla" di Pietro Scarnera, che ripercorre la vita del celebre autore Primo Levi senza focalizzarsi soltanto sulla sua esperienza di sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti, ma affrontandone l'aspetto della creatività e della scrittura. Anche in questo caso, come per "Il mio Salinger", ha fatto nascere in me il desiderio di approfondire e riscoprire lo scrittore protagonista del romanzo a fumetti  per questo ve lo consigliavo già qui.
 
 
Quarto preferito dell'anno "Sputa tre volte" di Davide Reviati, un'opera che unisce la storia delle popolazioni rom e sinti alle piccole realtà di provincia in un grande racconto di formazione a tre protagonisti. Ho apprezzato il fatto di poter imparare da questo testo, oltre ad aver trovato particolarmente affine ai miei gusti il tratto in bianco e nero dell'autore. Trovate una recensione più esaustiva qui.
 
 
 
L'ultimo romanzo grafico che vi consiglio è graficamente molto diverso dai precedenti: ha colori vivaci, lontani dai bianchi e neri che contraddistinguono tutte le altre opere citate tranne "Il mio Salinger", dove i toni nelle tavole non sono però mai accesi. Si tratta di "Haytham: crescere in Siria" di Nicolas Hénin e Kyungeun Park, ed anche questo è un racconto di formazione, che racconta la Siria prima della guerra civile e l'emigrazione di una famiglia quando ancora era possibile in modo quasi sicuro. I volti dei personaggi sono rappresentati in modo così dettagliato da sembrare quasi fotografie, aspetto che ho apprezzato davvero molto; in più si tratta di una storia vera, che qui avevo già recensito.
 
Insomma anche per quanto riguarda i romanzi grafici quest'anno è stato ricco di soddisfazioni, e non posso che augurarmi che il 2019 possa esserlo altrettanto!

domenica 30 dicembre 2018

I libri più amati del 2018

Come vi preannunciavo in questo post, il 2018 è stato un anno molto soddisfacente dal punto di vista delle letture. Il post di oggi è dedicato proprio al condividere con voi un breve riassunto di quelle che maggiormente ho apprezzato -elencate in ordine piuttosto casuale.
 
 
La migliore scoperta del mio 2018 è stato senza ombra di dubbio Kent Haruf, con la sua Trilogia della pianura. Difficile dire quale abbia apprezzato di più tra i tre romanzi, perché li ho amati tutti moltissimo: la delicatezza dell'autore nel costruire personaggi intensi e fragili, nell'intrecciare le vite a Holt, Colorado, è magistrale. Se dovessi proprio sceglierne uno, direi comunque Canto della pianura: forse perché è stato il primo e si sa, il primo amore non si scorda mai. Ne ho scritto qui più nel dettaglio, mentre qui trovate la recensione di Crepuscolo e qui quella di Benedizione.
 
 
 
Un'altra lettura folgorante dell'anno è stato "La strada" di Cormac McCarthy: una lettura faticosa, per stomaci forti, in un paesaggio post apocalittico dove un padre e un figlio cercano di sopravvivere al meglio delle proprie possibilità. Non è un romanzo per lettori facilmente impressionabili, ma io l'ho trovato eccezionalmente coinvolgente e ne ho scritto qui ormai molti mesi fa -e scopro oggi di avere già voglia di rileggerlo.
 
 
 
 
Meno noto è uno dei romanzi che più ho amato nel 2018: si tratta di "Uomini sotto il sole" dello scrittore palestinese Ghassan Kanafani, che racconta in un libro breve e commovente le difficili condizioni degli emigranti dai territori occupati della Palestina alla ricerca di una vita migliore. È un romanzo ricco, carico di tensione, che molti più lettori dovrebbero conoscere: potete cominciare dalla recensione che trovate qui.
 
 
 
In un best of dell'anno può secondo voi mancare un romanzo di Stephen King? La risposta, ovviamente, è no; come lo scorso anno "It" era entrato tra i preferiti degli ultimi dodici mesi, questa volta tocca a "Carrie", a mio parere il romanzo sul bullismo più convincente che sia mai stato scritto. Non fatevi ingannare infatti dagli elementi non realistici come la telecinesi: Carrie White è quello che noi siamo stati sull'orlo dell'abisso della nostra adolescenza, sotto la sassaiola delle prese in giro, oppure eravamo Susan, o Chris, dall'altra parte della barricata. La lettura di "Carrie" ha più livelli, non si tratta di un semplice romanzo dell'orrore, e non dimentichiamo che si tratta del romanzo d'esordio del suo geniale autore. Se ancora non vi avessi convinti, qui troverete altre ragioni per leggerlo.
 
Un romanzo che avrebbe potuto essere molto lontano dal mio gusto personale, ed invece mi è stato di grande aiuto in un momento difficile, è stato "Lincoln nel Bardo" di George Saunders: un racconto onirico ambientato nel Bardo appunto, una dimensione ormai separata dal mondo dei vivi dove dimorano anime in sospeso. Proprio i dialoghi tra queste anime rendono il libro talvolta divertente, in altre circostanze commovente (come quando la parola viene data al piccolo Willie Lincoln). Si tratta di un romanzo che mi ha stupita e soprattutto mi ha supportata come raramente un libro ha saputo fare; qui trovate la recensione dove ve ne parlo meglio.
 
 
 
Un altro libro davvero poco conosciuto ma meritevole di molta notorietà in più è "Addio a Sidonie" di Erich Hackl, autore tedesco che racconta il dramma della deportazione nei campi di sterminio non riferendosi alla popolazione ebraica ma in questo caso ai rom, nello specifico ad una bambina che una famiglia austriaca vorrebbe anche tenere con sé ad ogni costo. Un romanzo che prende spunto da una vicenda realmente accaduta e fa riflettere, come di questi tempi c'è davvero bisogno di fare; cominciate da qui.
 
Opera di una scrittrice pluripremiata (l'unica autrice donna ad aver vinto per due volte il National Book Award) è "Salvare le ossa" di Jesmyn Ward: un conto alla rovescia dall'arrivo dell'uragano Katrina in Mississippi, con una protagonista adolescente tutt'altro che facile da dimenticare. Come ho sentito il dovere di avvertirvi parlandovi di "La strada", è necessario premettere che anche "Salvare le ossa" è un romanzo potente, distruttivo, addirittura sconvolgente -in particolare per gli amanti degli animali più sensibili alle tematiche dei combattimenti tra cani. Per me è stata una lettura difficile, ma mi ha colpita a tal punto da non potermi esimere dall'indicarlo in questo elenco; qui potrete capire meglio perché.
 
 
 
Una bella scoperta del 2018 è stato un libro che si impolverava sui miei scaffali da diverso tempo, "La bastarda di Istanbul" di Elif Shafak: si tratta di una saga familiare che si snoda tra gli Stati Uniti e la Turchia e oltre alla costruzione di personaggi credibili e ben differenziati è ricca di descrizioni della città di Istanbul che vi faranno innamorare della città. Per saperne di più potete leggere la mia recensione qui.
 
 
 
 
 
Ultimo romanzo che desidero entri a far parte di questa lista è "Lions" di Bonnie Nadzam, un romanzo che ha in comune con la trilogia di Haruf la capacità di raccontare storie prive di avvenimenti eclatanti rendendole comunque appassionanti. "Lions" è un romanzo nostalgico sull'importanza delle promesse e, come dichiarato in apertura, è una storia di fantasmi. Si tratta di un libro ben scritto, coinvolgente e davvero evocativo del quale ho scritto più nel dettaglio qui.



giovedì 27 dicembre 2018

Le letture meno apprezzate del 2018

Nonostante il 2018 sia stato un anno molto positivo dal punto di vista delle letture, non tutti i libri che ho letto sono riusciti a convincermi. Quindi oggi ho deciso di condividere con voi i miei pareri negativi -pur sapendo che di certo una parte di questi titoli potrebbe esservi piaciuto molto…
Ho deciso di suddividere il post in tre parti: la prima dedicata ai libri che non mi sono proprio piaciuti, senza molto altro da aggiungere. Nella seconda vi nominerò due romanzi d’esordio che non mi hanno convinta, ma che sono stati scritti da autori che credo potranno fare molto meglio in futuro. Nell’ultima infine vi parlerò di due testi di certo apprezzabili, ma troppo lontani dai miei gusti e dalla mia sensibilità: in questo caso, la menzione negativa va più alla mia scelta poco ponderata che al libro in sé!
 
Iniziamo con i libri "no":
 
 
Il meno apprezzato dell'anno è stato un libro al quale mi sono avvicinata con grande interesse e curiosità, il testo di non-fiction “Ausmerzen” di Marco Paolini, sullo sterminio dei disabili mentali da parte del regime nazista. È stato però una delusione terribile: la narrazione è distaccata, spesso ripetitiva, frammentata in capitoli non ben legati tra di loro; a sua difesa va detto che l’opera nasce come uno spettacolo teatrale, avrei probabilmente dovuto privilegiare la visione. Qui ne ho scritto più nel dettaglio.
 
 
 
 
Al secondo posto indico un libro che ha ricevuto grandi consensi, ma che io ho trovato ricco di stereotipi e banalità, oltre al fatto che il modo in cui è stata sviluppata la trama mi è parso insufficiente. Si tratta di “Vox” di Christina Dalcher, un romanzo che si propone come una lettura femminista sull’importanza della comunicazione; parte da un ottimo spunto (un limite di 100 parole al giorno che alle donne è consentito pronunciare) ma va sprecato. Ne ho scritto qui.
 
 
 
 
Un altro libro scritto da un’autrice donna e che racconta una storia molto promettente non è riuscito a convincermi: mi riferisco a “Ragazze elettriche” di Naomi Alderman. Il rovesciamento dei ruoli dominante-sottomesso, maschile-femminile è una premessa interessante, ma il modo in cui è stato sviluppato (più un romanzo d’azione che altro) non mi ha soddisfatta. Trovate qui la recensione.
 
 
 
 
“Hugo e Rose” prometteva di essere una lettura leggera e rilassante, iniziando come un romance dai tratti fantastici: Rose infatti ha sognato Hugo per tutta la vita, finché non lo incontra nella realtà. A questo punto il romanzo cambia direzione e si trasforma in un racconto ricco di azione e di atmosfere cupe; inutile dire che ho trovato questa variazione fuori luogo e poco riuscita. Trovate motivazioni più articolate qui.
 
 
Non leggo moltissimi romanzi italiani, e suppongo di avere molto da scoprire nella letteratura nostrana. Quest’anno però il nuovo romanzo di un autore che avevo precedente apprezzato in particolare per Non dirmi che hai paura, ma parzialmente anche per Il grande futuro -avrete ormai capito quindi che mi riferisco a Giuseppe Catozzella- mi ha deluso parecchio con “E tu splendi”: anche qui, premesse interessanti (una scoperta da parte di un bambino, vivide descrizioni del meridione italiano) ma davvero troppi parallelismi con l’arcinoto “Io non ho paura” di Niccolò Ammaniti. Mi è parso quasi una rielaborazione e mi ha delusa. Qui ve ne ho parlato meglio.
 
 
Passiamo ora ai romanzi d'esordio di autori che spero potranno fare di meglio in futuro.
 
 
Il primo è un romanzo di cui si è parlato molto, definendolo un esordio folgorante: si tratta di “Mio assoluto amore” di Gabriel Tallent. Personalmente credo che una buona parte del suo successo sia dovuto al tema pruriginoso trattato al suo interno (un rapporto incestuoso tra un padre e sua figlia adolescente) più che per la storia narrata in sé, che infatti non è riuscita a convincermi. Lo stile dell'autore però è promettente, molto capace nelle descrizioni. Ne ho scritto qui più nel dettaglio.
 
 
L'altro romanzo d’esordio nei confronti del quale ho diverse perplessità è “Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra” di Sumia Sukkar: tratta l’importante tema della guerra civile siriana dal punto di vista di un adolescente con la sindrome di Asperger, ed entrambi questi elementi sono lodevoli. Credo che l’autrice però abbia bisogno di crescere molto per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, le cui voci risultano davvero troppo simili, ed anche sullo sviluppo della vicenda avrei qualcosa da ridire. Qui potete scoprire esattamente cosa.
 
 
 
Infine i due romanzi che avrei potuto scegliere in maniera più cauta, perché si tratta di opere senz'altro meritevoli ma molto, troppo lontane dai miei gusti in materia di letture.
 
 
 
 
Innanzitutto è il caso di “La vegetariana” di Han Kang. Prima opera sudcoreana alla quale mi avvicino, da lettrice che non conosce quasi per nulla la letteratura asiatica, sono rimasta piuttosto spiazzata: mi è mancata la comprensione della protagonista, che rimane muta e alle cui motivazioni non viene mai data voce. Qui mi spiego meglio.
 
 
 
Un’altra autrice che ho amato in precedenza e le cui capacità non mi sogno nemmeno di mettere in discussione è Margaret Atwood: “Il racconto dell’ancella” è stato uno dei romanzi preferiti del 2017. Dalla lettura di “Fantasie di stupro” però credo di aver capito che i suoi racconti non fanno al caso mio: non sono riuscita infatti a provare una grande empatia nei confronti delle protagoniste di queste storie piuttosto brevi e ho deciso che d’ora in poi darò la precedenza ai suoi romanzi. Qui trovate ulteriori informazioni sui racconti contenuti della raccolta.
 
Non posso che augurare a me e a tutti voi, per il 2019, ancor meno letture poco soddisfacenti!