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domenica 6 ottobre 2024

T

Ero incuriosita da "T" di Chetna Maroo dal momento in cui Adelphi lo ha pubblicato in Italia: sarà per la copertina che trovo super attraente, sarà perché le storie familiari sono sempre le mie preferite. Ho avuto un colpo di fortuna trovandolo disponibile nella mia biblioteca di quartiere, e ora che l'ho terminato sono contenta di aver aspettato ad acquistarlo, perché non ne sono stata conquistata al punto di desiderarne una copia personale.

Le protagoniste di "T" sono Gopi, Khush e Mona, tre sorelle di origine pakistana che vivono in Inghilterra con il padre, da poco rimasto vedovo. Attorno a loro gravano le aspettative della comunità di connazionali, tra cui quelle della zia che non ritiene lo squash, sport a cui il padre allena tenacemente le sorelle, in particolare Gopi, un passatempo appropriato per delle ragazze.

Ci sono elementi davvero interessanti in questa storia: l'opprimente solitudine del padre, che scrive agli amici lettere di cui nessuno conosce il contenuto, che teme le sue figlie al punto di aver paura che possano "divorarlo". Ben descritta è anche Mona, la sorella maggiore, che da un lato cerca di farsi carico della gestione familiare anche dal punto di vista economico, d'altra parte è un'adolescente che vorrebbe socializzare e godersi la propria età. Anche Gopi mi ha suscitato grande tenerezza, divisa tra la tensione tipica dell'adolescenza, l'attrazione per il coetaneo con cui si allena sul campo da squash, le difficoltà di comunicazione in famiglia. 

Un enorme ruolo ha lo sport in questo racconto, prende quasi il sopravvento sul resto data la brevità del romanzo, il cui finale non è risolutivo quanto avrei sperato, come se avessimo assistito ad un'istantanea della vita delle ragazze, e le lasciassimo al loro destino. 

"T" è un romanzo d'esordio ben scritto e interessante, che caratterizza sia l'elemento sportivo sia le origini delle protagoniste attraverso tradizioni e sapori; tuttavia mi sarei aspettata che potesse scavare un po' più in profondità.

Qual è il più recente titolo  Adelphi che avete letto?

mercoledì 21 dicembre 2022

Corpo libero

Ho letto per la prima volta "Corpo libero" di Ilaria Bernardini ormai dieci anni, fa quando il libro era pubblicato da Feltrinelli. 


Titolo: Corpo libero
Autrice: Ilaria Bernardini
Anno della prima edizione: 2022
Casa editrice: Mondadori
Traduttrice: Veronica Raimo
Pagine: 207

L’avevo trovata una storia di adolescenti ambientata nel mondo della ginnastica artistica scorrevole, ma non riuscitissima. La genesi del romanzo uscito per Mondadori nel 2022, che ho letto adesso, è molto particolare: la scrittrice infatti ha rielaborato la propria storia originale, che aveva scritto mentre sceneggiava la serie televisiva "Ginnaste: vite parallele". L'ha riscritta, questa volta in lingua inglese, e oggi il romanzo ci arriva nella traduzione di Veronica Raimo.

rispetto alla prima versione siamo davanti ad un libro decisamente più maturo, dove l’elemento delittuoso della storia viene introdotto già dall’inizio generando così nel lettore una crescente aspettativa. Per di più, anche alla luce degli scandali che hanno interessato il mondo della ginnastica nell’ultimo decennio, l’autrice inserisce un elemento attuale ma molto delicato: quello degli abusi subiti all’interno delle federazioni, da parte di allenatori, fisioterapisti e così via. 

La voce narrante in prima persona è quella di Martina, che racconta una settimana trascorsa in Romania per disputare una gara insieme alle sue compagne di squadra, in particolare le inseparabili, complicate Carla e Nadia. Martina, con le sue insicurezze, le sue piccole manie, la sua rabbia, trasmette molto bene la difficoltà, il sacrificio e la dedizione che caratterizzano la vita di una ginnasta, e anche la rivalità che può generarsi all’interno della stessa squadra, in cui in teoria si hanno "un unico corpo e un unico cuore". 

Da questo libro è stato tratta da poco anche una serie TV, che è stata proprio la molla che mi ha spinto a recuperare la lettura. Al suo interno ci sono ancora più elementi (l'abuso di farmaci per esempio, addirittura la sperimentazione sulle atlete) ed è uno dei rari casi in cui una serie televisiva italiana non mi ha delusa! Ne consiglio la visione, insieme alla lettura di questo romanzo, in particolare agli appassionati di storie sportive e agli estimatori dei testi con protagonisti adolescenti.

Qual è l'ultimo libro da cui sono stati tratti un film o una serie TV che avete letto?

giovedì 3 febbraio 2022

Serena e Venus Williams. Nel nome del padre

Giorgia Mecca è una giornalista sportiva che, si intuisce leggendo, è anche una giocatrice di tennis. Conosce bene questo sport nei suoi aspetti tecnici e nelle sue dinamiche psicologiche e questo si percepisce in ogni pagina di "Venus e Serena. Nel nome del padre", pubblicato nel 2021 nella collana "Vite inattese" di 66thand2nd. 


Titolo: Venus e Serena. Nel nome del padre
Autrice: Giorgia Mecca
Anno della prima edizione: 2021
Casa editrice: 66thand2nd
Pagine: 168

Arrivo a questa lettura da due direzioni: la prima è la biografia di Andre Agassi, "Open", che avevo letto parecchi anni fa avendo un padre tennista con una fornita biblioteca in merito. La seconda è il film "King Richard", film del 2021 interpretato da Will Smith dalla performance davvero intensa: è riuscito a far nascere in me molta curiosità sul percorso delle sue figlie. 

Questo libro analizza di Venus e Serena soprattutto la carriera dai loro esordi sino agli Open d'Australia del 2021, e inevitabilmente la rivalità che l'ha caratterizzata, perché in numerosissime occasioni le vittorie dell’una sono state le sconfitte dell’altra. È vero specialmente per Venus, la maggiore, quella che per prima è diventata la numero uno del mondo, seguita a ruota però da Serena, che come il padre aveva predetto sarebbe arrivata seconda ma per diventare la migliore. 

Il libro di Giorgia Mecca, così come "Open", non è una lettura ad uso esclusivo degli appassionati di tennis: è infatti una biografia che parla di famiglia, di sacrificio e di perseveranza, ma soprattutto parla di razza: perché le due sorelle Williams sono state tra le prime campionesse nere in uno sport per bianchi, che era considerato tale prima del loro arrivo ma anche dopo, quando hanno dovuto tollerare moltissimi insulti razzisti nei loro confronti, in quanto inadatte, ingombranti, rumorose, troppo forti in un gioco elegante. Nonostante questo non si sono arrese, diventando così di ispirazione per generazioni di ragazzini che hanno smesso di ritenere il tennis fuori dalla loro portata. 


Questo libro racconta insomma grandi successi ma anche enormi sconfitte. Racconta un rapporto tra sorelle e anche un ingombrante padre che per loro ha sempre avuto in mente un piano ed è riuscito a realizzarlo, ma di certo facendo pagare alle sue figlie anche un caro prezzo. 

Serena e Venus escono da questo libro come donne più che come tenniste. Ne escono umane, fragili e al tempo stesso fortissime, in una lunga carriera sportiva tra le migliori di tutti i tempi nel tennis femminile e in un rapporto tra sorelle che si è evoluto nel tempo, trasformandosi attraversando rivalità feroci ma anche profondo amore reciproco. 

Nella diversità caratteriale che le ha sempre contraddistinte, la protettiva Venus è diventata una donna matura e pacata, mentre Serena non è mai riuscita a domare la propria rabbia sul campo da tennis. 

Ho amato questa lettura dalla prima all’ultima pagina: le storie degli sportivi mi piacciono, le trovo racconti umani interessanti, appassionanti e di grande intensità. L’importanza che queste due donne hanno avuto per la comunità afroamericana e per le tenniste che sono venute dopo di loro l'ha resa una lettura ancora più importante che mi sento di consigliarvi indipendentemente dal vostro interesse nei confronti del tennis!

Avete mai letto la biografia di uno sportivo?

giovedì 6 luglio 2017

Open

Una biografia di un tennista potrebbe sembrare un libro riservato a pochi, sugli scaffali di una libreria o di una biblioteca. Potrebbe sembrare un testo per addetti ai lavori, per grandi appassionati, per chi segue tutti i tornei su Supertennis -come fa mio padre, che in famiglia lo ha letto per primo. Poi me lo ha consigliato e, complici recensioni da favola ed una recente intervista a cui ho assistito su Sky Sport, non ho saputo resistere: e ho capito quando la mia prima impressione fosse sbagliata.
 
 
 
 
Titolo: Open
Autore: Andre Agassi (con il giornalista J. R. Moehringer)
Anno della prima edizione: 2009
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 504
 
 
 
 
 
Quando Andre nasce, nel 1970, è il quarto figlio di un pugile olimpionico, armeno iraniano, entrato clandestinamente negli Stati Uniti dove si è cambiato il nome e si è nutrito dei propri istinti violenti per sopravvivere. L'obiettivo di Agassi padre è quello di rendere uno dei propri figli il numero uno del ranking dei tennisti; con i primi tre ha già fallito, ma gli resta Andre: è lui che sottopone a massacranti, crudeli allenamenti quotidiani, ad un precoce allontanamento da casa e ad un'educazione rigida e priva di tenerezze, incapace di dimostrargli anche una sola volta quanto gli voglia bene. Andre, sin da allora, odia il tennis: e non smetterà mai.
 
Andre diviene presto un ribelle. Si nasconde dietro un'immagine che più che rappresentarlo lo perseguiterà: orecchini, capelli lunghi -quei capelli che troppo presto inizierà a perdere, ragion per cui sarà ossessionato da un parrucchino che porterà per anni, per quanto scomodo. A quattordici anni lascia la scuola, alla Bollettieri Academy (luogo che odia quanto lo sport che pratica) si dedica unicamente ad allenarsi. Diventa un giovane campione e tuttavia non è mai soddisfatto, non è mai sicuro di sé: i nervi gli giocano brutti scherzi in partita, odia il tennis ma non può smettere, non sa fare altro, non ha nessun piano B. Nel 1995, come secondo i piani del padre, è il numero 1 del mondo tra i tennisti e nel 1996 corona anche il sogno paterno della medaglia olimpica.
Alla fine del decennio tuttavia Andre entra in una spirale di autodistruzione: metanfetamine, un matrimonio sbagliato con l'attrice Brooke Shields, il suo posto nel ranking è sceso al 141° e tutti lo considerano un tennista fallito.
 
Qui l'autobiografia, già colma di riflessioni interessanti e talvolta commoventi, si trasforma nel percorso di un uomo verso la propria seconda occasione. Andre cresce, si evolve: le sconfitte sul campo ci sono ancora, l'eterna rivalità con Pete Sampras lo accompagnerà per tutta la carriera, ma c'è un uomo su quei campi in erba, cemento o terra rossa: un uomo che si impegna, che odia ancora il tennis, ma questa volta lo ha scelto.
 
Andre Agassi e Stefanie Graf (2003)
 
"Open" è la storia di un uomo, non solo di un campione. Andre Agassi è uno di noi, potremmo dire, con le sue sconfitte dentro e fuori dal campo, con l'odio verso il tennis che accomuna molti di noi nelle scelte che abbiamo fatto quando ci siamo stati costretti.
Andre rinasce: concentra le sue energie negli allenamenti, nella risalita verso il primo posto del ranking, nella conquista della donna che ha sognato per tutta la vita, la campionessa Stefanie Graf. Andre cresce, dedica denaro ed energie ad una charter school a cui dà il suo nome e cambierà la vita a decine di bambini e ragazzi del Nevada. Andre si sposa con una donna che finalmente ama e lo ama, oltre a capirlo; diventa padre di Jaden e Jaz, ai quali entrambi i genitori augurano di non seguire mai le loro orme sportive.
 
"Open" ci insegna il valore del cambiamento, e soprattutto che cambiare è possibile, che dare una svolta alla propria vita è possibile anche quando si è toccato il fondo, anche quando tutti continuano a ripetere che sei finito, che ormai non hai più alcuna speranza, anche quando ti hanno rubato l'infanzia, quando non ti sei mai sentito al posto giusto. Andre Agassi ci dà una grande lezione in questa autobiografia, ed un messaggio di grandissima speranza: consiglierò questo libro a chiunque abbia bisogno di un amico che, tra le pagine, gli ricordi che nulla è perduto, che c'è sempre modo di ricominciare e trovare la pace.