Come vi racconto un libro che ho terminato singhiozzando? La fonte di tante lacrime versate è stato "Quando le gru volano a sud" di Lisa Rizden, pubblicato da Neri Pozza, che ho letto per l'ultimo appuntamento prima della pausa estiva del gruppo di lettura #errantiletterari organizzato da @theweesmallblog, che frequento in presenza nella mia città.
Ci troviamo in Svezia insieme a Bo, un uomo ormai anziano la cui moglie è stata trasferita in una struttura, e al suo inseparabile cane Sixten. Le condizioni fisiche di Bo si deteriorano sempre di più e anche la sua memoria comincia a perdere colpi, ragion per cui il figlio si convince che, nonostante il supporto dell'assistenza domiciliare, per Sixten debba essere trovata una sistemazione più idonea -idea alla quale, inutile dirlo, Bo si oppone con ogni forza che gli rimane.
Ridzen scrive un romanzo straziante, in cui nella mente di Bo si mescolano i ricordi della giovinezza e dell'infanzia in una costante fusione con il presente con il quale riprende contatto. Racconta in modo eccezionale l'impotenza dell'invecchiamento, dove l'unica presa di posizione diventa quella di rifiutarsi, di negare a se stessi, perché le decisioni oramai sono prese da altri. Racconta il tempo della perdita, in cui il corpo tradisce, in cui la mente inganna, in cui si fanno i conti con i rimpianti, con i legami, con coloro che se ne vanno dopo una vita insieme.
"Quando le gru volano a sud" è un romanzo in punta di piedi, che ho letto con il magone ad ogni pagina, sempre con le lacrime negli occhi, per quanto l'autrice ha raccontato con rispetto il suo protagonista stanco, sconfitto e così umano. Affrontatelo con attenzione, quando vi sentirete pronti, perché può ferire, toccare punti di grande dolore, ma è davvero un'ottima lettura, che mi resterà nel cuore e sono felice di aver trovato il coraggio di portare a termine.
C'è già stato quest'anno un libro che vi ha commossi?

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