Katja Oskamp, superati i quarant'anni, si trova in un momento di difficoltà: come scrittrice non ha il successo che vorrebbe, e così per riqualificarsi professionalmente si iscrive ad un corso di pedicure. Trova in questo modo un nuovo lavoro in un salone di Marzahn, quartiere orientale della capitale tedesca: ne nasce "Marzahn mon amour", pubblicato da L'Orma editore, un libro sottile ma molto più profondo di quanto ci si potrebbe aspettare.
I capitoli di questo libro, dedicati agli incontri di Katja al salone, attraverso conversazioni quotidiane e piccoli gesti raccontano grandi cose: raccontano la cura, l'attenzione, i legami, ma anche la solitudine, il tempo che passa, il peso della perdita.
Tra le sue pagine incontriamo la signora Frenzel e la signora Ponkesky, amiche che si affidano a vicenda i propri cani mentre l'altra si reca al salone; le Noll, madre anziana e figlia detestabile; Gerlinde Bonkat, una rifugiata che non viene più annoverata nelle statistiche, donna emancipata prima che il termine divenisse d'uso comune, che ad ottant'anni non si è mai persa d'animo. Incontriamo persone comuni, le cui vite si svolgono nel quartiere ed incrociano quelle di Katja che si prende cura dei loro piedi, mentre entra in contatto con parti di loro molto più profonde.
Si termina "Marzahn mon amour" con il ricordarsi l'importanza di ogni professione, di come non esistano dettagli privi di importanza e vite che non meritano di essere prese in considerazione, apprezzate e raccontate. È un romanzo di piccole cose, eppure di enorme profondità, che si legge in un attimo ma sedimenta a lungo, e che è stata una piacevolissima sorpresa.
Quale lettura breve ma intensa vi ha conquistati di recente?

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