Gramma Feltrinelli è uno dei marchi editoriali che al momento mi interessano di più. Ho inserito nella mia lista desideri diversi titoli, dopo aver letto "Gli antropologi" a cui è seguito "Vita sommersa", romanzo di Tara Menon di cui ho sentito il richiamo non appena letta la trama.
Come ormai saprete le storie di amicizia e di perdita mi toccano profondamente da vicino e in qualche modo le ricerco, perché mi fanno sentire compresa e meno sola in una sensazione che dopo anni continua ad accompagnarmi con la stessa intensità.
La perdita di Arielle, la sua migliore amica, accompagna Marissa, la protagonista di questo breve ed intenso romanzo, da quando lo tsunami che nel 2004 ha devastato le coste della Thailandia gliel’ha portata via.
Le due, cresciute insieme su un’isola delle Andamane dove hanno osservato la fauna oceanica, chiamato per nome le mante, trascorso innumerevoli giornate tra la barriera corallina e la spiaggia, sono diventate adolescenti insieme e la separazione ha lasciato in Marissa un vuoto e un dolore impossibili da superare. Mentre più di dieci anni dopo un uragano sta per colpire New York, dove la ragazza si è trasferita non sopportando il restare in quel luogo dove tutto le parlava della mancanza di Arielle, Marissa si muove per le strade, sentendo sempre la presenza della sua migliore amica e il richiamo potente di quell’acqua devastante che sta per circondarla.
"Vita sommersa" è un romanzo pieno di natura, di meraviglia e di dolore. È un romanzo che si interroga sull’elaborazione del lutto quando questo non ha un nome con cui essere chiamato, perché non rende orfani, non rende vedovi, ma rende comunque profondamente soli e toglie il fiato per quanto sembri impossibile il suo superamento.
Sta a lungo da sola Marissa, perché nella sua solitudine sente la presenza di Arielle, e in questo romanzo immerso nelle acque thailandesi, nella cucina tipica di quel paese, nelle ricerche scientifiche condotte dal padre di Melissa e dai suoi colleghi che ci guidano alla scoperta di un meraviglioso mondo sottomarino sempre più minacciato dall’uomo, mi sono più volte commossa, ma allo stesso tempo mi sono sentita a casa per come l’autrice abbia trovato le parole per descrivere qualcosa che mi sembra ancora così atroce da non saperlo nominare.
L’ho trovato un bellissimo romanzo d’esordio, in cui ognuno potrà trovare il proprio livello di lettura o gli aspetti che più lo interessano, e un’ulteriore scoperta che mi convince a continuare ad approfondire questo recente marchio editoriale.
Avete già letto qualche titolo pubblicato in questa collana?
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